NBA, sedici sophomore chiamati al salto di qualità il prossimo anno
Dopo l’anno da rookie, tanti giovani sono chiamati a confermare quanto di buono fatto vedere nella propria prima stagione tra i professionisti della NBA. Dal rookie dell’anno Scottie Barnes al tedesco Franz Wagner, ecco i 16 futuri sophomore finiti sotto i riflettori di NBA.com (in rigoroso ordine alfabetico)
SCOTTIE BARNES, TORONTO RAPTORS
Per certi versi il suo anno da rookie è stato sorprendente fin dall’inizio, venendo scelto alla numero 4 al Draft nonostante in molti dessero favorito Jalen Suggs. I Toronto Raptors però hanno avuto ragione (finora), pescando un jolly difensivo e offensivo capace di fare tutto in campo e calarsi perfettamente nel sistema di Nick Nurse. Tanto che, nelle trattative per Kevin Durant, i canadesi hanno tenuto duro e non hanno mai inserito il suo nome nei discorsi coi Nets
CADE CUNNINGHAM, DETROIT PISTONS
La prima scelta assoluta del Draft 2021 ha cominciato piano, complice un infortunio alla caviglia, ma ha finito forte con numeri (17.3 punti, 5.5 rimbalzi e 5.6 assist) che solo LeBron James e Luka Doncic hanno tenuto nel loro primo anno in NBA. C’è ampio margine per crescere soprattutto a livello di percentuali (41.6% dal campo e 31.4% da tre), ma con Jaden Ivey al fianco è destinato a migliorare ancora
AYO DOSUNMU, CHICAGO BULLS
Gli infortuni di Lonzo Ball e Alex Caruso gli hanno aperto le porte del quintetto, con un minutaggio superiore rispetto a quanto si pensasse. Ma il nativo di Chicago si è guadagnato in campo lo spazio ricevuto da coach Billy Donovan, che gli ha dato fiducia nonostante fosse “solo” una seconda scelta al Draft. Dicono che il suo lavoro estivo sia da lodare, sia in campo che in sala pesi: avrà ancora spazio, ma deve continuare a meritarselo
CHRIS DUARTE, INDIANA PACERS
Il più “pronto” dei rookie dello scorso anno, dall’alto dei suoi 24 anni già compiuti, è riuscito a ritagliarsi il suo spazio nonostante infortuni e Covid, ma già il prossimo anno dovrà salire ulteriormente di livello al fianco di Tyrese Haliburton. In estate sta giocando bene con la nazionale domenicana: di sicuro il lavoro estivo lo aiuterà a ripresentarsi in maniera ancora più convincente
JOSH GIDDEY, OKLAHOMA CITY THUNDER
L’esclusione dal secondo quintetto All-Rookie non gli è piaciuta, comprensibilmente, ma le sole 54 partite disputate nel suo primo anno a OKC non lo hanno aiutato. Rimanere in salute è il primo passo per migliorare ulteriormente i lampi già intravisti nella sua prima stagione, specialmente se dovesse riuscire a migliorare le brutte percentuali al tiro (sotto al 42% dal campo e al 27% da tre)
JALEN GREEN, HOUSTON ROCKETS
La seconda scelta assoluta del Draft 2021 ha cominciato male con prestazioni inconsistenti e poco efficienti, ma è migliorato esponenzialmente nel corso dell’anno e si è meritato l’inclusione nel primo quintetto All-Rookie. La fiducia nei suoi mezzi non è mai mancata e ha dichiarato che in estate ha lavorato molto sul suo decision making e sul suo palleggio: da lui ci si aspettano grandi cose insieme a Jabari Smith
BONES HYLAND, DENVER NUGGETS
Le cessioni estive di Monte Morris e Will Barton vanno lette non solo nell’ottica del ritorno in campo di Jamal Murray, ma anche nella crescita di Hyland — chiamato a un ruolo di sesto uomo per i Nuggets. E con le sue doti offensive non è così impossibile vederlo come uno dei “dark horse” per la corsa al premio di miglior riserva della lega, anche se la concorrenza è tosta
HERBERT JONES, NEW ORLEANS PELICANS
La sua presenza difensiva gli ha permesso di guadagnarsi ampio minutaggio da subito nella rotazione di coach Willie Green, ma è in attacco che ha sorpreso tutti, rivelandosi più concreto e affidabile di quanto si pensasse (il motivo per cui è scivolato fino alla 35 nel Draft 2021). CJ McCollum è già un suo grandissimo fan e insieme a altri due futuri sophomore come Trey Murphy e Jose Alvarado è chiamato a una stagione da protagonista
