Please select your default edition
Your default site has been set

NBA, Dwight Howard di nuovo in finale: il consiglio di Kobe Bryant nel 2009

LE PAROLE

Il centro dei Lakers si è rivelato un tassello importante in uscita dalla panchina (e non solo) in questa cavalcata playoff dei gialloviola, pronto a sfidare anche i Miami Heat e a prendersi quel titolo NBA che manca alla sua carriera: “Dopo il 2009, tutti mi chiedevano di arrivare in finale ogni anno: ho capito che è la cosa più difficile da fare”

LAKERS-HEAT: LE DATE E IL CALENDARIO DELLE FINALI NBA SU SKY SPORT

Nell’ultima partita disputata alle finali NBA da Dwight Howard, i Lakers hanno concluso in trionfo, conquistando con merito un titolo dal sapore di riscatto e di rivincita per Kobe Bryant. Lui era il simbolo degli Orlando Magic, un giocatore in piena rampa di lancio, dominante sotto canestro e incontenibile a livello fisico. Al termine di quella complicata serie per la squadra della Florida, si fermò a bordocampo a parlare con l’allora n°24 dei Lakers, come raccontato in un’intervista rilasciata a The Athletic: “Ho chiesto a Kobe: “Che cosa posso fare per diventare un giocatore migliore?”. E lui mi rispose senza pensare: “Che cosa intendi? Sei già uno dei più forti al mondo. Che vuoi dire? Continua a percorrere la strada che hai intrapreso, a combattere e giocare duro. Lavora però soprattutto sul tuo tiro dal gomito e sulla capacità di sfruttare il tabellone con le tue conclusioni”. Io l’ho guardato e ho risposto: “Quanti tiri devo fare ogni giorno?”, e lui mi detto che ne faceva 1.000 al giorno. Come ho sentito quel numero, ho iniziato a farlo anche io: 1.000 tiri in sospensione a ogni sessione d’allenamento. L’anno dopo, grazie a quel consiglio, sono arrivato secondo nella classifica dell’MVP alle spalle del solo Derrick Rose”. Parole che assumono spessore e consistenza diverse in questo momento particolare della sua storia personale, di quella dei Lakers e nel ricordo di Bryant: “Non lo dimenticherò mai: non era una questione di quanti tiri dovevo fare, era solo un problema di fiducia. Lui lo sapeva e trovò il modo di farmelo capire”.

Howard: “Io di nuovo in finale a Orlando? Chi lo avrebbe mai detto”

vedi anche

Howard vola come Superman col 24 di Kobe. VIDEO

Alla vigilia delle finali NBA contro Miami, Howard ha fatto giusto in tempo a conquistare il posto da titolare che coach Frank Vogel ha deciso di assegnarli nel finale della serie contro Denver. Un giocatore di cui le cifre raccontano in maniera parziale l’impatto: bastino i 21 punti e 20 rimbalzi conditi con due stoppate della ultime due partite contro i Nuggets. Questo è ciò che si aspettano da lui i gialloviola, che a 34 anni sono diventati l’inaspettata opportunità per Howard di coronare il sogno di vincere il primo anello NBA della sua carriera: “Sento spesso dire a chi guarda le nostre partite: “Non è più il Dwight Howard dominante, non serve più a nulla”. Io rispondo che l’unica cosa che conta è vincere, devo solo preoccuparmi di portare il mio contributo e il mio apporto al gruppo. È incredibile il fatto che il destino sembra aver voluto riportarmi qui a Orlando per chiudere idealmente il cerchio della mia carriera. Per anni quando ero ai Magic mi veniva chiesto ogni stagione di arrivare fino in fondo e lì ho capito che in realtà conquistare le Finals è la cosa più complicata che si possa ottenere in NBA. E adesso mi ritrovo qui, in quella che era la mia città, a vestire la maglia della squadra che in quell’occasione ci ha battuto. L’unica cosa che ricordo è che uscendo dal parquet quella sera mi ripromisi che, se fossi tornato alle finali NBA, avrei dato tutto me stesso per cambiare l’esito in favore della mia squadra. È quello che farò anche questa volta contro Miami”.

Arriva sempre primo

Ricevi live da SkySport le breaking news sui principali eventi sportivi. Per accettare le notifiche devi dare il consenso nel successivo popup.

Ricevi le notifiche