Pif, cos'è il fondo dell'Arabia Saudita che ha comprato il Newcastle. E che patrimonio ha?

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L'ufficialità in casa Newcastle è arrivata giovedì, passaggio di proprietà da Mike Ashley al Fondo per gli investimenti pubblici (PIF) dell'Arabia Saudita che acquisisce l'80% delle quote. Dall'operazione contestata in passato dalla Premier alla natura del consorzio legato alla famiglia reale di Riyad, facciamo chiarezza sulla questione che renderà il club inglese il più ricco del mondo

IL NEWCASTLE ACQUISTATO DAL FONDO SAUDITA

"La Premier League, il Newcastle United Football Club e la St James Holdings Limited hanno risolto la disputa sull’acquisizione del club da parte del consorzio composto da PIF, PCP Capital Partners e RB Sports & Media". L'ufficialità è arrivata giovedì, nota della Premier che prosegue: "Tutte le parti hanno concordato che l’accordo è necessario per porre fine alla lunga incertezza dei tifosi sulla proprietà del club. La Premier League ha ora ricevuto assicurazioni legalmente vincolanti che il Regno dell’Arabia Saudita non controllerà il Newcastle United Football Club". Dalle parole ai numeri: il Fondo per gli investimenti pubblici (PIF) di Riyad acquisisce una quota di controllo dell'80% del Newcastle in un'operazione dal valore di 300 milioni di sterline (circa 353 milioni di euro). Un affare accolto con gioia dai tifosi dei Magpies, ma che sta generando polemiche a livello internazionale. Facciamo ordine e proviamo a rispondere a tutte le domande legate al passaggio di proprietà.

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Che cos'è e di cosa si occupa il fondo PIF?

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La casa reale saudita ha acquistato il Newcastle

Si tratta del Fondo per gli investimenti pubblici dell'Arabia Saudita, un fondo sovrano che dall’inizio degli anni ’70 ha prelevato la maggior parte dei risparmi del Paese dalla vendita di petrolio. Il suo valore è stimato intorno ai 430 miliardi di dollari (circa 370 miliardi di euro), che evidenzia quanto l’operazione Newcastle possa essere irrisoria a bilancio. Da sottolineare come la maggior parte dei Paesi emergenti con grandi esportazioni di combustibili fossili abbia un fondo sovrano. Il governatore del Fondo, Yasir Al-Rumayyan, diventa presidente non esecutivo del club. Nell’affare hanno partecipato anche PCP Capital Partners, società di investimenti finanziari fondata dalla britannica Amanda Staveley che entra nel consiglio di amministrazione del Newcastle. Ne farà parte anche Jamie Reuben di RB Sports & Media, un’altra società britannica di private equity e proprietà di investitori miliardari.

Perché la trattativa è stata così complicata?

L’offerta era stata precedentemente respinta poiché la Premier League riteneva che il Paese saudita fosse uno dei principali sostenitori della pirateria online delle trasmissioni televisive della lega. E, inoltre, credeva che lo Stato avesse il controllo del PIF. Convinzioni abbandonate dalla Premier, che ha spiegato di aver "ricevuto assicurazioni legalmente vincolanti che il Regno dell'Arabia Saudita non controllerà il Newcastle United Football Club". Proprio questa settimana, dopo quattro anni e mezzo, il governo saudita ha accettato di revocare il divieto in Arabia Saudita all’emittente qatariota beIN Sports, ovvero uno dei principali detentori dei diritti televisivi nel Golfo e nell’Africa del Nord. E nel frattempo ha smesso di funzionare una rete pirata online, BeoutQ, che si pensava gestita dai sauditi.

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Il ruolo del principe ereditario: chi è bin Salman?

Classe 1985, Mohammad bin Salman Al Sa'ud è un membro della famiglia reale Al Sa’Ud, figlio dell’attuale re saudita Salman e principe ereditario nonché vice-primo ministro della difesa dell’Arabia Saudita. Se la Premier non ha registrato alcuna connessione tra il PIF e la famiglia reale, si ritiene che il fondo sovrano resti legato alla figura di Bin Salman. Ricorderete in passato il suo interesse per rilevare il Manchester United, corteggiamento che non andò a buon fine a differenza dell’operazione Newcastle. Insomma, come gli Emirati Arabi (Manchester City) e il Qatar (Psg), anche l'Arabia Saudita s’inserisce nel palcoscenico europeo tra i club più potenti. Non sono mancate le perplessità legate al principe ereditario e al Paese, alimentate dall’opinione internazionale sulle violazioni dei diritti umani (Amnesty e altre ONG da tempo sono schierate contro lo Stato) e sull’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi per il quale proprio Bin Salman è ritenuto il mandante dagli Usa.

Quali sono i piani del fondo saudita?

Il PIF sta investendo in città industriali di nuova creazione che stanno sorgendo in tutta l’Arabia Saudita, strategia inserita all’interno di "Saudi Vision 2030" ovvero un gigantesco progetto per diversificare l’economia del Paese nei prossimi dieci anni e sviluppare infrastrutture, sanità, turismo e istruzione. Si tratta di un piano di Bin Salman per "alleggerire" la dipendenza economica del Paese dal petrolio. Ricordiamo inoltre come anche l’Italia sia legata allo sport in Arabia Saudita: a dicembre, per la terza volta negli ultimi quattro anni, la Supercoppa si giocherà ancora a Riyad.

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Il Newcastle diventa il club più ricco del mondo?

Difficile quantificarlo ora, ma sicuramente il Newcastle ha il potenziale per diventarlo. Al netto di una fanbase importante e di un brand riconoscibile, la squadra inglese è stata acquistata dai più ricchi proprietari del calcio mondiale. Il processo sarà tuttavia regolamentato dai vincoli del Fair Play Finanziario, fondato su regole di "profitto e sostenibilità" per impedire ai club di accumulare perdite insostenibili. Una cosa è certa: grazie all’attenzione del vecchio proprietario Mike Ashley, contestato dalla tifoseria ma riluttante nell’affrontare operazioni onerose, il bilancio del club negli ultimi tre anni permetterà alla futura proprietà di investire subito oltre 175 milioni di euro in giocatori. Tradotto: i campioni potrebbero giocare presto a St James' Park accelerando la trasformazione del Newcastle. Sarà fondamentale la salvezza in questo campionato, dettaglio non da poco considerando come la squadra di Steve Bruce occupi il penultimo posto con 3 punti dopo 7 giornate. Al vaglio proprio la figura dell’allenatore, oltre al miglioramento dell’Academy e del centro sportivo, aspettando la sessione invernale di mercato che promette ricche novità.

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