Ibra e il ritorno con la Svezia: "Avevo le farfalle nello stomaco". Poi si autoproclama Re

QUAL. MONDIALI
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L'attaccante svedese ha parlato delle sue sensazioni dopo il ritorno in campo con la sua Nazionale: "È stato emozionante, avevo le farfalle nello stomaco. Ci è mancato qualcosa a livello di gioco, ma era importante portare a casa i tre punti. Ora possiamo solo migliorare. E io posso ancora fare le mosse da ninja, anche se ho 39 anni". Poi si autoproclama Re sui social

IL RITORNO DI IBRA: SUBITO DECISIVO CON LA SVEZIA

Ibrahimovic is back. A quasi cinque anni di distanza dall'ultima partita con la Svezia, Zlatan è tornato a giocare con la sua Nazionale ed è stato subito protagonista. In campo praticamente per tutta la partita (sostituito soltanto nei minuti finali), contro la Georgia nella prima gara del girone B di qualificazione ai Mondiali del 2022 l'attaccante del Milan è risultato decisivo con l'assist per Claesson, che al 35' ha fissato il risultato sull'1-0 finale. Gioia ed emozione per Ibra, che al termine della gara ha parlato delle sue sensazioni: "Nessuna pressione - ha detto lo svedese intercettato da La Gazzetta dello Sport -, ma ero emozionato. Ho sentito le farfalle nello stomaco. È stato bello, una grande sensazione. Ci è mancato qualcosa a livello di gioco e probabilmente abbiamo rispettato troppo i nostri avversari, ma siamo uniti, lottiamo e ci aiutiamo tanto. La partita non è stata facile, ma portiamo a casa i tre punti ed è la cosa più importante. L'assist vincente? Claesson mi aveva appena chiamato dicendomi che era dietro di me. Io sapevo perfettamente dove fosse e gli ho dato il pallone all'indietro, così che potesse segnare. Tutto qui. Ora dobbiamo continuare così e stando più tempo insieme possiamo solo migliorare".

"Come ho cantato l'inno? Chiedete a chi mi stava vicino..."

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Come richiesto espressamente dal Ct Andersson, che aveva anche scherzato sulla partecipazione di Zlatan all'ultimo Festival di Sanremo, Ibra ha cantato l'inno nazionale svedese prima della partita. Per lui era la prima volta: "L'ho dovuto studiare e l'ho imparato, cantarlo è stato bello. Come ho cantato? Insomma, chiedete a chi era vicino a me...", ha sorriso l'attaccante. Che è poi tornato sull'assenza dei tifosi: "Il pubblico ci manca, manca l'adrenalina e il cuore che ci mettono i tifosi. Ormai sono abituato a giocare senza pubblico, succede anche con il Milan. Ma i tifosi ci mancano sempre: vogliamo avere il popolo svedese perché ci aiuta molto".

"Posso ancora fare le mosse da ninja, anche a 39 anni"

Intervenuto in conferenza stampa, Ibra ha commentato i suoi movimenti in campo: "Quando gioco cerco sempre di fare ciò che mi riesce meglio, ma non so mai cosa succederà in campo. Non programmo nulla e non penso di fare nulla prima, è puro istinto. Guardo la situazione e cerco di fare la cosa migliore in quel momento. Posso ancora fare quei movimenti, quelle cose da ninja: le ho ancora, credetemi, anche se ho 39 anni". 

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Infine Ibrahimovic, come di consueto, ha celebrato il ritorno in campo con la maglia della sua Nazionale sui social. E lo ha fatto a modo suo, autoproclamandosi Re di Svezia. L'attaccante ha infatti postato un'immagine accompagnata dalla seguente didascalia: "Re Carlo Gustavo XVII", in pratica il successore dell'attuale sovrano svedese, Carlo Gustavo XVI. "C'è il vecchio re e il nuovo re", ha concluso il solito Ibra. 

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