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NBA, a Denver si cambia: Jokic e coach Adelman saranno gli unici intoccabili

NBA

Partiti con l’idea di giocarsi il titolo, i Nuggets hanno chiuso la loro stagione con una dolora eliminazione da parte di Minnesota al primo turno dei playoff. Un risultato che, parola del presidente della franchigia Josh Kroenke, porterà a inevitabili cambiamenti in estate, con Nikola Jokic e coach David Adelman a rimanere gli unici punti fermi per il futuro

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La delusione, a ormai una decina di giorni dalla fatale sconfitta in gara-6 a Minneapolis, è ancora palpabile tra le fila dei Nuggets. A Denver, d’altronde, si era partiti con l’idea di giocarsi il titolo e tra gli addetti ai lavori la squadra veniva quasi unanimemente considerata la prima antagonista dei Thunder campioni in carica. L’uscita al primo turno, per di più contro una versione dei Timberwolves decimata dagli infortuni, è quindi stata un duro colpo e Josh Kroenke, presidente della franchigia, non ha fatto nulla per celare la propria delusione nella tradizionale conferenza stampa di chiusura dell’annata. E, nell’annunciare che l’estate potrebbe portare dei cambiamenti, Kroenke ha chiarito quali sono i due punti fermi da cui ripartiranno i Nuggets.

Jokic e Adelman soli punti fermi

Kroenke ha voluto ribadire la piena fiducia in coach David Adelman: “Penso che abbia dimostrato tutto il suo valore, in particolare per come la squadra ha performato durante la lunga assenza di Nikola Jokic in regular season”. L’allenatore, quindi, non è in discussione e, non è stato nemmeno necessario ribadirlo, non lo è nemmeno il tre volte MVP, che rimane il centro di gravità permanente dei Nuggets e in estate dovrebbe firmare un prolungamento di altri quattro anni dell’accordo che lo lega alla franchigia per complessivi 290 milioni di dollari. Un prolungamento, quello di Jokic, quasi scontato, ma che aprirebbe, anche dal punto di vista dell’equilibrio nel monte salari, interrogativi su tutto il resto del roster. A partire da Aaron Gordon, ancora una volta limitato da problemi fisici ormai cronici, e Jamal Murray, poco meno che disastroso contro i Timberwolves, per finire a Christian Braun e Cam Johnson, titolari che hanno offerto poco alla causa. “Dovremo discutere di come poter migliorare la squadra” ha aggiunto Kroenke, “e non saranno delle conversazioni facili o piacevoli per tutti”.

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