Berrettini a Sky: "Rinvio di Roma un colpo al cuore. Il mio idolo? Roger Federer"

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Matteo Berrettini è stato protagonista di una lunga chiacchierata a Casa Sky Sport: "Pazzesco possa saltare Wimbledon, ma il rinvio di Roma è stato un colpo al cuore. Ho più paura del virus che quella di non ripetere il 2019. Ero pronto per giocare Indian Wells, ora sto lavorando per ritrovare la migliore forma fisica"

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Matteo Berrettini è negli Stati Uniti, dove sta vivendo l'isolamento dovuto all'emergenza Covid-19. Raggiunto da Casa Sky Sport, ha parlato della sua nuova quotidianità: "Sicuramente rispetto alla normalità le giornate sono più noiose e strane, di solito succede quando siamo infortunati - ha detto -. Bisogna pensare alla salute e cercare di fermare questo virus. Dobbiamo aspettare e fare un passo indietro, ricalibrando le paure che abbiamo ogni giorno. Non potrò più avere paura di scendere dal numero 8 del mondo, ho molta più paura del virus". Le indiscrezioni parlano di un possibile annullamento di Wimbledon, torneo in cui lo scorso anno Berrettini ha raggiunto gli ottavi, perdendo solo con Roger Federer: "E' strano e pazzesco pensare che possano annullarlo, ma è chiaro che sono argomenti minori rispetto a quello che sta succedendo nel mondo. Ci sono tante persone senza lavoro, altrettante che non funzionano. Mi ha fatto più dispiacere l'annullamento di Roma, è stato un colpo al cuore. Dobbiamo avere pazienza e vedere cosa succederà. Contro Federer a Londra mi sono divertito, lui ha giocato in modo perfetto. Io non ero pronto per quel palcoscenico. Ma ne ho fatto tesoro e mi è servito più avanti". 

Berrettini: "Ho adorato Federer in modo divino"

Berrettini apre la scatola dei ricordi: "Il mio idolo tennistico è Federer, l'ho adorato quasi divinamente - ha detto -. Vinceva tutto quando ero ragazzino, poi ha una grande eleganza. Giocandoci contro, ho smesso di tifare per lui. Se dovesse vincere la medaglia d'oro a Tokyo sarebbe fantastico, sarebbe una cosa da Roger. Uscendo dal tennis, il mio idolo è Lebron James. Se non avessi giocato a tennis mi sarebbe piaciuto giocare a basket, adoro il mondo NBA e tutto ciò che li circonda". Lo svizzero non è il solo avversario tosto ad aver affrontato il primo italiano a vincere un match alle Finals: "Ho avuto la fortuna di giocare contro i big 3 e anche contro Murray, che nonostante non fosse al 100 percento mi ha battuto. Quello che mi ha messo più in difficoltà tecnica è stato Djokovic, emotiva Federer e fisica Nadal". 

Berrettini: "Tutto è cambiato dopo gli US Open"

Berrettini ripercorre il magico 2019, in cui ha centrato la prima semifinale Slam, è entrato in Top 10 e ha conquistato un posto alle Finals di Londra: "Le cose sono cominciate a cambiare dopo la semifinale a New York - ha detto -. E' stato un grande passo avanti, non pensavo alla Top 10 ma pensavo a giocare meglio che potevo. Non so nemmeno come sia successo, ma credo che gli US Open siano stati il trampolino". Infine uno sguardo più tecnico al suo gioco, fatto di potenza e condizionato dallo stop subito a fine stagione per un guaio muscolare agli addominali: "La superficie preferita è difficile da dire. Avrei detto terra fino a 12 mesi fa, ma ho ottenuto buoni risultati ovunque - ha detto Berrettini -. Forse il cemento outdoor è quello che si addice maggiormente alle mie caratteristiche. Ero pronto per giocare Indian Wells, sto cercando di migliorare la mia forma fisica. Il tennis è un po' in secondo piano, devo ritrovare la forma dopo lo stop di inizio anno. Non mollo mai, ma devo migliorare gli spostamenti laterali e il gioco di volo".

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