Eroe dell'ultima giornata di Serie A, il portiere del Chievo ha stupito contro la Roma a dispetto dei suoi 38 anni. Carta d'identità ingombrante anche per Defoe, fresco di una doppietta nell'ultimo weekend di Premier League. In questa stagione non mancano i protagonisti senza età a tutte le latitudini del calcio
Cosa ci resta degli anni ’70? Calcisticamente parlando, la Serie A premia ancora portieri nati nella decade come Gigi Buffon nonché Bizzarri e Sorrentino, quest’ultimo protagonista nell’ultimo weekend di partite. Sicuramente un evergreen, di certo non l’unico monumento alla longevità in Italia e in Europa come nel resto del mondo. Questa stagione sta regalando una seconda giovinezza a tanti campioni over-35 -
Sorrentino e la super parata: "Da cartone animato. E pensare che mia madre..."
STEFANO SORRENTINO (1979, CHIEVO). Criticato solo una settimana fa dopo il 5-0 di San Siro, protagonista assoluto nella 16^ giornata contro la Roma: interventi a non finire per il portiere 38enne, valore aggiunto nello 0-0 strappato dal Chievo al Bentegodi. Collega degli eterni Buffon e Bizzarri, compagno di intramontabili del campionato come Pellissier e Gobbi: se i veneti di Maran presentano la rosa più anziana del torneo, Sorrentino ha smentito una volta di più la sua carta d’identità -
Chievo, Sorrentino: "Voglio giocare ancora fino a 40 anni"
FABIO QUAGLIARELLA (1983, SAMPDORIA). Coetaneo di Thereau e Pandev, rigenerati rispettivamente dal cambio di maglia e dalle novità in panchina, Quagliarella in realtà festeggerà i 35 anni il prossimo 31 gennaio. Certo è che l’attaccante allenato da Giampaolo viaggia a medie eccezionali: 9 gol in 15 partite, uno ogni 137’. Di questo passo è destinato a superare il suo primato di 13 centri raggiunto con Torino, Udinese e proprio Sampdoria addirittura dieci anni fa -
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RODRIGO PALACIO (1982, BOLOGNA). “El Trenza” è solo l’ultimo veterano rivitalizzato nel capoluogo emiliano, città che a poche settimane dai 36 anni gli ha ritagliato un ruolo di primo piano. Acquistato in estate a parametro zero dall’Inter, sua ultima destinazione dopo gli inizi italiani al Genoa, Palacio ha scalato le gerarchie di Donadoni che l’ha schierato in tutti i ruoli del tridente. Il risultato? Due gol e altrettanti assist il suo primo bilancio al Bologna -
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NICOLAS BURDISSO (1981, TORINO). Chi ha già spento le 36 candeline è il connazionale di Palacio, difensore con il quale condivide le esperienze tra Genoa ed Inter. Rimasto svincolato in estate e sbarcato a Torino l’ultimo giorno di trattative, Burdisso era inizialmente destinato a fattore d’esperienza nel reparto piuttosto che come titolare. Superati invece i giovani Lyanco e Bonifazi, l’argentino ha disputato dal 1’ le ultime 5 gare di campionato per volere di Mihajlovic -
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ALESSANDRO LUCARELLI (1977, PARMA). Intramontabili in A così come in Serie B: prendete i redivivi Domizzi al Venezia e Pasqual all’Empoli ma soprattutto il capitano del Parma, difensore che ha appena festeggiato il record di presenze nei campionati in maglia crociata. Simbolo del club che onora dal 2008, società risorta dal fallimento e dai dilettanti, il 40enne Lucarelli è titolare e già autore di 3 gol nel Parma che sogna il ritorno nella massima serie -
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ANDREA CARACCIOLO (1981, BRESCIA). Senza dimenticare mostri sacri come Brienza (Bari) e Gilardino (Spezia), la Serie B è l’habitat ideale per l’Airone dal volo infinito: sono 128 i suoi gol totali in categoria, bottino che lo colloca al 4° posto nella classifica all-time a -7 dal leader Schwoch. Un totem a Brescia, lui che in stagione ha già segnato in 9 occasioni (un gol ogni 130’) e che in maglia azzurra ha collezionato qualcosa come 175 reti. Serve aggiungere altro? -
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JERMAIN DEFOE (1982, BOURNEMOUTH). In attesa del 36enne Zlatan Ibrahimovic, appena rientrato dall’infortunio agli ordini di José Mourinho, un altro attaccante navigato funziona eccome in Premier League: oltre 200 reti in carriera per l’ex Tottenham e Sunderland, fresco dell’approdo alle Cherries e dell’ultima doppietta al Crystal Palace (da vedere e rivedere il gol del 2-2). Un bis riservato al 38enne Speroni, duello circoscritto agli over-35 -
