Caricamento in corso...
12 agosto 2017

Tennis, Atp Montreal: Federer non tradisce, in finale c'è Zverev

print-icon
fed

Lo svizzero centra la sesta finale del 2017 battendo 6-3, 7-6 il sorprendente olandese Robin Haase. Lo svizzero, pur con qualche distrazione di troppo, se la vedrà ora con Alexander Zverev, che si è liberato del 18enne canadese Denis Shapovalov. La finale in diretta su Sky Sport dalle 22

Il Re non tradisce e si qualifica per la finale del Masters di Montreal, la numero 142 della sua strepitosa carriera. Nella prima semifinale della Rogers Cup, Roger Federer ha battuto 6-3, 7-6 (5) il sorprendente Robin Haase, 30enne numero 52 del ranking Atp. Lo svizzero, seconda testa di serie del seeding, affronterà in finale Alexander Zverev (4), che ha superato l'idolo di casa, Denis Shapovalov. Il Maestro parte a razzo, contrariamente a quanto visto contro gli spagnoli Ferrer e Bautista Agut, vincendo i primi sette punti consecutivi e piazzando il break già al secondo gioco, nonostante quattro palle break annullate dall'olandese. Haase si scrolla di dosso la scimmia di dover giocare contro una leggenda vivente la sua prima semifinale di un Masters (contro le 59 di Roger) e piazza a sopresa il controbreak grazie a tre errori e a un insolito doppio fallo dell'elvetico. Federer non si scompone e, sfruttando la prima negativa dell'avversario (appena 1 su 2 in campo nei primi 4 giochi), gli strappa di nuovo il servizio e vola in un amen 4-1. Lo svizzero lascia le briciole sul proprio turno di battuta all'avversario, portando a casa l'82% di punti con la prima e il 57% con la seconda, a cui aggiunge anche tre ace, statistiche che portano come logica conseguenza al 5-2 scritto sul tabellone. Haase prova ad allungare gli scambi, ma Federer sembra aver trovato gli appoggi mancati nei turni precedenti e porta a casa il set 6-3 in appena 27' di gioco, grazie ai 29 vincenti e ai 5 punti sulle 6 discese a rete. 

Game, set and match Federer

I primi giochi del secondo set filano via lisci, con Haase che si guadagna la simpatia del Centrale bloccando un servizio per replicare a uno spettatore che incita Federer: "Io mi chiamo Robin!", esclama sorridendo l'olandese, tra l'ilarità degli spettatori. C'è poco da ridere nel gioco successivo, il quarto, che Roger porta a casa a zero, compresi il sesto e settimo ace del suo match (2-2). I due protagonisti diventano inespugnabili al servizio, tanto che nei primi 8 games non viene concessa nemmeno una palla break (4-4). Haase cresce in battuta (8 aces nel secondo set) e va sul 5-4 al termine di un gioco durato appena 60", complice anche la scarsa attenzione del fenomeno svizzero in certe fasi della partita. Nonostante una concentrazione a corrente alterna, Roger tiene agevolmente i propri turni di servizio, arrivando al primo tie-break del suo Masters. Il killer instinct del campione si vede nei momenti decisivi: ace, volèe e il solito clinic da fondo campo, per il 7-6 (5) con cui chiude il match in un'ora e 15' di gioco. In finale, lo svizzero se la vedrà contro il vincente della sfida tra i due esponenti della NextGen, l'idolo di casa Denis Shapovalov e il tedesco Alexander Zverev.

"Forza Roger" e Haase ferma il servizio...

I numeri del Maestro

Federer ha centrato la 35^ vittoria stagionale, portando a 16 sia i successi consecutivi che quelli nei Masters 2017. Domenica il Re di Basilea andrà a caccia del sesto titolo stagionale (Australian Open, Miami, Indian Wells, Halle e Wimbledon), il 94^ della carriera, il terzo nella Rogers Cup, dove però ha sempre vinto solo a Toronto (una finale persa a Montreal nel 2007). Quasi uno sfregio nella luminosa storia di Roger, che potrebbe essere cancellato tra 24 ore. Sempre viva la corsa al numero 1 del ranking, che lo vedrà opposto a Rafa Nadal in quel di Cincinnati: in caso di successo in Canada, il Maestro tornerà in vetta alla classifica Atp pareggiando il risultato dell'iberico in Ohio. 

Roger, ora c'è Zverev

Non è bastata la spinta dei 12mila del Centrale a Denis Shapovalov per proseguire la sua favola a Montreal. Nella seconda semifinale tra fenomeni della NextGen (38 anni in due), il teenager canadese, giustiziere di Rafa Nadal, ha ceduto 6-4, 7-5 ad Alexander Zverev al termine di un match combattuto, durato un'ora e 42': da lunedì scalerà fino alla 67^ posizione del ranking, risalendo dall'attuale 143^ piazza. Il primo set viene deciso dal break nel nono game, causato da un doppio fallo e un paio di gratuiti del padrone di casa. L'equilibrio regna sovrano anche nel secondo parziale fino all'undicesimo gioco, dove a tradire Shapovalov è ancora il servizio (due doppi falli nel proprio turno di battuta, saranno sei in totale a fronte di soli 3 aces). Per Zverev è sufficiente tenere la battuta per centrale la seconda finale stagionale di un Masters dopo quella vinta a Roma: il tedesco, reduce dal trionfo al Citi Open, è in serie aperta da nove vittorie consecutive. Tenterà di vincere il suo quinto torneo del 2017 contro Federer, con cui è sotto nei precedenti 2-1, compresa la lezione di tennis gratuita presa ad Halle, quando perse 6-1, 6-3 in meno di un'ora di gioco.