La Francia alza la soglia dell'attenzione in vista del quarto di finale del Mondiale 2026 contro il Marocco. Il Servizio di Intelligence Territoriale ha classificato la partita come un "rischio particolare" per possibili disordini nelle principali città francesi. Rafforzate le misure di sicurezza, soprattutto a Parigi, mentre sui social arriva anche l'appello alla responsabilità da parte della comunità italo-marocchina
La sfida dei quarti di finale dei Mondiali tra Francia e Marocco, in programma giovedì 9 luglio alle ore 22 italiane, rappresenta un "alto rischio" dal punto di vista dell'ordine pubblico, con le autorità francesi che hanno predisposto un importante piano di sicurezza. Secondo una nota del Servizio di Intelligence in Francia "la partita presenta un alto rischio aumentato a causa della posta in palio tra le due squadre. Qualunque sia il risutato, sono da temere i festeggiamenti in strada con materiale pirotecnico e possibili interruzioni della circolazione".
Il timore di nuovi disordini e il precedente del 2022
Per gli organi di sicurezza il rischio aumenterebbe ulteriormente in caso di qualificazione del Marocco alle semifinali, considerato il valore simbolico che questo risultato avrebbe per la comunità marocchina. Tra le principali preoccupazioni figurano anche possibili tensioni tra gruppi di tifosi e il rischio di azioni da parte di frange dell'ultradestra, che - sempre secondo la nota - potrebbero scontrarsi con i sostenitori marocchini al termine della partita. Tra le due squadre esiste anche un precedente, ai Mondiali del 2022. Dopo la semifinale vinta dalla Francia, si verificarono numerosi incidenti in diverse città francesi: lanci di mortai contro le forze dell'ordine, barricate, cassonetti e veicoli incendiati, atti vandalici in città e circa cento arresti. Anche la recente Coppa d'Africa, vinta proprio dal Marocco, aveva provocato festeggiamenti degenerati in scontri con la polizia in diverse città francesi. Episodi simili si sono verificati anche durante questo Mondiale: dopo gli ottavi di finale del 4 luglio ci sono stati disordini in varie località, con 12 agenti feriti, 44 veicoli incendiati e 32 arresti.
Sicurezza rafforzata in tutta la Francia
Già nei giorni scorsi il Ministro dell'Interno Laurent Nunez aveva inviato una direttiva a prefetti e forze dell'ordine chiedendo la massima vigilanza e di "mettere in atto le misure necessarie per prevenire, contenere e reprimere qualsiasi eccesso, con particolare attenzione al consumo di alcol, all'ostruzione delle carreggiate e alla criminalità che potrebbero accompagnare i festeggiamenti". A Parigi sarà predisposto uno speciale dispositivo di sicurezza: Place de l'Étoile verrà chiusa al traffico dalle 22, mentre gli Champs-Élysées resteranno accessibili ma costantemente presidiati. Saranno inoltre rafforzati i controlli nei trasporti pubblici e nelle principali zone di ritrovo dei tifosi. Complessivamente saranno impiegati quasi 5.000 agenti tra polizia nazionale e prefettura.
Dai social si accendono le tensioni
La nota dell'Intelligence evidenzia inoltre una crescente tensione sui social network. Nelle ultime ore sono circolati video e contenuti che mostrano provocazioni nei confronti dei simboli nazionali, come alcune bandiere marocchine bruciate, che rischiano di alimentare ulteriormente il clima di tensione. Inoltre il rischio è che tifosi algerini possano fingersi sostenitori marocchini per provocare ulteriori disordini.
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Le probabili formazioni di Francia-Marocco
L'appello dei giovani italo-marochini
Alla vigilia della partita è arrivato anche un messaggio rivolto alla comunità marocchina residente in Italia. Attraverso un comunicato, i giovani italo-marocchini hanno invitato tutti a vivere la sfida nel rispetto delle regole. Nel messaggio si legge: "Indipendentemente dal risultato, facciamo un appello alla civiltà e alla responsabilità. E' importante evitare di creare situazioni di disordine nelle nostre città. Manteniamo sempre il rispetto delle regole e utilizziamo questa occasione per dimostrare che è possibile vivere questi momenti senza creare confusione. Possiamo comprendere che questo messaggio possa non piacere a tutti, ma crediamo sia doveroso". L'appello è stato ripostato tra gli altri anche da Malika Ayane, cantautrice italiana di origini marocchine.
