Nations League, Italia: dov'è il gol? André Silva si vendica, Azzurri a secco

Nations League

Senza vittorie in gare ufficiali da ottobre 2017, gli Azzurri a rischio retrocessione in Nations League saranno obbligati a vincere in Polonia. Non paga la rivoluzione di Mancini: solo 167 passaggi effettuati nel primo tempo a Lisbona, nessun tiro nello specchio nella ripresa. E l'ex rossonero punisce i vecchi compagni Donnarumma e Romagnoli

GOL DI ANDRÉ SILVA, L'ITALIA PERDE IN PORTOGALLO

MANCINI E IL PROBLEMA DEGLI AZZURRI: "NON RIUSCIAMO A SEGNARE"

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"Per vincere bisogna segnare, dobbiamo ancora crescere. C’è poco da fare". Non può che ammettere gli errori del gruppo il Ct Roberto Mancini, lacune già accusate contro la Polonia prima della sconfitta a Lisbona contro il Portogallo. Un punto in due partite per l’Italia targata Nations League, mai inviolata la porta dell’ottimo Donnarumma ma pesa soprattutto il problema con il gol che rischia di diventare un’ossessione. Se al Dall’Ara il neoentrato Chiesa si era procurato il rigore trasformato da Jorginho, la sfida al da Luz orfano di Cristiano Ronaldo getta più di un’ombra su una Nazionale in costruzione e votata alle novità. Nemmeno il cambio di modulo e l’enorme rivoluzione (9 uomini su 11 cambiati rispetto a Bologna) hanno invertito una rotta che si fa preoccupante: obbligatorio vincere in Polonia il prossimo 14 ottobre, pena il 3° e ultimo posto nel girone che vale la retrocessione nella Lega B. E dopo il fallimento mondiale, un altro scivolone spaventa eccome chi ha già toccato il punto più basso del proprio calcio.

I numeri della crisi

A ribadire le difficoltà degli Azzurri pesa il digiuno di vittorie in gare ufficiali: l’ultimo successo targato Candreva risale al 9 ottobre 2017 in Albania, quando la Nazionale dell’ex Ct Ventura archiviò la fase a gironi delle qualificazioni mondiali prima di sbattere contro la Svezia. Un anno più tardi l’Italia dovrà imporsi a Chorzow: l’imperativo per Mancini è trovare rimedi a partire dal gol perduto, d’altronde la sconfitta in Portogallo è stata la prima gara della sua gestione senza reti all’attivo. Cinque i marcatori diversi nelle quattro partite precedenti con un sinistro bilancio: senza l’acciaccato Balotelli, tra campo e panchina il convocato più prolifico al da Luz era Chiellini con 8 centri, uno in più di Immobile. Poco importa se la squadra di Fernando Santos rappresenta la bestia nera più recente: l’Italia non ha calciato nemmeno una volta nello specchio nel secondo tempo, difficoltà già emersa nell’era Ventura dopo l’imperdonabile 1-1 contro la Macedonia che rimandò l’accesso ai playoff. Dati alla mano, il nuovo Ct ha alternato 10 diversi attaccanti varando nell’ultima uscita il 4-4-2 prima di chiudere con quattro punte (Berardi, Zaza, Belotti e Chiesa). "Con i due attaccanti abbiamo avuto più palle giocabili - ha notato il Mancio -, manca esperienza ad alti livelli ai nostri giovani ma dobbiamo trovare soluzioni per arrivare al gol. Resta un problema". Quasi un tabù per questa Nazionale, allarme di pari passo con i primi 45 minuti deludenti: solo 167 i passaggi effettuati dagli Azzurri, peggio era andata nell’ottobre 2016 contro la Spagna (1-1) quando il conteggio si arrestò a 154. Similitudini inquietanti per la nuova Italia che pretende tempo ma rischia di sprofondare ancora più in basso. "Le difficoltà ci sono, ora le conosciamo meglio. Proviamo a riaprire ogni discorso", le parole di Mancini che crede alla rinascita di ottobre.

La vendetta di André Silva

Detto dell’assenza di Cristiano Ronaldo, chi ha preso per mano il Portogallo a Lisbona è stato il redivivo André Silva. Nient’altro che una vendetta per l’ex milanista, attaccante 22enne che lasciò il segno per l’ultima volta in rossonero ad inizio agosto nell’International Champions Cup: un gol a tempo scaduto contro il Barcellona prima del trasferimento in Spagna al Siviglia complice l’arrivo di Higuaín. Prestito con diritto di riscatto fissato a 38 milioni di euro, addio temporaneo a differenza di Kalinic ceduto all’Atletico Madrid. A contribuire all’esilio nella Liga dell’ex Porto hanno contribuito le difficoltà nell'ultimo campionato (2 gol in 24 presenze) bilanciate dalle 8 reti in Europa League interrotta agli ottavi di finale. Schiacciato dall’astro nascente Cutrone e sacrificato da Gattuso, André Silva si è subito calato nella nuova realtà (tripletta all’esordio contro il Rayo Vallecano) prendendosi una bella rivincita con il calcio italiano: suo il gol vittoria segnato a Donnarumma e agli altri ex compagni Bonaventura e Romagnoli, difensore quest’ultimo che ha smentito lo scherzoso "Ti faccio gol" promesso nel tunnel prima del match. Niente male il bilancio in Nazionale dello scudiero di CR7: 13 centri in 28 partite, bottino che certifica l’identikit da attaccante di razza. Forse poco congeniale alla Serie A, tuttavia siamo certi che nessuno lo rimpiangerà al Milan?

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