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NBA, è scontro totale tra Giannis Antetokounmpo e i Bucks: "Sono sano e voglio giocare"

NBA
©Getty

Prima della partita tra Milwaukee e Boston, Giannis Antetokounmpo ha parlato con la stampa dichiarando espressamente di essere in salute e di voler tornare in campo, ma i Bucks gli stanno impedendo di farlo: "Capisco la situazione della squadra, ma la mia natura è quella di giocare e impedirmi di farlo è un insulto per me. Qualsiasi cosa stiano facendo i Bucks, io non voglio avere niente a che farci"

Il rapporto tra i Milwaukee Bucks e Giannis Antetokounmpo ha raggiunto un nuovo punto più basso, probabilmente quello di non ritorno. Dopo una stagione in cui la relazione tra le parti è andata deteriorandosi sempre di più, l’ultimo scontro riguarda quello sull’infortunio subito dal greco lo scorso 17 marzo contro Indiana e che, secondo Giannis, era già stato smaltito dopo pochi giorni, mentre la squadra ha deciso di fermarlo per settimane. "Lo dico chiaramente e pubblicamente: sono sano e voglio giocare" ha detto Antetokounmpo parlando con The Athletic e il Milwaukee Journal Sentinel prima della sfida tra Milwaukee e Boston, al termine di un riscaldamento con la stessa intensità di quelli prima di scendere in campo per giocare. "Sono a disposizione per giocare anche adesso. Vi sono sembrato un giocatore infortunato? Però non sono tra i 12 giocatori attivi, non sono nel quintetto base. Non so che gioco stiano giocando qui, ma non voglio farne parte". In una conversazione durata 15 minuti, Antetokounmpo ha ribadito più e più volte la sua posizione: "Sono stato infortunato tutto l’anno e l’unico momento in cui mi stavo sentendo finalmente bene era tra la partita di Miami e quella con Indiana, ma poi non mi è stato permesso tornare in campo. Io stavo bene già contro i Pacers [quando ha subito un infortunio che la squadra ha definito come una iperestensione al ginocchio e un edema osseo, ndr] e sarei tornato in campo nel quarto periodo se la partita fosse stata tirata. Era una cosa da uno o due giorni al massimo, ci sono già passato: per questo non capisco perché sono rimasto fuori così a lungo".

Giannis accusa i Bucks di tanking: "Hanno alzato bandiera bianca"

Antetokounmpo ha assolto dalle loro responsabilità lo staff medico ("Fanno il loro lavoro, si sono ritrovati in mezzo a questa situazione ma non c’entrano") e ha puntato il dito chiaramente contro la dirigenza, accusandola velatamente di voler fare tanking (cioè perdere appositamente tenendo fuori i giocatori migliori per assicurarsi le migliori chance nella Lottery del Draft) nel finale di stagione visto che i playoff non sono più raggiungibili. "Capisco le circostanze? Certo, sono un veterano. Sono qui da 13 anni. Capisco che ora siamo eliminati dai playoff, che dobbiamo essere intelligenti, che bisogna andarci cauti e prepararsi per la prossima stagione, lasciando spazio ai giovani per prendersi minuti. Ma quando mi sono fatto male non era questa la situazione. È come se avessimo alzato bandiera bianca e non è una cosa che io voglio fare. Non l’ho mai fatto. Rispetto tutti, ma non siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Io voglio giocare, c…o. Sono un giocatore di basket, sono nato per giocare. E non voglio che nessuno pensi che dico una cosa e ne faccio un’altra. Avrei l’opportunità di giocare con mio fratello [Alex, ndr] che è 8 anni più piccolo di me e che praticamente ho cresciuto quando mio padre è morto. Pensate davvero che non vorrei giocare in NBA con lui? Chiunque lo pensi è un idiota".

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Sul suo rapporto con i Bucks, Antetokounmpo ha aggiunto. "È come in un matrimonio. Se stai per 13 anni con una persona, sai come è fatta. Voi sapete come sono fatto io. E sapete che mettere fine alla mia stagione vuol dire passare le pene dell’inferno con me. Sono fatto così, nel bene e nel male. Se qualcuno viene e mi dice che non posso giocare, per me è un insulto. Non so come andrà il rapporto con la franchigia da adesso in poi. Dovremo fare della terapia di coppia. Sederci, parlarne, e trovare una soluzione. Amichevolmente". Per quanto riguarda invece l'investigazione che la NBA ha annunciato di voler lanciare per far luce sulla situazione, Antetokounmpo ha detto di non averne ancora parlato con nessuno: "Sto aspettando, non ho parlato con nessuno. A me va benissimo se vogliono investigare, dovrebbero farlo. Ho parlato solo con coach Rivers e con Jon Horst, dicendo loro che volevo giocare. Poi più niente. Non capisco perché dovrei andare allo scontro per poter giocare a basket. Il mio lavoro è giocare. Se non sono bravo abbastanza ok, basta dirlo. Ma non ho mai visto un giocatore del mio calibro costretto a dire in pubblico di voler giocare".

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