Darryn Peterson ha reso noto che, dopo aver incontrato gli Washington Wizards proprietari della scelta numero 1 al Draft, non incontrerà altre squadre nei prossimi giorni. AJ Dybantsa, l’altro candidato principale alla prima scelta assoluta, ha invece incontrato sia gli Wizards che gli Utah Jazz che hanno la numero 2
Manca una settimana alla notte del Draft che si terrà il prossimo 23 giugno e c’è già il primo intrigo da risolvere. Darryn Peterson, guardia in uscita dall’università di Kansas indicato da tutti i Mock Draft come principale candidato alla numero 2, dopo aver incontrato gli Washington Wizards — proprietari della prima scelta assoluta — ha deciso che non incontrerà altre squadre in avvicinamento al Draft. Una decisione che è stata notata dal resto delle squadre in Lottery e che va in controtendenza rispetto a quanto fatto da AJ Dybantsa, principale candidato alla numero 1 che invece ha incontrato sia gli Wizards che gli Utah Jazz (proprietari della numero 2).
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Il legame tra Dybantsa e gli Utah Jazz
Secondo quanto riportato da ESPN entrambi i giocatori sono convinti che saranno scelti alla 1, anche se a Dybantsa potrebbe non dispiacere anche finire ai Jazz. Al college infatti ha frequentato Brigham Young University, ateneo mormone storicamente legato ai Jazz specialmente nella figura di Ryan Smith, proprietario della franchigia e facoltoso sostenitore di BYU, che a dicembre 2024 ha incontrato Dybantsa e la sua famiglia prima della sua decisione di iscriversi al college dello stato dello Utah.
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Perché la scelta di Peterson può non avere impatto
Detto questo, c’è poi la realtà dei fatti: gli Wizards avrebbero bisogno proprio di un giocatore come Dybantsa, che ha tutte le caratteristiche giuste per essere scelto alla 1 e inserirsi in una squadra piena di giovani e che dal prossimo anno conterà anche su Trae Young e Anthony Davis. Allo stesso modo, Peterson sarebbe perfetto per i Jazz, a cui manca proprio una guardia realizzatrice al fianco di Keyonte George per il backcourt del futuro. C’è poi da considerare un precedente molto recente: lo scorso anno Ace Bailey non incontrò i Jazz nel suo (tumultuoso) percorso di avvicinamento al Draft e venne comunque selezionato alla 5, disputando poi una stagione da rookie più che onesta senza particolari problemi dentro o fuori dal campo nonostante il mancato provino. Perciò queste “schermaglie” prima del Draft potrebbero non avere poi effettive conseguenze quando tra una settimana arriverà il momento di scegliere.