Sarri e la battuta sulle Poste, la replica: "Anche da noi ci sono esami, lo aspettiamo"

Coppa Italia

Dopo la battuta durante la conferenza stampa che precede la semifinale di andata di Coppa Italia contro il Milan ("Se non volevo essere sotto esame facevo domanda alle Poste") è arrivata attraverso una nota la risposta dell'azienda: "Noi tra i primi al mondo per qualità lavorativa, e tra le prime tre aziende italiane per immagine e reputazione. Venga a farsi un giro da noi per vedere, lo aspettiamo"

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Una battuta delle sue, per stemperare la tensione di un momento non semplicissimo e spiegare la propria situazione di allenatore continuamente sotto pressione. Che però, come spesso accade quando si osano dei confronti con altri contesti, non è piaciuta a chi involontariamente si è sentito tirare in ballo. I protagonisti di questa storia - un binomio di certo inatteso - sono Sarri e le Poste italiane, utilizzate dall’allenatore della Juve come infelice metro di confronto per rispondere alla domanda di un giornalista nella conferenza stampa che ha preceduto la semifinale di andata di Coppa Italia contro il Milan: “Se non volevo essere sotto esame facevo domanda alle Poste”, la frase incriminata e nondigerita dall’azienda, che dopo qualche ora ha voluto replicare con una nota sui propri canali social.

"Poste Italiane - si legge - invita il signor Sarri a dedicare qualche minuto del suo prezioso tempo per informarsi che Poste è la più grande azienda del Paese, che viene scelta dai giovani laureati come tra le aziende più attrattive in cui lavorare, che è riconosciuta tra le prime 500 aziende al mondo per qualità della vita lavorativa, che ha realizzato tra le migliori performance di borsa nel 2019 e che si colloca al terzo posto, a livello mondiale, tra le aziende italiane per immagine e reputazione". "Gli esami dunque - continua la nota - contrariamente a quanto sostiene Sarri alle Poste ci sono eccome e l'azienda ne risponde ai cittadini, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni. Lo aspettiamo per constatare di persona il nostro lavoro quotidiano, in una delle nostre 15 mila sedi operative". Chissà cosa succederà la prossima volta che l’allenatore bianconero dovrà ritirare una raccomandata.

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