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NBA: proteste durante l’inno USA, è polemica tra Mark Cuban e il senatore Ted Cruz

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©Getty

Le possibili reazioni dei giocatori durante l'esecuzione dell'inno degli Stati Uniti fanno già discutere: il proprietario dei Mavericks si è scontrato con il senatore repubblicano del Texas, che chiede conto del mancato coraggio della NBA nel criticare anche la Cina

Mark Cuban non è mai stato - per indole, carattere e abitudine - un personaggio che ha peccato di sincerità e schiettezza. Anche quando gli argomenti sono spinosi, come nel caso della protesta dei giocatori NBA contro il sistema discriminatorio che negli USA complica non poco la vita degli afroamericani. Il proprietario dei Mavericks ha condiviso via Twitter il suo pensiero riguardo possibili gesti di protesta durante l’esecuzione dell’inno americano prima delle gare NBA, sottolineando come chi si lamenta del fatto che i giocatori potrebbero inginocchiarsi, dovrebbe pretendere dal proprio datore di lavoro di eseguire l’inno prima di iniziare ogni giornata lavorativa. Una provocazione in linea con i tanti messaggi di supporto alle proteste della minoranza afroamericana che Cuban ha già lanciato nelle scorse settimane. Parole risolute, come il “bye” rivolto a chi gli scrive sui social di non poter accettare il fatto che i giocatori potrebbero mancare di rispetto alla bandiera USA. Commenti che sono stati presi come spunto dal senatore repubblicano Ted Cruz - uno dei più influenti del partito, tra i favoriti nella corsa alla Casa Bianca alle primarie del 2016 prima dell’arrivo di Trump - che ha risposto: “Davvero la NBA sta chiedendo di andare a farsi fot*** a chi resta in piedi durante l’inno, rende onore alle nostre forze armate e ai nostri veterani? Tutto questo in Texas?”. Queste le domande retoriche rivolte non in maniera diretta a Cuban attraverso un tag su Twitter, ma soltanto ripostando uno screen del suo tweet. Un gesto che ha indispettito il proprietario dei Mavericks, che riprendendo la risposta del senatore e dopo averne messo in dubbio il coraggio, ha poi aggiunto: “Parla con me, questo è un mio tweet”, dando vita a un botta e risposta in cui entrambi non se le sono mandate a dire.

La questione Cina-NBA e le contraddizioni della politica USA

Il senatore Cruz ha ribadito in un tweet di risposta la principale delle contraddizioni a suo avviso della protesta: quella di puntare il dito in maniera univoca contro una potenziale contraddizione e discriminazione, dimenticandosi però delle decine di altre battaglie che si potrebbero combattere. Il politico repubblicano chiede in maniera provocatoria: “Mark, visto che sei tanto coraggioso, puoi dire “Free Hong Kong?”, facendo chiaro riferimento a quanto accaduto con il GM dei Rockets Daryl Morey che, con un semplice tweet a sostegno della polemica contro la Cina, ha scatenato un incidente diplomatico ancora non del tutto rientrato con la potenza asiatica. La risposta di Cuban non si è fatta attendere: prima ha sottolineato che prima di tutto può dire che “la vita degli uomini di colore conta”, con l’obiettivo di combattere il persistente sistema di razzismo che caratterizza ormai da secoli la vita sociale negli Stati Uniti, linkando poi un video di un suo intervento in cui critica duramente la Cina. “Sono io che invece ti chiedo: come mai mostri così tanto coraggio nell’accusare gli altri e non lo trovi invece quando si tratta di affrontare le assurde politiche di Donald Trump?”. Si attende la risposta del senatore Cruz, ennesima replica di una discussione che difficilmente troverà una conclusione condivisa.

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