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NBA, Dwight Howard cambia idea: “Gioco a Orlando con i Lakers e dono il mio stipendio”

Lakers
©Getty

Il centro dei Lakers ha cambiato idea e scelto di scendere in campo in Florida con i gialloviola, dopo aver più volte lasciato intendere l'intenzione di non giocare. Howard devolverà i 700.000 dollari che guadagnerà nelle prossime settimane a un'associazione benefica che combatte le discriminazioni

La stagione coincisa con una vera e propria seconda giovinezza NBA per Dwight Howard continuerà lì dove tutto è iniziato per lui: a Orlando, in Florida, assieme ai Lakers che per qualche settimane aveva pensato di lasciare per abbracciare in maniera ancor più radicale le ragioni della protesta del movimento Black Lives Matter. Il centro gialloviola ne ha parlato durante un’intervista rilasciata alla trasmissione “CNN Tonight with Don Lemon”: “Sì, raggiungerò la squadra e i miei compagni a Orlando: ho un obbligo contrattuale (e non solo) con loro, con i tifosi, con i Lakers e tutta l’organizzazione, ma al tempo stesso devo rispettare e restare coerente con quanto promesso alla mia famiglia e alla mia comunità. Ci sarà un bel po’ di lavoro da fare ad Atlanta e in giro per gli USA, dobbiamo assicurarci che le persone guardandoci giocare non si dimentichino quello che sta accadendo nelle nostre città”. Per questo Howard ha deciso di donare la restante parte del suo stipendio che guadagnerà durante le settimane di gioco in Florida - circa 700.000 dollari - all’associazione “Breathe Again”, nata sotto il suo impulso nel 2015 con lo scopo di combattere ogni tipo di discriminazione razziale. In un periodo così complicato per la sua vita - lo scorso 27 marzo è venuta a mancare la madre di suo figlio David, all’inizio del lungo lockdown trascorso in Georgia assieme al piccolo di 6 anni - Howard aveva pensato di dedicare il suo tempo prima di tutto alla famiglia: “Quale occasione migliore per focalizzarci sui nostri affetti? È un’opportunità rara - spiegava il mese scorso in un comunicato - possiamo far partire i nostri valori da dove tutto ha inizio: da casa, dalla famiglia”. A differenza di Avery Bradley però, alla fine la decisione presa dal centro dei Lakers è andata in un’altra direzione: “Ci sarà tanto tempo da trascorrere all’interno della “bolla”: lo userò al meglio, per promuovere diverse battaglie”. Il focus poi si sposterà (a livello mentale, quantomeno) anche sul parquet: “Abbiamo una grande opportunità di vincere il titolo NBA: non dobbiamo farcela scappare”.

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