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PETER CROUCH (1981, STOKE CITY). Un anno in più all’anagrafe di Defoe per l’altissimo centravanti dello Stoke, 201 cm che lo rendono il giocatore dalla statura più elevata di sempre ad aver indossato la divisa dell’Inghilterra. Un ‘9’ efficace a dispetto della mole sgraziata, d’altronde come Defoe ha collezionato reti a tutte le latitudini. Raramente una prima scelta per Mark Hughes, tuttavia va in gol ogni 131’ in campionato -
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BRUNO (1980, BRIGHTON). Più anziano di Crouch e Defoe è il terzino della neopromossa inglese, club dove milita dal 2012 dopo le stagioni tra Valencia ed Almeria. Punto fermo della squadra di Hughton, Bruno ha accumulato finora 15 partite e 1264’ ribadendo un’ottima integrità fisica. Non è un caso che sia il capitano e il leader dei Seagulls a caccia della permanenza in Premier League -
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ARITZ ADURIZ (1981, ATHLETIC BILBAO). Stagione fortunata anche per l’eterno Aritz, fresco del record di 18 reti complessive nella fase a gironi di Europa League. Centravanti sensazionale per longevità e senso del gol, Aduriz ha trovato la vera ribalta solo nella seconda fase della carriera: ecco perché a 36 anni vanta 16 centri totali in stagione e ben 159 in maglia basca, club dove ha scritto pagine memorabili non solo in Spagna -
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JORGE MOLINA (1982, GETAFE). Meno noto di Aduriz ma comunque efficace è l’attaccante 35enne, 4 gol nella Liga in forza al Getafe che vede il traguardo europeo. Punta di peso e capitano designato, Molina è arrivato tra i professionisti solo a 25 anni: ciò nonostante si è ritagliato due promozioni in A e 77 reti con il Betis Siviglia, numeri di spessore che intende bissare con la squadra madrilena -
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JOAQUÍN (1981, BETIS SIVIGLIA). Un altro evergreen dal buon rendimento è l’ex ala della Fiorentina, due stagioni positive primo del ritorno nel suo Betis nell’estate del 2015. Leader in pectore degli andalusi stabilmente a metà classifica, Joaquín divide l’attacco con altre conoscenze della Serie A come Tello e Sanabria. Intanto a 36 anni vanta 3 gol e 14 gare da titolare sulle 15 finora disputate -
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NALDO (1982, SCHALKE 04). Suo il gol del clamoroso 4-4 nell’ultimo derby della Ruhr, d’altronde il difensore brasiliano è abitualmente un fattore da palla inattiva. Sono addirittura 60 le sue reti segnate in Bundesliga tra Werder Brema, Wolfsburg e Schalke, club che l’aveva visto punire anche lo Stoccarda. Letale nel gioco aereo, devastante al tiro con i calci di punizione divenuti un incubo per i portieri tedeschi -
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BENJAMIN NIVET (1977, TROYES). Spostiamoci in Francia dove incontriamo un 40enne da vent’anni impegnato tra i professionisti. Nessuna intenzione di smettere per il trequartista e numero ‘10’ del Troyes, squadra invischiata nella lotta per non retrocedere. Chi contribuirà alla missione salvezza è proprio Nivet, uomo da 659 presenze e 117 gol in carriera. Numeri vertiginosi ancora da ritoccare -
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HILTON (1977, MONTPELLIER). Coetaneo di Nivet ma più “giovane” di oltre otto mesi è il centrale brasiliano, difensore dal 2004 di scena in Francia. Elemento d’enorme esperienza ma non per questo destinato ad un ruolo part-time: 12 presenze tutte da titolare, gradi che coprì pure in occasione dello storico titolo nel 2012. Aveva trionfato anche al Marsiglia, si è ripetuto nella favola arancio-blu -
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REMY VERCOUTRE (1980, CAEN). Proprio al Montpellier iniziò la carriera il “Sorrentino di Francia”, portiere dal 2014 in forza al Caen e dagli ottimi numeri in stagione: 17 incontri, 18 reti subite e ben 7 clean sheet alla difesa di una squadra dalla buona classifica. Fece incetta di titoli al Lione seppure occupando un ruolo da comprimario, ora si sta rifacendo con gli interessi a dispetto dell’età -
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SAMUEL ETO’O (1981, ANTALYASPOR). Non servono presentazioni per la leggenda camerunense, uomo dei record in Nazionale e nel calcio europeo dove ha vinto tutto con Inter e Barcellona. Oggi capitano e punto di forza del club turco recentemente separatosi da Leonardo in panchina, Eto’o ha racimolato in stagione 6 gol e 3 assist nell’Antalyaspor che fatica nei bassifondi. A brillare è piuttosto è il curriculum di Samuel -
