Il World Legends Padel Tour è l’élite del padel tra ex calciatori
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Per molti di loro è diventato un mestiere più che una semplice passione, una carriera dopo la carriera. L’amore degli ex calciatori per il padel è cosa nota ma da qualche tempo a questa parte il livello della competizione si è alzato talmente tanto da trasformare questo amore in un lavoro, a tratti una missione: dimostrare di essere il più forte
È cavalcando questo entusiasmo - che va molto oltre la moda - che è nato il World Legends Padel Tour, ideato da Alessandro Moggi, il più importante circuito padelistico internazionale tra ex calciatori, che si sfidano per tutto l’anno in giro per il mondo, quasi come fossero professionisti anche di questo sport. Da New York a Istanbul, da Miami a Dubai, da Londra a Milano, campioni del mondo, d’Europa e palloni d’oro si esibiscono sulle piste padelistiche come fossero rockstar in tournèe. Il tutto in un circuito fatto di location pazzesche, organizzazione impeccabile, shooting giocatore per giocatore come nel padel professionistico, tabelloni che aggiornano live il punteggio di ogni partita e arbitri per ogni campo. Un mondo creato ad arte per riportare le Legends del calcio idealmente indietro nel tempo, a quando erano ancora in attività e vestire la competizione nel modo più professionale possibile.
Tappa di Milano con Shevchenko e Modric
Nella tappa di Milano, che ha visto come ospite d’onore Andriy Shevchenko, con l’occasione passato pure a fare un saluto a Milanello, e che ha ospitato la gradita visita di Luka Modric, venuto al Padel Zenter di Scalo Farini a tifare per il suo fraterno amico Ivan Rakitic, abbiamo incontrato l’inventore del World Legends Padel Tour Alessandro Moggi per capire come è nato e come si è sviluppato questo progetto. “Tutto iniziò ai tempi del Covid, in Sardegna, con un piccolo format che coinvolgeva legends del calcio più esponenti del mondo dello spettacolo. Era una riduzione della nostra idea iniziale che doveva essere la sfida tra due squadre: il Team Totti e il Team Puyol, sarebbero dovute essere due squadre formate da ex calciatori, padelisti professionisti e Legends del tennis”, spiega Moggi.
“In seguito ci siamo resi conto che ormai gli ex calciatori erano diventati dei semi-professionisti di padel e da lì abbiamo virato solamente su di loro”. Quello che però differenzia il World Legends Padel Tour dagli altri tornei di padel tra ex calciatori e che lo ha reso un appuntamento impossibile da saltare per molti campioni è la cura del dettaglio: “Facciamo 7 tappe in giro per il mondo con le finali stile ATP. Abbiamo fatto un investimento grosso su qualità, strutture, cercando di differenziarci da tutti. Siamo l’unico tour mondiale di padel delle legends sportive, proviamo a fornire un prodotto che sia bello anche per loro, all’interno di un percorso di amicizia e di connessione, perché non dobbiamo dimenticarci che molte di queste leggende ancora oggi sono più riconoscibili di calciatori in attività”.
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Candela-Rakitic battono Materazzi-Perotti
La tappa di Milano, la prima del 2026, è stata vinta dalla coppia Candela-Rakitic in finale su Marco Materazzi e Diego Perotti. La prossima tappa sarà il 17-18 aprile a New York, poi 6-7 giugno a Istanbul, 11-12 settembre a Roma, 25-26 settembre ad Amsterdam, 16-17 ottobre a Shanghai, 30-31 ottobre a Hong Kong per chiudere il 28-29 novembre con le Finals di Dubai. “Cerchiamo di coinvolgere sempre più Legends internazionali” - spiega Alessandro Moggi. “A Londra abbiamo avuto l’onore di avere con noi due leggende del Chelsea come John Terry e Gianfranco Zola, che partecipano perché riconoscono il fatto che abbiamo creato un brand ormai conosciuto in tutto il mondo”. Il tour di quest’anno toccherà 7 paesi diversi in giro per il mondo. “L’anno scorso si è chiuso con un investimento importantissimo per organizzare al meglio le Finals di Miami, una tappa che mi è rimasta nel cuore. Era l’investimento più importante della storia di questo torneo, avevo chiesto alla mia squadra di lavoro una sola cosa: l’effetto wow. Stupire chi sarebbe arrivato lì. Penso che ci siamo riusciti”.