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NBA, la lega riapre i campi di allenamento delle squadre in alcuni stati

CORONAVIRUS
©Getty
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La NBA ha deciso di riaprire i campi di allenamento delle squadra dall’1 maggio negli stati e nelle città che stanno allentando le restrizioni per il coronavirus. Le sessioni permesse saranno strettamente individuali e su base volontaria

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La decisione di alcuni stati negli USA di riaprire alcune attività a partire da venerdì 1 maggio coinvolge anche la NBA. Come anticipato da ESPN, la lega ha deciso di riaprire i campi di allenamento delle squadre in quegli stati e in quelle città che hanno allentato le restrizioni per via del coronavirus, a partire ad esempio dalla Georgia dove giocano gli Atlanta Hawks. Gli allenamenti saranno in forma strettamente individuale e su base volontaria: semplicemente, la NBA ha voluto fornire ai suoi giocatori un ambiente di lavoro professionale e sicuro per i propri giocatori, piuttosto che vederli andare nelle palestre della Georgia. “Se i nostri giocatori possono viaggiare e giocare in una palestra 24 ore di Atlanta, allora dovrebbero avere la possibilità di accedere alle nostre strutture” ha detto un General Manager a ESPN. Rimane comunque proibita qualsiasi forma di allenamento di gruppo o attività di squadra organizzate, mentre negli altri stati in cui rimangono le restrizioni la lega cercherà accordi alternativi con le franchigie per i propri giocatori. Le franchigie che hanno la possibilità di aprire le proprie strutture potrebbero permettere anche ai giocatori avversari di utilizzarle se si trovano in città, come fanno molti protagonisti della NBA che hanno le proprie case in off-season a Los Angeles, Houston e Miami pur non giocando per quelle squadre. La decisione di riaprire i campi di allenamento non significa comunque che ci sia una nuova timeline per ricominciare la stagione: il commissioner Adam Silver e i proprietari continuano a credere che sia necessario più tempo per avere una visione più chiara della situazione e su come sia possibile ricominciare a giocare.

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