San Antonio-New York, le pagelle di gara- 1 delle NBA Finals: Wemby stecca, Brunson no
A San Antonio i Knicks faticano nel primo tempo, vanno sotto anche di 14 nel 3° quarto ma, trascinati da un Jalen Brunson ancora una volta decisivo, rimontano e chiudono alla grande gara-1 delle Finals. Esordio nella serie complicato per Victor Wembanyama, che soffre l’ottima difesa di New York, mentre Karl-Anthony Towns gioca una grande partita e si rivela forse l’uomo chiave per la vittoria degli ospiti. Le pagelle a giocatori e allenatori dopo gara-1 delle Finals
SAN ANTONIO SPURS
- Un primo tempo chiuso molto bene e un 3° quarto iniziato ancora meglio, concedendo soli 2 punti ai Knicks nei primi 5 minuti, sembrano poter lanciare gli Spurs verso la vittoria in gara-1. Da lì in poi, però, è New York a dimostrare di avere più lucidità e più energia, piazzando il colpo in trasferta che ribalta subito anche il favore del fattore campo
DE’AARON FOX
- Voto: 4
- Non è tanto il 3/13 al tiro con soli 7 punti segnati a pesare sulla sua partita, è che quando San Antonio avrebbe più bisogno della sua esperienza e dei suoi canestri Fox sparisce, chiudendo il 4° quarto a zero punti e con soli due tiri tentati. E in difesa Brunson lo fa danzare come e quando vuole
STEPHON CASTLE
- Voto: 5.5
- Lui non ha e non può avere l’esperienza di Fox, ma riesce a limitare comunque il problema delle palle perse (solo 2) e in difesa si prende Brunson, limitandolo nel primo tempo e facendo ciò che può nella ripresa. Fondamentale il suo apporto a rimbalzo, dove chiude a quota 8 con ben 3 in attacco, mentre pesa l’1/5 al tiro dalla lunga distanza
JULIAN CHAMPAGNIE
- Voto: 5.5
- Il finale del 2° quarto è tutto suo, con tre triple che lanciano San Antonio e lo propongono come protagonista a sorpresa di gara-1, e anche lui offre il suo contributo a rimbalzo strappandone addirittura 10. Nel secondo tempo, però, sparisce e non segna più nemmeno un canestro dal campo, nemmeno quando dai raddoppi su Wembanyama nascono tiri aperti che di solito sono la sua specialità
DEVIN VASSELL
- Voto: 5
- Impalpabile. In attacco si limita spesso a guardare i compagni, soprattutto nel complicatissimo finale del 4° quarto, in difesa prova a rimanere con Brunson sui cambi ma non riesce mai a fermarlo, nemmeno sul possesso decisivo di gara-1 in cui la stella dei Knicks segna il +6 a 38 secondi dal termine
VICTOR WEMBANYAMA
- Voto: 5.5
- La prima sequenza ‘alla Wemby’ arriva dopo poco più di 2 minuti, con la stoppata su Hart a cui segue la tripla in transizione, ma, con l’eccezione di una schiacciata nel cuore del 4° quarto, quello rimane l’unico momento esaltante della sua partita. La difesa dei Knicks lo limita al tiro (6/21) e spesso il francese sembra poco lucido nelle scelte in attacco, chiudendo comunque in doppia doppia per punti e rimbalzi
KELDON JOHNSON
- Voto: 5
- Coach Johnson lo tiene in campo per poco più di 8 minuti, perché gli accoppiamenti con gli esterni dei Knicks non sono favorevoli al 6° uomo dell’anno, che per tenere il parquet in queste Finals dovrà fare un passo in avanti soprattutto nella metà campo difensiva
DYLAN HARPER
- Voto: 6.5
- L’ingresso in campo e quindi l’esordio alle Finals conferma come Harper non conosca la parola timidezza, perché il rookie si prende in carico Brunson in difesa e infila 8 punti consecutivi in attacco, dando la scossa agli Spurs. Cala vistosamente nella ripresa, ma conferma di essere più che pronto, a vent’anni e alla sua prima stagione NBA, per recitare un ruolo importante anche alle Finals
LUKE KORNET
- Voto: 5
- Non gli si può imputare il fatto che con lui in campo al posto di Wembanyama la difesa degli Spurs perda consistenza, perché le caratteristiche del francese sono così uniche che provare a sostituirlo è praticamente impossibile. Resta il fatto che nei minuti in cui Kornet è sul parquet nel 3° quarto New York banchetta nel pitturato e rientra in partita dopo essere piombata a -14
HARRISON BARNES
- Voto: 5
- Gioca 12 minuti e non incide per nulla sulla partita, nemmeno nel 4° quarto, quando Johnson lo lascia in campo parecchio puntando sul suo giocatore di maggior esperienza nel tentativo, del tutto fallito, di calmare e guidare i compagni, travolti dalla rimonta di New York
CARTER BRYANT
- Voto: s.v.
