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NBA, Mark Cuban prossimo presidente USA? "Non dico di no, lascio la porta aperta"

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Bernie Sanders si è ritirato, Joe Biden appare l'unico sfidante di Trump ma il proprietario dei Mavs non esclude una sua discesa in campo in extremis, anche se i tempi sono strettissimi: "Viviamo circostanze straordinarie: non si può mai dire quello che potrà accadere da qui a novembre"

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Le prossime elezioni politiche statunitensi sono fissate per il prossimo novembre, Bernie Sanders ha da poco annunciato il suo ritiro dalla corsa alla candidatura democratica, lasciando così sostanzialmente Joe Biden (ex vice-presidente della presidenza Obama) come unico avversario di Donald Trump. Giusto? Non proprio. Perché il proprietario dei Dallas Mavericks Mark Cuban — da sempre attento all’arena politica USA — in un intervento a Fox News non ha escluso la possibilità che possa candidarsi all’ultimo momento — come candidato indipendente, senza essere quindi espressione né del partito democratico né di quello repubblicano — alle elezioni 2020. “In circostanze uniche come quelle che stiamo vivendo non si sa mai quello che può succedere”, ha dichiarato Cuban. “Non avrei mai considerato una mia corsa alla presidenza fino a un mese fa ma ora le cose stanno cambiando in maniera rapida e drammatica. Non è qualcosa che sto perseguendo attivamente ma non dico neppure di no: preferisco lasciare la porta aperta, perché non si sa cosa può succedere da qui a novembre”. Quello che però si sa è che — per candidarsi da indipendente — in alcuni stati americani la deadline prevista è già passata e in altri scade proprio in questi giorni ma Cuban, ovviamente al corrente delle tempistiche, ha già fatto sapere che “ci sono modi alternativi per aggirare i problemi delle scadenze”. Da sempre critico dell’attuale presidenza Trump, la voce del proprietario dei Mavs si è alzata ancora di più durante la pandemia che sta colpendo violentemente gli Stati Uniti, verso la quale la risposta dell’amministrazione in carica è sembrata da più parti insufficiente. “Oggi come oggi direi di no, a una mia candidatura, ma da qui a novembre davvero può accadere di tutto”, torna a ribadire Cuban, e il sottotesto sembra chiaro: Biden è un candidato che non entusiasma, se Trump dovesse fallire clamorosamente la gestione della crisi legata al Covid-19 si potrebbe creare un vuoto di potere in cui — anche all’ultimo momento — potrebbe inserirsi un candidato terzo, indipendente, ricco, carismatico e già popolare. 

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