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12 settembre 2018

Le 5 partite di Europa League con più gol

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Record, rimonte, incroci del destino: c'è di tutto in queste partite che hanno segnato (è proprio il caso di dirlo) la storia del torneo. Il record appartiene ancora all'Ajax: 14 in un colpo, di cui 5 firmati da Marco van Basten

DUDELANGE-MILAN MINUTO PER MINUTO

LAZIO-APOLLON MINUTO PER MINUTO

Un "gioco" del genere ha innanzitutto bisogno di regole. Ecco quelle che abbiamo seguito, dunque, nel ricercare le partite della storia dell'Europa League con più gol, cosa che spesso come vedremo (anche se non necessariamente) è sinonimo di "belle partite".

Primo paletto: non abbiamo preso in considerazione le partite dei turni preliminari, che spesso riservano sfide poco equilibrate e di conseguenza piogge di gol. Niente Debrecen-Skonto Riga 9-2 (ritorno del secondo turno preliminare nell'edizione 2015/2016), dunque, nonostante gli 11 gol complessivi; e rinunciamo a malincuore anche al 9-0 di Honved-Celik Niksic (2013/2014), a quello rifilato dal Psv allo Zeta Golubovci (playoff 2012/2013, dopo aver vinto 5-0 all'andata) o al 4-4 tra Hibernian e Sarajevo (2012/2013), tanto per fare degli esempi recenti. Il secondo criterio è altrettanto semplice: a parità di gol segnati complessivamente, abbiamo privilegiato le partite più importanti (ad esempio nella fase a eliminazione diretta piuttosto che in quella a gironi). Il risultato? Tantissimi gol, eccoli qua.

AJAX- RED BOYS DIFFERDANGE 14-0

(1984/1985, ritorno dei trentaduesimi di finale)

Impossibile non partire da qui, anche se il salto indietro nel tempo è considerevole. Innanzitutto perché quel 14-0 (quattordici a zero!) rappresenta ancora oggi la partita con il maggior numero di gol segnati complessivamente in una gara di Coppa Uefa o Europa League; ma anche perché si tratta della miglior vittoria mai conseguita da una squadra in questa competizione, dato che nessuno si è mai avvicinato a un simile scarto. Doppio record, dunque, per gli olandesi, trascinati nell'occasione da una cinquina di Marco van Basten, contro i "vicini di casa" lussemburghesi, che comunque nella gara d'andata, tra le mura amiche, si erano difesi egregiamente, strappando lo 0-0. L'Ajax, evidentemente punto nell'orgoglio, conserva tutti i suoi gol per la gara di ritorno, e forse sbaglia a non tenerne da parte qualcuno per la fase successiva. Il cammino degli olandesi - che in quella stagione potevano contare anche su nazionali come Ronald Koeman, Rijkaard, Vanenburg e van't Ship - si arresta incredibilmente al turno dopo, contro il Bohemians Praga: 1-0 ad Amsterdam replicato al ritorno dai cechi, che si imposero ai rigori. Quell'anno l'Ajax vincerà il campionato (con van Basten capocannoniere), cambiando in tutto 5 allenatori, ultimo dei quali Johann Cruijff.

Restando in tema di record, merita una citazione l'impresa di un altro club olandese, il Feyenoord, che sempre nei trentaduesimi di finale (edizione 1972/1973) prese a pallonate il povero Rumelange (altro club lussemburghese) con un doppio risultato da record: 9-0 all'andata, 12-0 al ritorno. Un 21-0 complessivo che rappresenta la miglior vittoria globale (tra andata e ritorno) nella storia del torneo.

LIVERPOOL-ALAVES 5-4

(finale 2000/2001)

Una finale epica, quella che si giocò al Westfalenstadion di Dortmund, con ben 9 gol complessivi, di cui 8 nei tempi regolamentari e un'autorete nei supplementari che si rivelò decisiva. Il Liverpool guidato da Houllier conquista così il suo terzo titolo, al termine di una partita in cui non mancano di certo i colpi di scena. Reds avanti 2-0 dopo 16' grazie alle reti di Babbel (al 4') e Gerrard; Alonso accorcia alla mezzora, McAllister su rigore ristabilisce la distanza portando il Liverpool sul 3-1 all'intervallo. Usciti dallo spogliatoio, però, Javi Moreno fa doppietta nel giro di 3', portando il risultato sul 3-3 e conquistando Galliani, che in estate lo vestirà di rossonero. Al 73' nuovo vantaggio reds con Robbie Fowler, pareggiato a un minuto dalla fine dal gol del 4-4 firmato Jordi Cruijff. L'Alaves che non muore mai (arrivato in finale dopo aver eliminato anche l'Inter negli ottavi e il Kaiserslautern in semifinale con un 9-2 complessivo) si arrende solo al 117°, quando mancano 3' ai calci di rigore, nel modo più crudele: il golden gol che pone fine all'epico duello è un'autorete di Geli, che devia di testa nella propria porta una punizione di McAllister.

