Italia-Inghilterra, Southgate: "Non fischiate l'inno italiano, non ci aiuterebbe"

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Il commissario tecnico inglese ha stigmatizzato possibili mancanze di rispetto verso l'inno italiano: "E' irrispettoso e non servirà a intimidirli. I fischi potrebbero caricarli ancora di più". E sulla partita: "Siamo qui per vincere, vogliamo tornare a casa con la coppa tra le mani. Questo è il nostro momento per fare qualcosa di unico"

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L'Inghilterra è pronta a riportare in patria un trofeo internazionale dopo 55 anni, dopo quel Mondiale conquistato in casa nel 1966. Sarà ancora una volta Wembley il teatro di un possibile trionfo inglese. Ne è convinto Gareth Southgate, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida con l'Italia: "Siamo in finale e siamo qui per vincere. Vogliamo tornare a casa con la coppa tra le mani. Siamo pronti, i ragazzi sono abituati a giocare partite di questo genere. Vogliamo fare qualcosa di importante, qualcosa di unico. Questo è il nostro momento, quel che è successo in passato non è importante. Abbiamo rispetto per il passato, ma ora conta solo il presente". Southgate ha voluto anche stigmatizzare una possibile mancanza di rispetto da parte dei tifosi inglesi verso l'inno italiano: "Assolutamente sarà importante non fischiare l'inno, è irrispettoso e non servirà a intimidirli. Spesso quando fischiano il nostro inno in trasferta noi ci carichiamo ancora di più".

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Il commissario tecnico inglese ha poi parlato del "Football's coming home", l'inno degli Europei 1996 che è diventato il grido di battaglia dei tifosi anche in questa competizione. Una canzone che però rievoca brutti ricordi in Southgate, che nel '96 sbagliò il rigore decisivo che decretò l'eliminazione dei suoi in semifinale: "Non l'ho voluto sentire per 25 anni perché mi faceva male. Messaggio un po' arrogante? Devi conoscere gli inglesi e la nostra storia per apprezzarlo, non c'è nulla di offensivo. Sicuramente c'è una grande atmosfera nel nuovo Wembley, è dove abbiamo iniziato tutti qualche anno fa: dà un'energia incredibile ai ragazzi, ci aiuta molto. È stato bello ricevere una lettera dalla Regina e dal Primo Ministro, è un segnale di grande riconoscenza per noi". Infine, Southgate ha fatto il punto sulle condizioni di Foden, ai box nell'ultimo allenamento a causa di una contusione: "Faremo un punto medico in serata con lo staff, il problema non sembra grave, valuteremo se potrà essere dei nostri o se resterà fuori".

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In conferenza stampa con il commissario tecnico è intervenuto anche il capitano dell'Inghilterra, Harry Kane. L'attaccante del Tottenham ha subito parlato del duello con Bonucci e Chiellini: "Sono due grandi difensori, hanno esperienza nelle grandi gare. Ho già giocato contro di loro e mi piace giocare contro i migliori al mondo. Non sarà una gara solo tra di me e loro, siamo fiduciosi, siamo carichi, siamo forti. Domani sarà Inghilterra contro Italia. E noi tutti abbiamo una grande convinzione in questa squadra, nella rosa che abbiamo. Crediamo di poter vincere". Tra i tanti messaggi di supporto ricevuti dai calciatori inglesi in questi giorni, ce n'è stato uno decisamente particolare, che Kane ha svelato: "Abbiamo ricevuto diverse telefonate da parte di ex giocatori. Ci ha anche chiamato Tom Cruise. Credo che si trovasse nel Regno Unito quando ci ha contattato via FaceTime venerdi' sera. Ci ha semplicemente augurato il meglio. E' stato un gesto simpatico da parte sua".

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