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Barcellona, Messi: "Juventus favorita per la Champions con Cristiano Ronaldo"

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L'attaccante del Barcellona commenta il colpo dell'estate messo a segno dei bianconeri: "Non me l'aspettavo. Ora sono loro i favoriti per la Champions, ma noi vogliamo far bene dopo 3 anni negativi. Il Real? È meno forte"

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"La Juve, con Cristiano Ronaldo, è la favorita per la Champions". A dirlo non è uno qualunque, ma colui che negli ultimi 10 anni ha sfidato, a suon di gol, CR7 per coppe, campionati e Palloni d'oro: Lionel Messi. L'attaccante del Barcellona ne è convinto e spiega anche il perché: "È uno dei migliori al mondo e i bianconeri erano già forti e candidati a vincere senza di lui - dice a Tot Costa, programma di Catalunya Radio -. La sua partenza rende meno forte il Real, ma rimane comunque uno dei club migliori al mondo, con dei giocatori in grado di rimpiazzarlo. Non mi aspettavo che Cristiano andasse alla Juve, c'erano tante squadre su di lui e quella di Allegri era la meno nominata. Sono davvero forti". La Pulga scarica la pressione addosso all'eterno rivale, ma non nasconde le ambizioni del Barça: "Vogliamo tornare a vincere in Europa perché sono tre anni che usciamo ai quarti di finale - continua -. L'ultimo anno è stato il peggiore per i risultati, ma abbiamo le giuste forze e motivazioni per lottare per il trofeo. In passato abbiamo perso contro l'Inter, ai tempi di Guardiola, o contro il Chelsea per dei piccoli dettagli. Ora ci sono club che spendono tanto, come i due di Manchester, il Psg e diverse squadre italiane. A Roma, nella scorsa stagione, non abbiamo avuto la forza di reagire, non sapevamo come fare, e abbiamo regalato due gol senza che noi facessimo nulla per impedirlo". Ora Messi ha più responsabilità per i blaugrana, essendo diventato capitano dopo l'addio di Iniesta, a ma lui non sembra pesare: "Per me è un onore - racconta il numero 10 -. Essere il capitano di questa società ha un grande significato, ma il mio modo di fare è lo stesso di prima. Sentivo l'importanza del club allo stesso modo di Xavi o di Andres".

"Non credo giocherò fino a 40 anni"

A Messi l'ossessione per la vittoria non è ancora passata, ma nel tempo ha saputo gestire il suo modo di reagire alle sconfitte: "Ho iniziato a prenderla diversamente quando è nato il mio primo figlio - spiega -. Soffro ancora, ma in due giorni mi passa. Thiago mi capisce e sa che, quando perdo, non bisogna parlarne. A me piace vincere sempre, anche se a volte faccio vincere i miei figli". Trionfo sempre con gli stessi colori addosso: "Sono qui da quando ho 13 anni e ho tutta la mia vita - aggiunge -. Sono nella miglior squadra del mondo, in una delle città più belle del mondo. Non c'è bisogno di andare altrove". L'argentino intende infatti restare in Catalogna per sempre: "L'idea è rimanere qui perché i bambini hanno i loro amici, la scuola e il cambiamento potrebbe essere difficile. Io non credo che giocherò fino ai 40 anni, ma non so quando smetterò. Quando non mi sentirò più in grado di giocare lo farò. Al momento mi vedo fino alla fine del contratto, poi parlerò con la dirigenza e vedremo il da farsi. Ma possono stare tranquilli con la cantera che c'è e gli acquisti che faranno". Proprio sugli ultimi arrivati si sofferma il più grande cannoniere di tutti i tempi del Barcellona: "Quello che mi ha impressionato di più è Artur - afferma la Pulga -. È molto simile a Xavi, gli piace avere la palla e giocarla, è molto sicuro di sé. Poi ai tifosi piace vedere giocatori che sanno giocare con il pallone, ma nel calcio di oggi è importante anche avere giocatori come Vidal, bravissimo fisicamente e tatticamente. Riqui Puig invece lo conoscevo perché, per un periodo, si era allenato con noi. È bellissimo che la società sia tornata a puntare forte sulla cantera". Chi invece non è più arrivato è Griezmann: "Ha preso la sua decisione".

"Non sono più ossessionato dal gol"

In chiusura Messi parla di come è cambiato il modo di giocare del Barça dopo la partenza di due terzi del centrocampo, Xavi e Iniesta: "Lo stile è rimasto uguale - afferma l'argentino -. Non ci sono giocatori come loro, ma giochiamo allo stesso modo. Personalmente non mi piace studiare i rivali prima di una partita, preferisco scoprirli mentre li affronto perché puoi aver studiato quanto vuoi, ma in campo possono succedere cose diverse. Non sono più ossessionato dal gol come prima. La verità è che mi piaceva e mi esaltava, ma ora preferisco fare assist che segnare". Chi finalizza i passaggi del capitano blaugrana è Suarez: " Dà un contributo alla squadra incredibile. Si muove da tutte le parti, viene a ricevere la palla e sai che è sempre un opzione utile". Il legame speciale sul terreno di gioco è anche quello con Jordi Alba: "So dov'è senza guardarlo - conclude l'attaccante blaugrana -. La nostra connessione è magica".