Spagna, Luis Enrique: "Amo l'Italia, sarà una partita difficile e spettacolare"

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Il ct della Spagna a Sky Sport: "Sarà una partita divertente e intensa tra due squadre che cercano di giocare allo stesso modo. Non dovremo mai staccare la spina e giocare ogni secondo al massimo delle nostre forze". E sul rapporto con l'Italia: "Ne sono innamorato, mi spiace essere stato solo per un anno a Roma. Dell'Italia amo la gente, il cibo e ovviamente il calcio"

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Grande legame con l'Italia, alimentato nei tempi in cui allenava la Roma, e la certezza che quella contro gli Azzurri di Mancini sarà una "grande partita". Così il ct della Spagna Luis Enrique presenta ai microfoni di Sky Sport la semifinale di Euro 2020, in programma martedì sera alle 21 a Wembley. "L’Italia che gioca alla spagnola rende la partita molto più difficile ma anche spettacolare. Gli Azzurri giocano un bel calcio, palleggiano e sanno pressare bene. Sarà una partita divertente e intensa con due squadre che cercano di giocare allo stesso modo".

"Dovremo giocare ogni secondo al massimo"

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Parola di chi non ha dimenticato l'Italia. "Una nazione che amo in tutto e per tutto. Amo Roma e dispiace esserci rimasto solo un anno, adoro la gente, il cibo, la pizza, il gelato e ovviamente il calcio. Giocare contro l’Italia è sempre un piacere, ci ritroveremo da avversari anche a novembre in Nations League". Alla partita di martedì la Spagna ci arriva dopo aver giocato i tempi supplementari contro Croazia e Svizzera. Dopo la sfida dei quarti,il ct ha citato la memoria a breve termine dei pesci, chiedendo ai suoi di dimenticare gli errori e pensare solo agli ostacoli successivi. "Cosa non dovremo fare a Wembley? Sono certo che non faremo lo sbaglio di non giocare la partita dal primo all’ultimo minuto - risponde il ct - e di staccare la spina. Giocheremo ogni secondo al massimo, fedeli ai nostri principi di gioco. Di questo ne sono certo".

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C'è un'immagine su tutte che lega il Luis Enrique calciatore all'Italia: è quella dei quarti di finale di Usa '94, quando l'allora centrocampista del Barcellona uscì dal campo del Foxboro Stadium di Boston con la maglia insanguinata e il naso fratturato dopo uno scontro con Tassotti nei quarti di finale del Mondiale statunitense. "L'episodio di Tassotti fa parte della mia carriera - ammette - ho incontrato Mauro tempo fa e chiarito tutto. I miei giocatori neanche se lo ricordano". Dagli incroci del passato a quelli del presente. Quella tra Morata e Chiellini, compagni di squadra alla Juventus e avversari in nazionale, sarà una sfida nella sfida: "Non ho bisogno di parlare con Morata, ho bisogno di creargli gli spazi giusti - replica Luis Enrique - lui conosce benissimo Chiellini, sono amici e compagni di squadra. Non devo dirgli nulla, lo conosce meglio di me".

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Il ct spagnolo ha mostrato anche sui social la sua preparazione per il match con un tweet. "Ci prepariamo al meglio" le parole dell'allenatore con un selfie in allegato che mostra sullo sfondo due schermi con il quarto di finale tra la Spagna e la Svizzera. Dettagli che possono fare la differenza per Luis Enrique che, come Mancini, insegue la sua prima finale da commissario tecnico. 

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