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Mercato NBA, telenovela finita: Jalen Duren firma dopo quattro mesi di trattative

NBA

Sono stati necessari quattro mesi di trattative, ma alla fine Jalen Duren ha rinnovato il suo contratto con i Detroit Pistons per un totale di 200 milioni di dollari in cinque anni. L'All-Star continuerà così a essere la spalla di Cade Cunningham per una squadra che lo scorso anno ha vinto 60 partite in regular season, prima di faticare nei playoff anche per il crollo del rendimento del suo giovane lungo

Sono stati necessari quattro mesi di trattative, voci, screzi, clausole, assenze e gelosie, ma alla fine Jalen Duren continuerà a essere un giocatore dei Detroit Pistons. Si è conclusa positivamente la saga che ha coinvolto il giovane lungo e la franchigia che lo ha scelto al Draft alla numero 13 del Draft del 2022, accettando un contratto da 200 milioni di dollari in cinque anni. Duren ha dato il suo assenso all’ultimo giorno possibile prima della deadline fissata per farlo, altrimenti avrebbe dovuto accettare un accordo di un anno a 9.6 milioni di dollari per poter diventare free agent senza restrizioni nell’estate del 2027. Un rischio che Duren alla fine non ha voluto correre: dopo aver atteso offere migliori rispetto a quelle messe sul tavolo in estate dai Pistons (quantificate in 170-190 milioni di dollari da ESPN), due settimane fa la franchigia è salita a 200 milioni ed è riuscita così a convincere il 22enne ad accettare.

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Lo stallo tra Pistons e Duren però non è stata solo una questione economica. Innanzitutto c’è un tema cestistico da affrontare: Duren è stato eccellente in regular season, viaggiando a 19.5 punti e 10.5 rimbalzi di media e venendo nominato sia per l’All-Star Game che per il terzo quintetto All-NBA, che gli ha sbloccato la possibilità di firmare fino a un massimo di 287 milioni in cinque anni; ma lo stesso non si può dire del suo rendimento ai playoff, dove è crollato a 10.2 punti e 8.5 rimbalzi in 14 partite e non è più riuscito a essere un fattore per la sua squadra. Duren però si aspettava di ricevere un’offerta al massimo possibile, cifra che però i Pistons sin da subito non sono stati disposti a mettere sul tavolo per via del suo rendimento ai playoff.

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In più si sono aggiunte ulteriori complicazioni legate all’estensione di contratto da 155 milioni di dollari in cinque anni firmata da Ausar Thompson (mentre lo scorso anno con Duren non si è neanche intavolato un discorso) e una clausola legata al peso del giocatore (che avrebbe dovuto sottoporsi a controlli periodici della sua massa, lui che è sempre stato uno dei giocatori più atletici della lega) che ha indispettito il suo entourage, tanto da essere rimossa nei giorni scorsi. Tutti elementi interpretati da Duren come una mancanza di rispetto nei suoi confronti, a cui si sono aggiunte offerte al massimo salariale pronte sul tavolo da parte di altre squadre tra un anno (come ad esempio i Sacramento Kings). Una impasse che si è protratta anche oltre l’inizio del training camp, con Duren che ha saltato il tradizionale media day e i primi allenamenti della squadra. Ora, però, è tutto risolto e i Pistons possono tornare a contare sul proprio lungo, per continuare a costruire su una stagione passata in cui hanno vinto 60 partite in regular season.

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