Nella notte Golden State ha perso nettamente a Phoenix, senza quindi riuscire a strappare l’ultimo posto per i playoff a Ovest. E dopo la partita, conclusasi sulla panchina degli Warriors con un abbraccio tra Steve Kerr e i veterani Steph Curry e Draymond Green, il coach ha ribadito di non essere affatto sicuro di guidare la squadra anche nella prossima stagione
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Alla fine, quando il risultato era ormai ampiamente deciso in favore di Phoenix, Steve Kerr ha richiamato in panchina Steph Curry e Draymond Green, pilastri e ultimi protagonisti rimasti della dinastia che a portato quattro titoli a Golden State, per poi stringere in un lungo abbraccio i suoi due giocatori. E a molti è sembrato proprio un addio quello di Kerr, sconfitto dai Suns nell’ultima partita del play-in e fuori dai playoff. Dopo la partita, a domanda diretta a proposito del suo futuro, Kerr, il cui contratto scade al termine di questa stagione, ha peraltro alimentato le voci di un possibile addio. “Non so cosa succederà” ha ammesso Kerr, “mi piace ancora allenare, ma capisco che questo lavoro ha una scadenza e quando arriva il momento della fine forse c’è bisogno di energie fresche e idee nuove”.
Kerr, Curry e la ricerca della felicità
“Potremmo continuare insieme come potrebbe essere finita qui” ha poi aggiunto Kerr, “e se dovesse essere finita qui non sono altro che grato per la meravigliosa opportunità avuta di allenare un gruppo con giocatori e uomini come Steph Curry e Draymond Green”. E proprio Curry, il cui contratto scade invece nel giugno del 2027, nel dirsi pronto a firmare un’estensione contrattuale con Golden State, desiderio espresso anche da Green, ha poi commentato così la questione che riguarda Kerr: “Voglio che il coach sia felice, che sia entusiasta del suo lavoro e che creda di essere l’uomo giusto al posto giusto. Voglio che abbia l’opportunità di godersi ciò che fa, qualsiasi cosa significhi questo per lui. Ognuno ha i propri programmi per il futuro, ma lui sa cosa penso di lui e cosa provo per lui”. L’impressione generale, quindi, è che una decisione su chi allenerà gli Warriors non sia ancora stata presa, ma che, magari dopo qualche settimana di riflessione, potrebbe arrivare e forse portare delle novità dopo dodici anni con Kerr al timone.