LA FOTOGALLERY. Tante conferme e rivelazioni a Euro 2016, eppure non sono mancate clamorose delusioni tra stelle in caduta libera e cannonieri a digiuno. Tutti bocciati senza appelli. E l'allenatore? Elementare, Hodgson
Va in archivio Euro 2016, torneo che ha acceso i riflettori su protagonisti e rivelazioni. Accanto alle splendide conferme, tuttavia, non mancano i fuoriclasse che hanno deluso tutte le aspettative: dagli errori di Hart al digiuno di bomber affermati, scopriamo la formazione dei bocciati illustri -
LO SPECIALE EURO 2016
JOE HART (Inghilterra).Tra i pali votiamo il portiere inglese, peraltro sfiduciato da Guardiola nel Manchester City. Dopo Seaman, Green e Robinson, la tradizione dei numeri ‘1’ di Sua Maestà lascia ancora perplessi: lo confermano i suoi errori su Bale e Sigthorsson, macchia quest’ultima costata l’eliminazione negli ottavi -
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STEPHAN LICHTSTEINER (Svizzera). Difesa a 4 a partire dal laterale destro della Juventus, lontano parente dalla freccia ammirata in Serie A. Clamorosa l’ingenuità contro la Romania, generoso ma decisamente sottotono. A 32 anni paga le fatiche della stagione, chissà che non l’abbia distratto l’acquisto di Dani Alves -
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SERGIO RAMOS (Spagna). Il manifesto del suo Europeo risale alla sfida contro la Croazia: beffato da Kalinic e Perisic, rivedibile dal dischetto nello stop storico della Roja. Sconfitta bissata negli ottavi di finale contro l’Italia, match che ha calato il sipario sull’era dorata di Del Bosque. Non è stato il leader che conosciamo -
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ALEKSANDAR DRAGOVIC (Austria). Il ballottaggio era con il russo Ignashevich, certo è che il centrale austriaco ha combinato disastri nel tonfo austriaco: a referto un rigore sprecato contro l’Islanda, decisivo ai fini dell’eliminazione, nonché l’ingenua espulsione nel ko con l’Ungheria. Rimandato senza appelli -
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JORDI ALBA (Spagna). Ripreso più volte da Del Bosque contro l’Italia, sconfitta che ha ribadito l’Europeo deludente disputato dal terzino del Barcellona. Apprezzato per spinta e intensità, Alba non ha trovato l’intesa sulla sinistra con Nolito negando soluzioni alla Roja. Si consacrò a Euro 2012, stavolta è un flop -
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ARDA TURAN (Turchia). Eclettico come pochi, il centrocampista del Barça è la prima pedina del nostro centrocampo da non imitare. Lo preferiamo al compagno Calhanoglu nonché agli ucraini Konoplyanka e Yarmolenko: è lui l’anima della Nazionale di Terim, arenatasi nel girone senza essere ripescata -
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DAVID ALABA (Austria). Di delusione in delusione come non citare il jolly del Bayern Monaco, emblema della squadra di Koller che ha tradito ogni aspettativa: il ct l’ha spostato tra mediana e attacco conscio delle sue qualità totali, lui ha reso decisamente meno del partner Baumgartlinger. Un blackout inspiegabile -
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CESC FABREGAS (Spagna). Completiamo il centrocampo con un altro spagnolo, stella del Chelsea reduce da una stagione avara di gioie. Complice il pessimo stato di forma e la scarsa lucidità, l’ex Barça non è stata la spalla ideale di Iniesta nella regia della Roja. Il risultato? Fine dell’avventura negli ottavi di finale -
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THOMAS MUELLER (Germania). Affidiamo i gol della nostra “flop 11” ad un tridente letale, almeno sulla carta. Se Goetze è stato scavalcato da Mario Gomez, la bandiera bavarese convive con un’autentica maledizione all’Europeo: 0 reti in 11 partite. E pensare che ai Mondiali viaggia con 10 centri in 13 gare -
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ZLATAN IBRAHIMOVIC (Svezia). Annunciato l’addio alla Nazionale, Ibra è una delle stelle cadenti dell’Europeo: 50 gol nell’ultima stagione al Psg prima di trasferirsi a Manchester, il campione svedese ha chiuso a digiuno la sua avventura piuttosto colma di rimpianti. Lo attende Mourinho per una nuova pagina -
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HARRY KANE (Inghilterra). Salviamo Lewandowski, sbloccatosi contro il Portogallo, ma non l’attaccante del Tottenham al pari dei compagni Rooney e Sterling. Le sue aggravanti sono un’annata da 28 reti e gli errori macroscopici in zona gol. La domanda è una sola: perché spetta a lui la battuta dei corner? -
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ROY HODGSON (Inghilterra). Quesito che potremmo girare al ct della nostra “flop 11”, preferito ad un’altra delusione come Slutski. Se l’allenatore russo era chiamato alle prove generali verso il prossimo Mondiale, il buon Roy ha archiviato l’ennesimo fallimento della Nazionale inglese, l’ultimo con lui in panchina -
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