Borussia-Inter, benvenuti a Dortmund: nel "cuore" del calcio tedesco

Champions League

Alfredo Corallo

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L'Inter al Westfalenstadion non sfiderà soltanto il Borussia ma l'intera città di Dortmund, pazza d'amore per i gialloneri e per il Fussball, sede del Museo del calcio tedesco e di un altro storico impianto, il Rote Erde, dove la Grande Inter di Herrera nel 1964 mise le basi per la vittoria della prima Coppa dei Campioni della storia nerazzurra

BORUSSIA DORTMUND-INTER LIVE

"Echte liebe" perché Dortmund e il Borussia sono una cosa sola: un "amore vero" lega indissolubilmente la città alla squadra e più in generale al calcio, che in riva al fiume Ruhr è il motore di tutto, move il sole e l'altre stelle. Non per niente il Signal Iduna Park è l'impianto più grande del Paese e vanta la media-spettatori più alta d'Europa (80mila circa); non a caso il Museo del calcio tedesco si trova qui e non può essere una coincidenza che sia stato costruito davanti alla stazione centrale, "architettato" strategicamente come il biglietto da visita di questo ricco - e piovoso - centro della Renania Settentrionale-Vestfalia. Nel Fussball Museum sono riprodotti i Meisterschale del Trap e di Klopp, l'argenteria della leggendaria Mannschaft dei Beckenbauer, Gerd e Thomas Muller, degli "interisti" Brehme, Matthäus e del Klinsmann giocatore; non certo la Nazionale dello Jurgen allenatore, che nella sua storica roccaforte (il Westfalenstadion, appunto) perderà un'imbattibilità durata quasi un trentennio, spezzata nella semifinale dei Mondiali del 2006 soltanto dall'Italia di Lippi, Grosso e Del Piero.

 

Andiamo a Berlino

Già, Alex a Dortmund aveva debuttato in Champions, nel settembre del 1995 (con il "solito" Marcello Lippi in panchina) pennellando il primo gol della collezione "alla Del Piero" nella stagione che porterà all'ultimo trionfo bianconero nella massima competizione europea. Ma c'è di più: il capitano di quella Juventus era Antonio Conte, anche lui all'esordio e anche lui in rete, autore del definitivo 3-1, abilissimo a sfruttare un assist di Pinturicchio con uno splendido colpo di testa a "volo d'angelo" sotto il Gelbe Wand, il famigerato Muro Giallo "costruito" sistematicamente dai tifosi di casa. Impresa che era già riuscita all'Inter, nel 1994, nell'andata dei quarti della vecchia Coppa Uefa, stesso risultato (3-1, doppietta dell'olandese Wim Jonk e sigillo del russo Igor Shalimov) e trofeo in bacheca dopo la doppia finale con il Salisburgo. Ricorderete certamente chi alzò la Coppa: quel "Beppe" lì, che il 4 luglio dei miracoli urlò con Fabio Caressa "andiamo a Berlino!". Lo Zio.  

Inter, Coppa Uefa 1993-94

 

Luci al Rote Erde

Bergomi non aveva ancora i baffi - ma soltanto pochi mesi - quando i nerazzurri affrontarono per la prima volta il Borussia nella semifinale di andata della Coppa dei Campioni 1963-64. Era l'Inter di Herrera, della mitica filastrocca "Sarti, Burnich, Facchetti..." e lo stadio il Rote Erde, che oggi vive di luce riflessa - letteralmente - al cospetto del Signal Iduna Park (immaginate San Siro  "coperto" da un nuovo San Siro...) e che dal 2009 ospita le partite della seconda squadra dei gialloneri. Qui, il 15 aprile del 1964 Sandro Mazzola e Mario Corso ammonticchiarono due mattoncini fondamentali nella realizzazione di un sogno: il 2-2 in Germania, certificato dal 2-0 del ritorno a Milano, lanciò Facchetti e compagni alla conquista del Prater di Vienna e all'istituzione della Grande Inter.

Stadio Rote Erde, Dortmund

 

Informazioni di servizio

 

Arrivare in zona è piuttosto semplice: meno di un quarto d'ora in metro (U45) dalla centralissima Hauptbahnhof per la fermata "Westfalenhallen", che dista 5 minuti di orologio dagli impianti, immersi nel bellissimo Westfalenpark, sul quale svetta la Florian Tower, postazione ideale per ammirare il panorama della città. Nella direzione opposta -  sempre a pochi minuti di metropolitana dalla stazione - sorge un altro Museo, ma dei videogiochi: il BINARIUM è un viaggio nel tempo, il ritorno al "joystick", all'Atari 2600, a Packman e ai lunghi e paleozoici "loading" del Commodore 64. Tuttavia, non si può dire di essere stati a Dortmund senza essere passati dalla piazza del mercato e aver mangiato il Salzkuchen mit Mett (un panino con carne di maiale e cipolle) accompagnato da un Stößchen (un cicchetto di birra) al Wenkers am Markt: parola di Jurgen Klopp.

Jurgen Klopp
©Getty

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