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NBA, interviene Trump: “Lo sport deve ricominciare”. E convoca commissioner e proprietari

NBA

Il presidente USA apre anche a tre proprietari (Mark Cuban dei Dallas Mavs, Jerry Jones dei Dallas Cowboys e Robert Kraft dei New England Patriots) una nuova consultazione telefonica con tutti i n°1 degli sport USA per dare la spinta decisiva al ritorno in campo

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Gavin Newson, governatore (democratico) della California, aveva appena fatto sapere di ritenere “improbabile ogni evento di massa o sportivo durante l’estate, almeno finché non troveremo un vaccino o una protezione immunitaria” al coronavirus — e immediata è arrivata la replica ufficiale, durante una conferenza stampa, del presidente USA Donald Trump: “Lo sport deve ricominciare: sono stufo di vedere in tv partite di baseball vecchie di 14 anni”. Per questo — ha fatto sapere il n°1 della Casa Bianca — si consulterà prossimamente al telefono con tutti i commissioner delle principali leghe sportive americane e anche con qualche proprietario di franchigia per affrontare l’argomento. Ad Adam Silver (NBA), Rob Manfred (MLB), Gary Bettman (NHL), Roger Goodell (NLF), Dana White (UFC), Jay Monahan (PGA) e Michael Whan (LGPA, la lega femminile di golf), Vince McMahon (WWE), Patrick Galbraith (USTA), Don Garber (MLS) e Lesa Kennedy (NASCAR) si affiancheranno infatti anche Robert Kraft (il proprietario dei New England Patriots), Jerry Jones (Dallas Cowboys) e Mark Cuban (Dallas Mavs), che proprio recentemente davanti alle telecamere di Fox News non aveva escluso una sua candidatura in extremis (contro Trump) alle elezioni del prossimo novembre, da indipendente. I vertici dello sport americano saranno consultati insieme a quelli di mille altri settori — dal bancario all’agricolo, dal commercio all’industria — in quello che la Casa Bianca ha denominato “il gruppo destinato a guidare il grande revival economico e industriale d’America”. Già lo scorso 4 aprile Trump si era consultato telefonicamente con i commissioner delle principali leghe sportive: ne era emerso un cauto ottimismo sulla possibilità che la stagione di football NFL iniziasse regolarmente (a settembre) e aveva espresso gratitudine verso il contributo delle varie leghe alla lotta al Covid-19.

Il taglio dei fondi all’OMS

Quasi contemporaneamente, però, Donald Trump si è conquistato le prime pagine di tutto il mondo per la decisione — già nell’aria da alcuni giorni — di tagliare i fondi USA destinati all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), da lui accusata di una pessima gestione della pandemia. Si tratta di una sorta di vendetta che il n°1 della Casa Bianca ha scelto di mettere in atta contro un organo che non aveva risparmiato critiche all’amministrazione USA per il blocco all'ingresso imposto da Trump ai viaggiatori provenienti dalla Cina. E proprio “filo-cinese” è l’accusa mossa dal presidente USA alla OMS, che gestisce un patrimonio di circa 6 miliardi di dollari ma che storicamente ha proprio negli Stati Uniti il suo donatore più generoso (“centinaia di milioni di dollari”, ha ricordato Trump — si stima sia di circa 500 l’ultima elargizione di fondi).

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