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EMRE BELÖZOGLU (1980, BASAKSEHIR). Sempre in Turchia incontriamo un’altra ex pedina interista, 37 anni e quattro stagioni in nerazzurro ad inizio millennio. La carriera l’ha poi dirottato altrove senza perdere di vista casa prima al Fenerbahce e poi al Basaksehir, squadra appena eliminata dall’Europa League ma che vola ai vertici in campionato. E il suo capitano si è già ritagliato 5 reti nella prima parte della stagione -
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MBAYE LEYE (1982, EUPEN). Nella periferia del calcio europeo incontriamo attaccanti prolifici come lo svedese Hysen (9 gol al Goteborg) e il polacco Robak (10 reti con lo Slask Wroclaw), entrambi coetanei del 35enne senegalese da una vita di scena in Belgio. Qui viaggia a quota 8 centri in campionato, il doppio rispetto al capitano Luis Garcia (ex Espanyol): una coppia smaliziata ma efficace, poco importa dei 71 anni in due -
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SERGEY IGNASHEVICH (1979, CSKA MOSCA). Ha appena salutato la Champions ma affronterà l’Europa League l’eterno difensore russo, 38 anni dei quali 14 trascorsi con la maglia dei moscoviti per un totale di oltre 500 partite disputate. L’anno scorso ha dato l’addio alla Nazionale, non chiedetegli però di abbandonare il suo CSKA dove figurano anche i gemelli Berezutski, centrali e freschi 35enni -
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LUISÃO (1981, BENFICA). Altro difensore dai lunghi trascorsi è il capitano e leader delle Aquile, brasiliano che dal 2003 indossa la divisa biancorossa registrando numeri vicini a quelli del collega Ignashevich. Superfluo contare i titoli conquistati in Portogallo, piuttosto Luisão ha trovato spazio anche in Nazionale trionfando in Copa America e Confederations Cup. Intanto a 36 anni resta uno degli intoccabili del Benfica -
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ORGES SHEHI (1977, SKENDERBEU). Magari la squadra albanese ha archiviato in fretta l’avventura in Europa League, certo è che il suo portiere si è tolto la soddisfazione di affrontarla da neo 40enne. Parliamo di una gloria in patria, numero ‘1’ che esordì tra i professionisti nel 1994: i conti sono presto fatti. A proposito di longevità, nella competizione ha nuovamente risposto presente il 39enne Sasa Ilic del Partizan -
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RICARDO OLIVEIRA (1980, SANTOS). Dimenticate la sfortunata parentesi al Milan, macchia che l’ha bollato come meteora nel campionato italiano. A distanza di dieci anni, archiviati i passaggi in Spagna e negli Emirati Arabi Uniti, l’attaccante brasiliano ha ritrovato una seconda giovinezza nel club dove a 23 anni spiccò il salto verso l’Europa. Bastano i numeri: 41 gol complessivi in tre stagioni. Bidone a chi? -
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ANDRÉS D’ALESSANDRO (1981, INTERNACIONAL). Parlare di un’incompiuta in Europa è più corretto sia per Ricardo Oliveira sia per “El Cabezon”, addirittura insignito ad inizio carriera da Maradona. Poche gioie nei suoi trascorsi in Europa, molto meglio a Porto Alegre dove è diventato un simbolo e una bandiera tra gol e titoli in Brasile come in Sudamerica. A lui spetta il compito di riportare in alto il retrocesso Internacional -
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JOSÉ SAND (1980, LANÚS). Sfumato all’ultimo atto il trionfo in Copa Libertadores conquistata dal Gremio, l’eterno attaccante argentino si è piuttosto laureato capocannoniere della manifestazione con 9 reti. Niente male per un 37enne che in granata ha vissuto le migliori pagine della carriera (99 reti in 147 presenze). Intanto nella Serie B cilena non smette di segnare “El Loco” Abreu, 41enne giramondo e bomber uruguayano senza nessuna intenzione di smettere -
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TIM CAHILL (1979, AUSTRALIA). Da pochi giorni svincolato dal Melbourne City, icona eterna dell’Australia dove figura come massimo goleador di sempre (50 reti in 104 presenze). Centrocampista adattato a punta in Nazionale, d’altronde i numeri sono quelli da bomber consumato: prendete l’ultima doppietta che ha infranto la favola della Siria prima dell’accesso a Russia 2018. Qui lo rivedremo a 38 anni, jolly australiano dal gol facile e dall’esultanza da pugile -
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