- Coach Johnson gli fa assaggiare il campo nel 2° quarto, assegnando al rookie il compito di pressare il portatore di palla avversario, ma comprensibilmente non lo coinvolge più quando nel secondo tempo ogni possesso pesa tantissimo
MITCH JOHNSON
- Voto: 5
- Tra l’ottimo finale del 2° quarto e l’ancor migliore inizio del 3° la squadra sembra avere in mano la partita, ma da lì in poi San Antonio si smarrisce e fatica tantissimo a contenere Brunson in difesa e a usare al meglio Wembanyama in attacco, senza riuscire a trovare gli aggiustamenti che forse potrebbero consentire di colmare il gap in termini di esperienza nei confronti degli avversari
NEW YORK KNICKS
- Non si ferma la corsa dei Knicks, arrivati alla 12^ vittoria consecutiva in questi playoff, perché Jalen Brunson e compagni non si scoraggiano nemmeno quando sono sotto di 14 punti nel 3° quarto e la tendenza della partita sembra tutta in favore di San Antonio. Quel parziale di 11-0 con cui New York chiude e vince gara-1, poi, è un piccolo grande capolavoro di squadra
JALEN BRUNSON
- Voto: 8
- L’inizio di gara-1 non è semplice per Brunson, che dopo aver segnato la tripla che inaugura le Finals chiude il 1° quarto senza più segnare dal campo ed è costretto a tornare brevemente negli spogliatoi dopo un contatto con Barnes che lo colpisce al ginocchio destro cadendo. Anche in una serata in cui fatica al tiro è comunque sempre lui a guidare i Knicks agli strappi decisivi, come a metà del 4° quarto con l’8-0 tutto firmato dall’ex Mavs e nel finale, quando come d’abitudine segna tutti i canestri decisivi per la vittoria dei Knicks
JOSH HART
- Voto: 7
- Le sue 4 palle rubate, di cui 3 arrivate nel 4° quarto tra cui quella ai danni di Wembanyama che nel finale di fatto decide la gara a favore di New York, i 15 rimbalzi e i 6 assist compensano una serata scialba al tiro, confermando al contempo come Hart sia uno dei pochi giocatori in grado di poter incidere pesantemente sull’andamento di una partita pur segnando solamente 3 punti come in gara-1
MIKAL BRIDGES
- Voto. 6.5
- La sua è una gara-1 senza particolari squilli, ma anche senza alcuna sbavatura. Non sbaglia quasi nulla nelle rotazioni difensive e quando nel finale gli Spurs raddoppiano su Brunson si fa trovare pronto a sfruttare gli spazi che inevitabilmente si aprono per lui e per i compagni
OG ANUNOBY
- Voto: 7
- Sono sue le due triple a inizio del 4° quarto che ridanno il vantaggio a New York, culmine di una partita come sempre di grande sacrificio in difesa, dove accetta tutti i cambi senza perdere alcun duello individuale. E in attacco 12 dei suoi 17 punti arrivano proprio nell’ultima frazione di gioco, dove punisce ogni errore degli esterni di San Antonio
KARL-ANTHONY TOWNS
- Voto: 7.5
- Fa quello che gli viene chiesto, gestendo l’attacco quando Brunson è in panchina e rappresentando l’alternativa alla stella della squadra in fase di playmaking anche quando i due sono sul parquet insieme, senza rinunciare a sfidare Wembanyama nel pitturato. Nel parziale del 3° quarto con cui i Knicks rientrano in partita dopo essere arrivati a -14 c’è la sua firma e la sua doppia doppia per punti e rimbalzi sigilla quella che è forse la prestazione più importante della sua carriera fin qui
JOSE ALVARADO
- Voto: 6
- Il suo ingresso in campo è anticipato rispetto alle previsioni e arriva in contemporanea all’infortunio di Brunson e Alvarado si fa trovare pronto, andando anche a sfidare Wembanyama in un paio di occasioni. Quando Brunson rientra e dimostra di stare bene, anzi benissimo, guarda i compagni dalla panchina, consapevole di aver comunque portato il suo contributo in un momento assai delicato per i Knicks
LANDRY SHAMET
- Voto: 7
- Entra dalla panchina ma gioca 33 minuti, meno solo di Brunson e Towns, e ancora una volta contribuisce con 13 punti e una fiducia nei propri mezzi che lo rende una minaccia al tiro dalla lunga distanza impossibile da ignorare per la difesa avversaria
MILES MCBRIDE
- Voto: 6
- In una partita ad altissima intensità i suoi 19 minuti sono molto preziosi, perché consentono a New York di allungare le rotazioni e di arrivare alle fasi decisive della gara con maggior freschezza rispetto agli Spurs. Pesca una tripla dall'angolo baciando lo spigolo del tabellone guidata dagli dèi del basket
MITCHELL ROBINSON
- Voto: 6.5
- Il recentissimo intervento alla mano destra lo limita un po’ in fase di ricezione della palla, ma i 13 minuti in cui gioca sono comunque preziosissimi perché consentono a Towns di rifiatare (e di non eccedere nei falli commessi) lasciando comunque sul campo una presenza fisica in grado di rivaleggiare con Wembanyama
JORDAN CLARKSON
- Voto: s.v.
- La sua è giusto una comparsata fugace nel primo tempo, quando Brunson è alle prese con i problemi fisici poi risolti, e in meno di 6 minuti non fa danni
MIKE BROWN
- Voto: 7
- Strappare gara-1 delle Finals in trasferta è sempre un’impresa e lui la porta a termine avendo il merito di gestire al meglio i momenti critici nella fase centrale della partita. La difesa di squadra su Wembanyama limita la stella avversaria in attacco e la varietà di soluzioni nell’altra metà campo consente di avere sempre armi disponibili per la rimonta. E questi Knicks non danno mai davvero l’impressione di sentirsi battuti, a riprova di una tenuta prima di tutto mentale che è frutto del lavoro di coach Brown