JONATHAN KUMINGA, GOLDEN STATE WARRIORS
La dirigenza degli Warriors gli ha fatto spazio nella rotazione, specie dopo aver perso Otto Porter e Nemanja Bjelica, e la settima scelta del Draft 2021 è chiamato a un salto di qualità per far parte stabilmente della rotazione dei campioni in carica. Nel poco spazio a disposizione ha messo in mostra mezzi atletici spaventosi e una capacità di apprendimento rapidissima: sia lui che Moses Moody si candidano a guidare la panchina degli Warriors insieme a Jordan Poole
TRE MANN, OKLAHOMA CITY THUNDER
Se non avete seguito da vicino i Thunder nella passata stagione siete scusati, ma Tre Mann ha dimostrato lo scorso anno di poter far parte stabilmente della rotazione delle guardie di OKC anche quando torneranno a giocarsela sul serio. Di sicuro non gli manca l’aggressività e la voglia di prendersi i tiri (15.5 su 36 minuti), anche se le percentuali devono salire sopra il 40% dal campo (buono invece il 36% da tre)
DAVION MITCHELL, SACRAMENTO KINGS
Davanti a lui c’era grande affollamento, ma la partenza di Tyrese Haliburton e gli infortuni di De’Aaron Fox gli hanno aperto le porte del quintetto. Dal mercato sono arrivati Malik Monk e Kevin Huerter nel suo ruolo, perciò avrà ancora da battagliare, ma le sue qualità difensive non potranno che piacere a Mike Brown. D’altronde, se vieni soprannominato “Off Night” hai qualcosa di speciale per forza
EVAN MOBLEY, CLEVELAND CAVALIERS
Candidato numero 1 al premio di rookie dell’anno per la maggior parte della stagione, un paio di infortuni di troppo hanno permesso a Barnes di sopravanzarlo per il premio. Ciò comunque non toglie nulla a quanto fatto vedere da Mobley, raro caso di rookie candidato a un posto nei quintetti difensivi già al suo primo anno nella lega. E non che in attacco sia uno zero, anzi: dovesse migliorare anche al tiro (sia come percentuali che predisposizione a prenderselo), occhio a Mobley e ai suoi Cavs
ALPEREN SENGUN, HOUSTON ROCKETS
Un prediletto degli amanti delle statistiche sui 36 minuti, con le partenze di Christian Wood e Daniel Theis avrà ancora più spazio rispetto al passato. Ci sono dubbi sulla sua difesa e la sua protezione del ferro, ma in attacco con le sue mani fatate sa fare quello che vuole, specialmente a servizio dei compagni. E con l’arrivo di Jabari Smith avrà ancora più spazio a disposizione
JALEN SUGGS, ORLANDO MAGIC
Il backcourt dei Magic è bello pieno, specie con il ritorno di Markelle Fultz in pianta stabile, ma Suggs ha troppo talento fisico e tecnico per non emergere. L’infortunio avuto a inizio anno non lo ha aiutato, così come una certa incomprensione sul ruolo da ricoprire, ma difensivamente è già un giocatore di livello per la sua età e le sue mancanze sono dovute principalmente all’esperienza. Non gettate la spugna su di lui
CAM THOMAS, BROOKLYN NETS
Il prediletto di Kevin Durant continuerà a condividere il campo con il suo veterano di riferimento, e alla sua seconda Summer League (dopo la prima da MVP) ha continuato a bruciare le retine volando a oltre 27 punti di media. Segnare rimane la sua prima e la sua seconda opzione quando è in campo (pure la terza, volendo), ma in Summer League è passato da 2 a 4.2 assist di media: che ci sia anche più playmaking di quello che pensiamo nelle sue mani?
FRANZ WAGNER, ORLANDO MAGIC
Wagner è stato una delle poche liete della scorsa stagione dei Magic, facendosi trovare pronto in 79 partite su 82 e disputando più minuti di qualsiasi altro rookie tolto Scottie Barnes. Il tedesco non sarà più chiamato a prendersi così tante responsabilità offensive con l’arrivo di Paolo Banchero, ma ha le capacità lontano dalla palla per essere ugualmente efficace giocando attorno all’azzurro, se non ancora più utile alla causa