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NBA, Danilo Gallinari a Sky: "Alle Finals vinceranno le stelle dei Lakers, purtroppo"

INTERVISTA
©Getty

Ospite a Sky Sport 24, Danilo Gallinari ha parlato della sua situazione personale con l’attesa per la paternità, dell’incertezza sulla prossima stagione NBA e delle Finals che stanno per cominciare: "Non manca tanto alla nascita, siamo molto contenti. Ci hanno detto che si tornerà a giocare nel 2021. E alle Finals vincerà lo star power dei Lakers contro il lavoro di squadra degli Heat, purtroppo"

Da quando è finita la stagione con i suoi Oklahoma City Thunder, Danilo Gallinari non ha più avuto tante occasioni di parlare con la stampa. Eppure quella che si avvicina è una off-season cruciale per l’azzurro sia nella sua carriera che nella sua vita, con un contratto da firmare nel prossimo novembre e un figlio (o figlia) in arrivo con la compagna Eleonora Boi. Ospite di Sky Sport 24 con Billy Costacurta in collegamento, il Gallo ha parlato di tutto in diretta da Denver: “Siamo molto contenti e felici” ha detto sulla futura paternità. “È bellissimo vivere questi momenti, siamo molto carichi. È un momento molto bello. E non manca tanto” ha concluso, senza sbottonarsi troppo. Nessuna apertura — comprensibilmente — anche sul suo futuro in NBA (“Dove giocherò? Per ora giocherò al canestrino che ho montato qui in casa…” ha risposto con una battuta), anche perché non è ancora chiaro quando si giocherà la stagione 2020-21. “Ci sono troppe domande che mi faccio anche io. Non sappiamo quando riprenderemo, perciò tutte le date sono spostate: almeno fino all’anno prossimo non si giocherà, o almeno così ci hanno detto. Ogni giorno cerchiamo di capire cosa succederà quando finirà questa stagione. Speriamo di riprendere nella situazione più normale possibile”.

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Dopo l’esperienza nella bolla di Disney World, Gallinari ha parlato anche di quello che lui ha visto da parte dell’organizzazione della lega per portare a termine della stagione: “È stato preparato tutto molto bene, la NBA ha fatto un lavoro spettacolare. Eravamo testati tutti i giorni, c’erano regole ben precise sugli spostamenti, abbiamo fatto 48 ore di quarantena appena arrivati e tanti altri protocolli che hanno portato ai risultati sperati, perché non è successo nulla nella bolla. Io personalmente ho avuto paura solo all’inizio per la mia famiglia in Italia, per quanto riguarda noi nella bolla ci siamo sempre sentiti molto sicuri e sapevamo che non sarebbe successo nulla”. Questo non significa comunque che siano stati dei playoff “normali”, visto che si è giocato senza pubblico — una differenza enorme per i giocatori in campo: “L’atmosfera era ovviamente particolare perché nonostante gli sforzi della NBA per riprodurre le partite con schermi e casse, non era possibile farlo senza 20.000 tifosi. Sembravano degli allenamenti: tirare un tiro libero decisivo con 20.000 tifosi avversari o con solo i tuoi compagni dalla panchina che gridano è molto diverso. Da giocatore però devi metterti in testa di vincere e creare dentro te stesso l’atmosfera per giocare una partita di quella importanza.”

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Secondo Gallinari però le Finals vedono almeno una squadra che anche in circostanze standard sarebbe arrivata fino alla fine: “Per come la vedo io, Los Angeles in una situazione normale sarebbe comunque arrivata in finale, perché erano i favoriti anche prima della sospensione. A Est lo erano i Milwaukee Bucks che non ce l’hanno fatta, ma Boston e Miami erano già le due squadre più forti della conference dopo di loro”. Occhi puntati inevitabilmente su LeBron James, arrivato alla sua decima Finale in carriera: “LeBron è già una leggenda che ancora sta giocando. Non ci ho giocato contro così tanto perché siamo stati in due conference diverse e ai playoff non siamo riusciti a incrociarli, perdendo contro Houston. Ma i risultati sono comunque quelli che contano, e negli ultimi anni a Cleveland non è che avesse proprio dei compagni di squadra incredibili — eppure li ha comunque portati in finale. Quello che sta facendo è incredibile: ora è il favorito e probabilmente vincerà ancora”.

 

Imbeccato da Alessandro Mamoli sulla sfida tra lo “star power” dei Lakers di LeBron & AD e il “team effort” degli Heat, Gallinari ha un’idea chiara su come andrà la serie: “Purtroppo nella NBA solitamente vince lo star power e non il team effort. Io personalmente vorrei che vincesse Miami proprio per poter cambiare un po’ la narrativa costante per cui se porti le stelle poi vinci, ma credo che lo star power alla fine vincerà”. Stelle come Kevin Durant, che dopo essere stato citato come uno dei primi 5 di sempre da Billy Costacurta viene definito dal Gallo come “uno dei giocatori più incredibili della lega, a livello tecnico offensivo è di un’altra categoria. Fisicamente LeBron è dominante, ma Durant lo è tecnicamente. È allucinante”.

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La chiusura è dedicata al suo futuro e a quello che lo attende, anche dopo dodici anni di NBA in cui comunque qualche soddisfazione è riuscito a togliersela: “Per come sono fatto io non guardo molto al passato, anche perché sono molto critico con me stesso. Basti pensare che non guardo mai video di vecchie partite mie o anche solo i filmati delle gare appena giocate: di solito chiedo ai miei assistenti cosa ho sbagliato e cosa devo migliorare, perché se mi guardo da solo mi massacro. In ogni caso, ho ancora voglia di fare, di giocare e soprattutto di vincere: ho in testa quello”. Che sia un indizio per il suo futuro?

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