Conclusa l’indagine della NBA sui Los Angeles Clippers e su Kawhi Leonard per l’aggiramento delle norme sul salary cap, è lo stesso giocatore passato ai Toronto Raptors a parlare attraverso il suo nuovo agente Harrison Gaines: "Integrità e rispetto per questo sport sono fondamentali per me. Mi assumo la piena responsabilità degli errori di giudizio commessi da persone a me vicine (lo zio Dennis Robertson, ndr). Ho stipulato il mio contratto con i Clippers, così come gli accordi in questione, in buona fede"
Kawhi Leonard esce praticamente “salvo” dall’indagine dell’NBA durata oltre un anno sui Los Angeles Clippers, colpevoli per aver violato le norme sulla violazione del tetto salariale. Nessuna sospensione, nessun annullamento del contratto, potrà quindi essere completato lo scambio per mandarlo ai Toronto Raptors: a pagare per lui lo zio Dennis Robertson, fino allo scorso giugno anche suo agente.
Kawhi, che comunque dovrà pagare 700mila dollari come restituzione dei benefici ricevuti illegalmente dallo zio, ha commentato la sentenza della NBA con una dichiarazione diffusa dal suo nuovo agente Harrison Gaines: "Integrità e rispetto per questo sport sono fondamentali per me. Mi assumo la piena responsabilità degli errori di giudizio commessi da persone a me vicine e mi rammarico per il disagio che questa situazione ha causato ai tifosi e alla mia famiglia".
E ancora: "Ho stipulato il mio contratto con i Clippers, così come gli accordi in questione, in buona fede, pienamente impegnato a rispettare i miei obblighi e senza essere a conoscenza di alcuna intenzione da parte di alcuno di aggirare il tetto salariale".
Infine: "Per 15 anni, la mia priorità è stata dare tutto per la mia famiglia, per il basket e per coloro con cui condivido il campo. Tornando a Toronto, mi concentro su ciò che posso controllare: chiudere questo capitolo e andare avanti con una tabula rasa".