Attorno a Jaylen Brown continuano ad animarsi voci di possibile uscita da Boston e, stando ai rumors di mercato, per la loro stella i Celtics chiederebbero addirittura fino a quattro prime scelte ai futuri Draft. Un prezzo importante, che però non spaventerebbe quella che al momento sembra la squadra in pole position per portarsi a casa l’MVP delle Finals 2024
Non c’è pace per Jaylen Brown, che mentre impazzano le voci di un suo possibile addio a Boston nei prossimi giorni o al più tardi nelle prossime settimane trova il tempo di polemizzare sui social con chi, a suo dire, tra gli addetti ai lavori ne sottostima il valore. Tra questi non sembrano proprio esserci i Celtics, che dopo aver aperto a una sua cessione via trade pare stiano chiedendo come contropartita fino a quattro prime scelte future al Draft. Un prezzo assai altro, più altro di quello di recente pagato da Miami per portarsi a casa Giannis Antetokounmpo, per dire. Eppure, sempre stando ai rumors di mercato, ci sarebbe una squadra pronta a soddisfare le richieste di Boston in uno scambio dai dettagli ancora da definire ma di cui le due squadre avrebbero già iniziato a discutere.
La proposta di Portland
A Portland la nuova proprietà capeggiata da Tom Dundon parrebbe volersi prendere la scena con un colpo di mercato sensazionale e nel mirino sarebbe finito proprio Brown. I Blazers, in effetti, avrebbero le risorse sia dal punto di vista dei contratti in uscita necessari per far quadrare l’eventuale trade dal punto di vista economico che in termini di scelte future al Draft da mettere sul tavolo. Al veterano Jerami Grant, infatti, Portland vorrebbe affiancare uno o anche due tra Scoot Henderson, Shaedon Sharpe, Toumani Camara e Donovan Clingan, con Boston che preferirebbe gli ultimi due nomi della lista. Quanto a scelte al Draft i Blazers avrebbero inserito nella loro offerta una scelta del 2028(via Milwaukee), una del 2029 originariamente di proprietà proprio dei Celtics e scambiata nel 2023 per Jrue Holiday, e una a quella del 2031. La distanza tra le parti, quindi, al momento consisterebbe in una ulteriore futura prima scelta, ma le negoziazioni appaiono destinate a continuare.