Tennis, Indian Wells 2018: chi può battere Roger Federer?

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Claudio Barbieri

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Lo svizzero è il favorito d'obbligo per la conquista del primo Masters 1000 della stagione, al via giovedì (diretta esclusiva Sky Sport HD). Tra coloro che cercheranno di strappare la corona al Re, spiccano quattro pretendenti al trono: Dimitrov, del Potro, Djokovic e Zverev

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Domanda da un milione di dollari: chi può battere Roger Federer a Indian Wells? Difficile dare la risposta, alla vigilia di uno dei tornei più equilibrati di sempre. Almeno tra gli umani, verrebbe da dire. Perché il favorito è uno solo, Roger Federer, cinque volte vincitore sul cemento californiano, campione in carica, reduce dal 20° Slam a Melbourne e dal 97° titolo in carriera a Rotterdam, dove ha anche riconquistato la prima piazza del ranking mondiale dopo oltre cinque anni di digiuno. Il suo record di 57-11 a Indian Wells è la conferma che nessuno ha disputato e vinto tanti match come Sua Maestà nel cosiddetto 'quinto Slam'. Visto lo stato di forma di questo 2018, è difficile trovare un avversario degno del fenomeno di Basilea: 12-0 il record, due trofei portati a casa (tre con la Hopman Cup) e appena tre set concessi ai rivali. Roger avrà molta pressione addosso in quanto favorito e a causa della prima posizione ATP, che verrà mantenuta solo in caso di raggiugimento della semifinale. In caso contrario, lo svizzero subirà il controsorpasso da parte di Rafa Nadal, uno dei grandi assenti in questo primo Masters 1000 della stagione insieme ad Andy Murray e Stan Wawrinka (finalista lo scorso anno, quando perse proprio con Federer). Abbiamo individuato quattro possibili 'outsiders' di Indian Wells 2018: ecco chi sono. 

Grigor Dimitrov

Quando lo scorso novembre Grigor Dimitrov è diventato il primo esordiente dai tempi di Alex Corretja nel 1998 a conquistare le ATP Finals, in molti hanno pensato che il bulgaro non si sarebbe più fermato. Anche perché il successo di Londra arrivava pochi mesi dopo il primo trionfo di 'baby Federer' in un Masters 1000, a Cincinnati sull'amato cemento. Il numero 4 del mondo non ha certo rispettato i pronostici in questo 2018 (10-4 il record), facendo leva sul consueto motto 'genio e sregolatezza' che ne ha contraddistinto i 10 anni da professionista. Semifinalista a Brisbane, fermato ai quarti da Edmund (e dal suo rovescio) agli Australian Open, è stato poi schiantato da Federer in finale a Rotterdam con un doppio 6-2, prima di cedere al primo turno di Dubai al tunisino Malek Jaziri, numero 117 del mondo. Potrà incrociare Federer non prima della semifinale: con lo svizzero vanta 7 precedenti e altrettanti ko. Per la legge dei grandi numeri, potrebbe arrivare a Indian Wells la prima impresa contro il Re?

Juan Martin del Potro

Anche a Indian Wells, Juan Martin del Potro avrà dalla sua lo scatenato tifo degli argentini, che lo seguono in tutto il mondo. Numero 8 del mondo, il gigante di Tandil sembra aver finalmente risolto i problemi al polso che ne hanno condizionato la carriera negli ultimi anni. In questo 2018, Delpo è partito alla grande, come dimostra il successo di pochi giorni fa ad Acapulco, il primo della stagione e il 21° di sempre, arrivato battendo in serie tre Top 10 come Thiem, Zverev e Anderson. Dopo aver perso la finale ad Auckland contro Bautista Agut, del Potro aveva deluso a Melbourne (out al terzo turno con Berdych) e a Delray Beach (fuori al secondo turno con Tiafoe). Finalista sul cemento californiano nel 2013 (sconfitto da Nadal 4-6, 6-3, 6-4), l'argentino dovrà fare i conti con un tabellone insidioso, che prevede al quarto turno un possibile incrocio con Novak Djokovic, con cui ha un record perdente di 4-14. Sono invece 24 i precedenti con Federer, che conduce 18-6 ma che ha perso l'ultimo giocato in uno Slam, nel 2017 ai quarti degli US Open. 

Novak Djokovic

Il tira e molla degli ultimi giorni è servito a Novak Djokovic per capire le reali potenzialità in vista di Indian Wells, dove l'ex numero 1 non scende certo in campo solo per partecipare. Impossibile per uno che si è imposto in cinque occasioni sul cemento della California, di cui tre consecutivamente tra il 2014 e il 2016, a caccia del sesto titolo che gli consentirebbe di staccare Sua Maestà Roger Federer. Accreditato della decima testa di serie, Nole ha un potenziale terzo turno contro Nishikori, per poi proseguire con del Potro, Cilic e Zverev. Anticipando il rientro, previsto per Miami, il serbo dimostra di avere grande fiducia dopo il piccolo intervento al gomito subito dopo l'uscita agli Australian Open. Coach Agassi, in questi giorni di allenamento a Las Vegas, ha sicuramente temprato braccio e spirito del suo discepolo, che con Nadal divide la prima piazza in quanto a Masters vinti (30). Djoko resta invece il miglior giocatore di sempre a livello di percentuale di vittorie sul veloce con l'84.2% (511-96), con ben 51 titoli portati a casa, secondo all-time dietro al solito Federer (67). Proprio contro il Re potrebbe andare in scena la finale dei sogni, quella più attesa: 45 i precedenti, con Nole che conduce 23-22 e che ha conquistato tre degli ultimi quattro scontri diretti, tutti sul cemento.  

Alexander Zverev

Il botta e risposta con Juan Carlos Ferrero, suo ex coach liquidato dopo l'Open d'Australian per "essere stato molto irrispettoso", non ha certo giovato a Sascha Zverev. Lo spagnolo ha risposto per le rime ("Deve migliorare fuori dal campo dal punto di vista professionale), lasciando capire che il processo di maturazione del Next Gen è ancora molto lontano dal completarsi. Sceso al numero 5 del mondo, Zverev arriva a Indian Wells con un record non certo entusiasmante in questi primi due mesi di tennis (8-3): fermato al terzo turno da Chang a Melbourne (ennesima delusione in uno Slam), agli ottavi da Seppi a Rotterdam e distrutto da del Potro in semifinale ad Acapulco (appena 6 giochi portati a casa), il tedesco si è consolato solo con i due successi conquistati in singolare di Coppa Davis con la Nazionale contro l'Australia, dove ha battuto anche Nick Kyrgios. Il 20enne di Amburgo, già due Masters in bacheca, ha un potenziale terzo turno da brividi contro Milos Raonic e un quarto contro Edmund/Schwartzman. La sfida con Re Roger potrebbe arrivare solo in finale. Contro il suo idolo Zverev ha già giocato 5 volte, vincendo in due occasioni: nel 2016 a Roma e lo scorso anno nella finale del Masters di Montreal, quando approfittà di un Federer malconcio per batterlo 6-3, 6-4. 

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