LEVSKI SOFIA-BARCELLONA 5-4

(1975/1976, quarti di finale)

Un'edizione che parte con il piede giusto, dal punto di vista dei gol: nei trentaduesimi l'Ajax batte il Glentoran con un 14-1 complessivo (6-1, 8-0), il Duisburg elimina il Paralimni vincendo 7-1 e 3-2, il Porto si sbarazza dell'Avenir Beggen facendone 10 (7-0 e 3-0). Eppure niente è scritto, nemmeno dopo il 4-0 che nell'andata dei quarti di finale sembra mettere il Barcellona al riparo da brutte sorprese, contro il Levski Sofia. Il 17 marzo 1976, però, a Sofia, davanti a 70mila spettatori, i bulgari non si danno per vinti e in 10' sono sul 2-0 con i gol di Panov e Yordanov. Il Barça si riprende subito e fa 2-2, poi nella ripresa nuovo vantaggio del Levski, subito ribaltato dai blaugrana (3-4) grazie al rigore di Neeskens. I tifosi di casa si tolgono comunque la soddisfazione di vedere la loro squadra vincere, con due reti segnate negli ultimi 3 minuti: ancora Yordanov all'87° e ancora Panov al 90° fissano il risultato sul 5-4. Inutile, ma ugualmente splendido.

WERDER BREMA-VALENCIA 4-4

(2009/2010, ritorno degli ottavi di finale)

Uno a uno all'andata e qualificazione apertissima. Se la prenderà il Valencia, grazie a un pareggio ricco di gol che lo premia in quanto squadra in trasferta. Quattro reti in casa dei tedeschi, con risultato già indirizzato nel primo quarto d'ora. David Villa al 2' e Juan Mata al 15', entrambi su assist di David Silva (giusto per avere un'idea della qualità di quella formazione) portano la squadra allenata da Unai Emery sullo 0-2. Hugo Almeida sembra riaprirla (1-2 al 26'), ancora Villa pare richiuderla (1-3 al 45'). Nella ripresa, nel giro di 6' il pareggio dei tedeschi con le reti di Frings e Marin (servito da Ozil), che però non basta a qualificarsi. Poco dopo Villa fa tripletta e il 4-4 segnato da Pizarro all'86° regala al Werder solo 4 minuti di speranza. Chi di gol in trasferta ferisce, però... Ai quarti il Valencia esce contro l'Atletico Madrid: 2-2 in casa e 0-0 al Vicente Calderon. Meno spettacolare, ma il risultato è lo stesso.

ATHLETIC BILBAO-GENK 5-3
GENT-SHAKHTAR DONETSK 3-5

(2016/2017, fase a gironi)

Nessun refuso, si tratta proprio dei belgi del Genk (con la k) e di quelli del Gent (con la t), inseriti rispettivamente nei gruppi F e H dell'edizione 2016/2017 di Europa League. Nella fase a gironi si rendono entrambi protagonisti di un 5-3 (a sfavore), due gare da 8 gol complessivi che non sono certo un record, ma che letti così, associati uno all'altro, destano curiosità. Il Genk rimedia il suo 5-3 a Bilbao alla quarta giornata: nelle precedenti ha battuto 3-1 il "miracoloso" Sassuolo di Di Francesco e, soprattutto, 2-0 l'Athletic Bilbao nella gara d'andata, risultati che gli consentono di chiudere il girone al primo posto proprio davanti agli spagnoli. Anche il Gent perde 5-3 alla quarta giornata, ma dopo che con lo Shakhtar all'andata ne aveva già presi 5 (a 0): il secondo posto alle spalle degli ucraini gli consente comunque di superare il girone. Ai sedicesimi ancora risultati allo specchio (il Genk batte l'Astra Giurgiu 1-0 dopo il 2-2 dell'andata, il Gent fa l'impresa col Tottenham vincendo 1-0 in casa e pareggiando 2-2 a Londra) e agli ottavi lo scontro diretto è un piccolo regalo da parte dell'urna. Gent contro Genk. Non può che venirne fuori un doppio confronto ricchissimo di gol, 9 in tutto, in virtù soprattutto del 2-5 dell'andata (1-1 al ritorno). Insomma, passa il Genk, quello con la k.

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