NBA, MVP, difensore e sesto uomo: i premi ai playoff come quelli della regular season
Ogni anno la NBA assegna i premi individuali per la regular season, mentre per i playoff vengono riconosciuti solo gli MVP delle finali di conference e delle Finals. Utilizziamo le categorie dei tradizionali premi stagionali adattandolo anche a quanto visto nel corso degli ultimi due mesi di playoff, con ampio spazio a Knicks e Spurs che si sono date battaglia nella finale vinta da New York
MVP: JALEN BRUNSON
- La straordinaria vittoria dei Knicks porta tante firme, ma nessuna come quella di Brunson. Sarebbe stato l’MVP dei playoff anche senza quella gara-5, ma ha suggellato il tutto con una prestazione leggendaria
ROOKIE: DYLAN HARPER
- La concorrenza non è stata granché, ma Harper l’ha distrutta giocando una pallacanestro di un’efficacia vista raramente da parte di una matricola. Zero paura alle Finals disputate da miglior giocatore dei suoi e anche due gare in fila sopra i 20 punti come capitato a pochissimi
DIFENSORE: VICTOR WEMBANYAMA
- Quello che avevamo già visto in regular season si è confermato con ancora più forza ai playoff: nessuno come il francese cambia la geometria del gioco quando è in campo. I Knicks sono riusciti a disinnescarlo solo a tratti, ma l’impressione è che se questa è la base, non ci sarà molto da poter fare contro di lui in futuro
SESTO UOMO: LANDRY SHAMET
- Due anni fa (non duemila) era quasi fuori dalla NBA, per sua stessa ammissione. Oggi è un giocatore chiave dalla panchina per i Knicks campioni dopo 53 anni. E ci è riuscito giocando al massimo in entrambe le metà campo, specialmente quella difensiva dove è stato incredibilmente efficace
MOST IMPROVED: MIKAL BRIDGES
- Più che un miglioramento da regular season a playoff, premiamo il miglioramento all’interno dei playoff. All’inizio della serie contro Atlanta era completamente perso, tanto che si parlava apertamente di toglierlo dal quintetto preferendogli Miles McBride. Mike Brown non ha perso la fiducia e Bridges è rinato, passando settimane intere con percentuali al tiro irreali
ALLENATORE: MIKE BROWN
- C’è poco altro da aggiungere: quando guidi una squadra come New York a un risultato del genere, sei già parte della leggenda. Aggiungeteci l’ulteriore pressione di essere subentrato a Tom Thibodeau, e si configura davvero un capolavoro
PRIMO QUINTETTO: JALEN BRUNSON
- Il suo nome è già leggenda tra le strade di New York e anche tra 50 anni ci saranno tifosi con la sua maglia sugli spalti a seguire le partite dei Knicks.
PRIMO QUINTETTO: VICTOR WEMBANYAMA
- Se il buongiorno si vede dal mattino, tutto questo molto presto sarà suo. C’è ancora ampio margine per migliorare, ed è una notizia terrificante per il resto della lega
PRIMO QUINTETTO: KARL-ANTHONY TOWNS
- I playoff in cui ha messo a tacere qualsiasi narrazione negativa sul suo conto, dimostrando di essere un giocatore di alto livello e fungendo da chiave tattica per il titolo dei Knicks
PRIMO QUINTETTO: OG ANUNOBY
- Il suo tap-in di gara-4 è già leggenda, ma in tutti i playoff la sua continuità di rendimento è stata mostruosa in entrambe le metà campo, tirando con percentuali eccezionali e difendendo su chiunque
PRIMO QUINTETTO: SHAI GILGEOUS-ALEXANDER
- Se i Thunder sono usciti in finale di conference (e comunque solo in gara-7) non è per certo per colpa sua, che ha dato il massimo e anche di più con pochissimo aiuto attorno, complici gli infortuni di Jalen Williams e Ajay Mitchell
SECONDO QUINTETTO: STEPH CASTLE
- Tra tutti i giocatori degli Spurs è stato probabilmente il più continuo, in attacco e in difesa, lungo le 23 partite di questi playoff. E, come si è visto nelle Finals, c’è ancora moltissimo su cui poter lavorare
SECONDO QUINTETTO: CADE CUNNINGHAM
- Qualcuno potrà imputargli i brutti numeri relativi alle palle perse, ma bisogna considerare che le responsabilità offensive erano tutte sulle sue spalle — e lui comunque ha avuto delle prestazioni mostruose ai primi playoff in carriera
SECONDO QUINTETTO: JARRETT ALLEN
- Tutto considerato, è il giocatore dei Cavs che esce meglio da questi playoff, considerando anche le due eccellenti prestazioni che è riuscito ad avere nelle gare-7 contro Toronto e Detroit in cui è stato il migliore in campo. E anche nella serie coi Knicks, per quanto disastrosa per i Cavs, è stato il meno peggio dei suoi
SECONDO QUINTETTO: JADEN MCDANIELS
- Menzione d’onore non solo per il livello che è riuscito a tenere nella serie contro Denver anche senza Anthony Edwards, ma per la faccia tosta di sottolineare come tutti i giocatori dei Nuggets fossero cattivi difensori e dimostrarlo poi in campo coi fatti
SECONDO QUINTETTO: LEBRON JAMES
- L’uscita per 4-0 al secondo turno dei playoff non cancella quello che a 41 anni è riuscito a fare nel primo, trascinando i Lakers alla vittoria di una serie senza Luka Doncic e con Austin Reaves a mezzo servizio