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NBA, Kevin Durant arrabbiato coi media della Baia: "Baciate il c… di Curry"

L'ANEDDOTO
©Getty

Un estratto del libro del giornalista Ethan Strauss racconta di come Kevin Durant fosse frustrato con i giornalisti che seguivano i Golden State Warriors, colpevoli di riempire di elogi Steph Curry e di favorirlo per accontentare i tifosi della Baia

È passato ormai quasi un anno da quando Kevin Durant ha comunicato la sua decisione di lasciare i Golden State Warriors e unirsi ai Brooklyn Nets, ma il triennio passato da KD sulla Baia non smette di far discutere. La recente uscita del libro “The Victory Machine” del giornalista Ethan Strauss ha messo nuovamente sotto i riflettori l’esperienza di Durant con i Golden State Warriors, che gli è valsa due titoli NBA e due premi di MVP delle Finals ma anche la rottura del tendine d’Achille contro Toronto lo scorso giugno. Nei tre anni passati in California, Durant non ha mai nascosto il suo rapporto controverso con i tanti giornalisti che seguono costantemente gli Warriors, culminato in una celebre conferenza stampa di inizio febbraio 2019. Bersagli delle sue ire è stato proprio Strauss, attualmente giornalista per The Athletic e precedentemente dipendente di ESPN: il 3 gennaio 2019, dopo una sconfitta subita in casa per mano di Houston, Strauss scrisse che gli Warriors chiamavano schemi non per il bene della squadra, ma per rendere felice Durant — che a fine anno sarebbe diventato free agent. “Gli Warriors sembrano meno una squadra interessata a fare la scelta giusta e più una squadra preoccupata di far arrabbiare il giocatore sbagliato”. Parole che non sono piaciute per nulla a KD, come rivelato nel libro: “Ho cercato di far capire il mio punto di vista, dicendo che non era colpa sua se aveva potere contrattuale, ma che avevo dei buoni motivi per scrivere quelle cose. KD però non era interessato ad ascoltarmi, accusandomi di cercare di ‘caricare i tifosi di Steph’. Ha detto che era un tema ricorrente sulla Baia, che tutti i giornalisti locali volevano baciare il c… di Steph a discapito suo. Era un lamento costante. Spesso litigava nei messaggi diretti con i tifosi degli Warriors su Twitter, accusandoli di preferire Steph a lui”. Di sicuro questo non è stato l’unico motivo per cui Durant ha deciso di andarsene da Golden State, una decisione di cui si è parlato praticamente ininterrottamente per tutta la stagione 2018-19. Ma non è la prima volta in cui si vocifera del fatto che KD soffrisse il fatto di non essere “amato” quanto Curry e gli altri campioni del 2015, il primo titolo di quel gruppo a cui aveva fortemente voluto unirsi. E mai ci sarebbe riuscito, visto che è arrivato inevitabilmente dopo e non è cresciuto all’interno della franchigia come fatto da Steph, Klay Thompson e Draymond Green. Sarà davvero andata così? Magari un giorno sarà lui stesso a parlarne chiaramente.

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