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Mercato NBA, Jaylen Brown: quanto pesa la sua assenza? Boston pensa ai sostituti

mercato nba

Senza Jaylen Brown a disposizione, a Boston stanno cercando di ripensare la rotazione lanciando Evan Fournier in quintetto e rimodulando la gestione dei minuti. A pesare sono le tante assenze di questi mesi, le decine di quintetti cambiati causa infortunio e l’impossibilità (o quasi) di agire sul mercato: i nomi a disposizione infatti non sembrano essere in grado di fare la differenza

Jaylen Brown non scenderà in più in campo con i Celtics fino al termine della stagione, fermato da un infortunio al tendine del polso sinistro. Senza di lui sono già arrivate due sconfitte pesantissime contro Chicago e Miami che hanno allontanato i Celtics dall’obiettivo playoff, ma il peso della sua assenza appare molto più incisivo sulle prospettive future di Boston - ennesimo problema in una regular season costellata di difficoltà per i biancoverdi. Una stagione sfortunata come poche altre in passato, basta guardare ai numeri: Boston ha avuto a disposizione insieme sul parquet soltanto in 18 partite Marcus Smart, Jaylen Brown, Jayson Tatum e Kemba Walker. Nelle sfide con i Big-Four però le cose non sono andate come sperato: 9-9 il record, a fronte del 26-24 nelle altre partite in cui ci sono state una o più defezioni. A generare problemi è stata l’impossibilità di dare continuità a un determinato quintetto e strutturare una rotazione. Tra assenza causa COVID e la partenza di Daniel Theis destinazione Bulls, sono stati 34 i quintetti diversi utilizzati da coach Brad Stevens - il doppio rispetto a quelli della stagione precedente e un numero da record per la franchigia dal 1983-84 (da quando cioè si è iniziato a tenere conto di questo dato). A Boston insomma non si erano mai trovati così spesso costretti a cambiare, ruotare e rinunciare a qualcuno. Senza continuità non arrivano neanche i risultati.

Come sostituire Jaylen Brown con i giocatori a disposizione

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L'ottima prestazione di Evan Fournier non basta contro Miami

L’infortunio di Brown lascia dunque maggiore spazio a Evan Fournier, il colpo dei Celtics nell’ultimo giorno di mercato. Non a caso il talento francese, impiegato nelle prime settimane dallo staff tecnico di Boston nel ruolo di riserva di lusso, è partito titolare nelle ultime sette gare - vedendo aumentare responsabilità e minuti prima come vice-Walker e ora di sostituto del n°7 Celtics. Dopo aver spiegato nel dettaglio le difficoltà legate al contagio da COVID-19, Fournier sembra aver ridato ritmo al suo gioco: 21.5 punti di media nelle ultime quattro sfide, con 17/27 dall’arco e la capacità - sperano i Celtics - di rimpiazzare buona parte dei quasi 25 punti realizzati da Brown ogni volta che è sceso in campo in questa regular season. Basterà il suo contributo? A vedere com’è andata contro Chicago e Miami, si direbbe proprio di no, anche perché Fournier doveva provare a ridare linfa a una panchina in affanno. Nonostante il massimo in carriera da 16 punti del rookie Aaron Nesmith contro gli Heat, la panchina dei vice-campioni NBA ha surclassato quella Celtics. Insomma: spremere dei giocatori che non appaiono in grado di dare un contributo non sembra il piano migliore da seguire, anche se non restano al momento grosse opzioni.

Possibili obiettivi di mercato: Joe Johnson e Iman Shumpert tra i free agent

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Jaylen Brown fuori per il resto della stagione

Il problema è che con il mercato vincolato soltanto all’ipotesi free agent, il lotto di giocatori da cui pescare è davvero ristretto e poco convincente. Tenendo fuori da ogni discorso e speculazione il solito Isaiah Thomas - che non passa giorno senza proporsi a qualche franchigia, sottolineando quanto potrebbe far comodo averlo in squadra - tra i nomi circolati non sembrano esserci salvatori della Patria, né talenti in grado di far pesare a livello realizzativo il proprio impatto in uscita dalla panchina. Tra i profili identificati c’è quello di Joe Johnson - che a 39 anni e dopo le ultime esperienza nella Big-3, non sembra volersi rassegnare all’idea di lasciare il basket giocato. Come role player ai Jazz era riuscito a trovare il suo spazio qualche anno fa, ma parlare anche lontanamente di “sostituto di Jaylen Brown” appare avventato. L’altro è Iman Shumpert, che come spesso gli capita viene considerato un esperto difensivo, ma che di certo non può aggiungere nulla quando si tratta di muovere la retina. Prospettive dunque complicate in ogni caso per i Celtics, che ai playoff potrebbero anche arrivarci, ma che poi già nel primo turno troveranno enormi difficoltà a sfidare una tra Brooklyn e Milwaukee.

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