Chelsea, Jorginho: "Sarri? Un rapporto normale, non vado a cena con lui"

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Il centrocampista del Chelsea spiega il suo rapporto con l'allenatore: "Nessuna relazione speciale, non vado a cena con lui. Credo che il suo gioco possa funzionare in Inghilerra, io cerco di lavorare duro"

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Jorginho e Maurizio Sarri. Un legame che si è instaurato a Napoli e che si è consacrato definitivamente al Chelsea, quando l'allenatore - appena arrivato allo Stamford Bridge - ha chiesto con insistenza alla dirigenza di comprare il suo pupillo. Ed è proprio il rapporto tra i due che ha innescato qualche discussione nell'ambiente dei Blues, con l'italo-brasiliano accusato di avere quasi un trattamento speciale. "Ma io non sono speciale - si difende il centrocampista ai microfoni del Guardian -. Sono un giocatore normale, come tutti gli altri. Non voglio neanche essere speciale, va benissimo essere uguale ai miei compagni". L'ex regista azzurro è stato beccato dai fischi del pubblico in occasione del match di Europa League contro il Malmö, spesso criticato per i suoi numerosi passaggi poco efficaci alla manovra offensiva, ma si è parzialmente riscattato firmando il gol vittoria nella trasferta contro il Fulham. "I tifosi hanno il diritto di dire ciò che vogliono - spiega Jorginho -. Questo mi dà anche la forza di lavorare di più, per far cambiare l'opinione che hanno su di me. Loro pensano che io sia l'uomo di Sarri, ma voglio mostrare loro perché piaccio all'allenatore, che sono un buon giocatore e hanno torto ad avere quell'atteggiamento nei miei confronti. Io credo in me stesso, so quanto lavoro e mi impegno per crescere. Quindi accetto le critiche, ma non le condivido. Continuo a restare calmo e lavorare sodo, con l'obiettivo di migliorare. Spetta a me farlo, ma credo che il gioco di Sarri possa funzionare in Inghilterra. È uno stile di gioco altamente organizzato, divertente per i sostenitori. Richiede tanto possesso palla e consente di controllare e vincere le partite, ma è normale che ci voglia del tempo perché tutti lo assimilino. Anche Guardiola ha avuto problemi nel suo primo anno, dunque perché non dovrebbe averli anche Sarri? Con lui ho una relazione del tutto normale. Non vado a cena con lui né vado a casa sua. Il nostro è solo un rapporto di lavoro molto professionale: mi spiega cosa vuole che io faccia e io cerco di metterlo in pratica sul campo. Sono solo un giocatore che può aiutarlo ad attuare nel migliore dei modi il gioco che lui vuole. Quando sbaglio, mi urla e mi rimprovera come fa con tutti gli altri. Non mi considero il suo ragazzo d'oro".

"Mia madre fondamentale per la mia carriera"

Sarri ha influito tanto nella carriera di Jorginho, ma non quanto la madre Maria Tereza Freitas, ex numero 10 del calcio dilettantistico nello stato brasiliano di Santa Catarina, che ha cresciuto da sola il centrocampista e la sua sorella maggiore, Fernanda. "Era una brava giocatrice, migliore di mio padre - aggiunge il giocatore 27enne -. È stata lei a portarmi in spiaggia quando ero piccolo, a insegnarmi la mia tecnica, i passaggi brevi, i cambi di direzione. Prendeva quegli allenamenti molto seriamente e si sarebbe arrabbiata con me se avessi commesso degli errori". È stata proprio sua madre a convincerlo a scegliere il Chelsea e respingere l'offerta del Manchester City, emozionandosi poi nel vedere il nome del figlio stampato sulle maglie dei Blues: "Si è resa conto che avevo raggiunto un livello che lei e tutta la nostra famiglia abbiamo sognato per anni - conclude il centrocampista -. Prima di questa esperienza ho affrontato dei momenti difficili. Lasciare il Brasile così giovane e salutare la mia famiglia e i miei amici per approcciare un'altra cultura non è stato affatto facile. Anche lasciare l'Italia non è stato semplice, ma avevo più esperienza e una famiglia intorno a cui appoggiarmi".

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