Monta Ellis ha vissuto tutta la prima parte della sua carriera NBA con la maglia di Golden State, ma è stato scambiato con Milwaukee poco prima che gli Warriors diventassero una dinastia. L'ex anche di Dallas e Indiana, però, a distanza di quasi quindici anni continua a essere convinto che se nel dualismo creatosi con Steph Curry sulla Baia avessero deciso di puntare su di lui, di fatto non sarebbe cambiato nulla e sarebbero comunque arrivati i trionfi poi vissuti tra Oakland e San Francisco
Il pretesto era rappresentato dalla nomina a General Manager di Alcorn State, ateneo con sede nel natio Mississippi, e Monta Ellis, sparito dai radar NBA da oltre un decennio dopo la chiusura della sua non indimenticabile avventura a Indiana, non si è tirato indietro di fronte alla possibilità di ripercorrere la sua carriera tra i professionisti e soprattutto il passaggio che l'ha segnata in maniera indelebile: lo scambio che nel marzo del 2012 l'ha portato da Golden State a Milwaukee. E ai microfoni di ESPN Ellis si è lanciato in un'opera di vero e proprio revisionismo storico in chiave NBA.
Ellis, Curry, lo scambio e il destino
La storia è piuttosto nota, con Golden State che nella primavera del 2012 si trova di fatto a scegliere tra Steph Curry e Monta Ellis, guardie dalle caratteristiche molto simili, e, qualcuno dice senza crederci troppo, punta sul primo mandando il secondo ai Bucks in cambio di Andrew Bogut. Si tratta della mossa di mercato che innesca quella che poi attorno a Curry diventerà una vera e propria dinastia con quattro titoli vinti. Dinastia che, stando a Ellis, sarebbe arrivata anche nel caso in cui a fare le valigie fosse stato Steph. "Chi capisce di basket ed è onesto lo sa bene" ha dichiarato Ellis senza esitazioni, "se ci fossi stato io al posto di Curry quella squadra avrebbe comunque vinto i titoli che ha vinto".