Chiuso il girone di andata, quello che si appresta ad affrontare la prima di ritorno è un Milan molto diverso: ecco come sono cambiate le gerarchie, tra giocatori "ripescati" e altri non più così centrali
Milan nuovo per otto undicesimi rispetto a quello di un girone fa. Il 25 agosto 2019, a Udine, i rossoneri iniziavano (con una sconfitta) il loro campionato. Un girone dopo, alla prima di ritorno, è cambiato moltissimo: allenatore, sistema di gioco, giocatori, certezze. Solo 3 hanno conservato il posto, per il resto tanti giocatori “ripescati”, nuovi acquisti e qualche cambio di ruolo
All’andata, contro l’Udinese, era il Milan di Giampaolo: 4-3-1-2 con Suso trequartista, modulo poi rivisitato provando a passare al tridente. I rossoneri perdono la prima di campionato 1-0 (gol di Rodrigo Becao). Seguiranno due vittorie per 1-0 (contro Brescia e Verona) e poi il filotto di sconfitte (con Inter, Torino e Fiorentina) che farà crollare molte certezze in casa Milan
DONNARUMMA. Mai in discussione, portiere titolare che finora non si è perso una partita di campionato: la sua stagione inizia con il gol incassato da Becao, il primo dei 24 (in 18 gare) fin qui subiti
CALABRIA. A destra partiva titolare, nel corso del campionato Conti l’ha sorpassato e adesso i due se la giocano
MUSACCHIO. Sedici presenze, sempre da titolare: le uniche gare saltate sono quelle contro Genoa (squalifica dopo il rosso con la Fiorentina) e Lazio e Juventus (infortunio): per il resto, il Milan non ne ha mai fatto a meno
ROMAGNOLI. Accanto a Musacchio, al centro della difesa l’altra certezza del Milan che è cambiato è il suo capitano, sempre titolare senza saltare un minuto in campionato
RICARDO RODRIGUEZ. Era il terzino sinistro titolare, un girone fa, complice anche l’infortunio che teneva fermo Theo Hernandez. Dopo 5 partite è finito sul mercato: ha firmato con il Fenerbahce
BORINI. Nel centrocampo a 3 di Giampaolo partì titolare, alla prima contro l’Udinese: un’ora di gioco a cui si sommano i 10’ contro il Brescia nella partita successiva, poi solo panchina. Finito ai margini, e sul mecato, ha scelto di ripartire dal Verona
CALHANOGLU. Giampaolo lo schierò in mezzo al campo, non potendo contare su Biglia infortunato. In stagione ha giocato anche nel tridente, a sinistra, saltando solo una partita per squalifica. Non è più una certezza, nel “nuovo Milan”; e nel caso dovrà adattarsi a un nuovo ruolo
PAQUETA’. Il Milan puntava tanto su di lui, ma nelle ultime partite il suo minutaggio si è ridotto notevolmente. Dopo i 90’ da titolare contro il Napoli, alla 13.a giornata, l’esclusione con il Parma e appena 50’ in tutto nelle successive 5 partite, culminate con la panchina (senza nemmeno entrare) contro il Cagliari
SUSO. Era l’uomo in grado di garantire la scossa in avanti, dove molto dipendeva da una sua invenzione, una sua giocata illuminante. Si è spento lentamente, e nel Milan di oggi, che non contempla né il trequartista né attaccanti esterni, non è più centrale
CASTILLEJO. Titolare nelle prime due, dimenticato nel corso della stagione, quando è finito spesso in panchina senza neanche toccare il campo, nelle ultime 5 gare aveva messo insieme appena 15’. Per poi tornare titolare contro il Cagliari, con le sue caratteristiche che si sposano perfettamente con il nuovo modulo
PIATEK. Esattamente un anno fa (23 gennaio 2019, nel corso del mercato invernale) il Milan lo pagava 35 milioni al Genoa, dopo un avvio di campionato fulminante. Oggi, dopo che le promesse iniziali non sono state del tutto mantenute, se arrivasse l’offerta giusta partirebbe senza problemi. Fin qui appena 4 gol
Contro il Cagliari, all’ultima giornata d’andata, Pioli ha ridisegnato il Milan con il 4-4-2. In attacco tutto ruota attorno a Ibrahimovic, ovviamente, ma tanto è cambiato, a partire dalle nuove gerarchie: il risultato, vittoria per 2-0, è probabilmente il segnale che la strada può essere quella giusta per cercare di risalire.
DONNARUMMA. Dopo le 5 sberle rimediate contro l’Atalanta, è rimasto imbattuto per due partite, quelle successive all’avvento di Ibra
CONTI. A destra è ballottaggio. Contro il Cagliari ha giocato Calabria, infortunatosi nel finale e sostituito da Conti, poi titolare in Coppa Italia contro la Spal
MUSACCHIO-ROMAGNOLI. Il centro della difesa è l’unica zona che non è stata toccata: considerando anche Donnarumma, quel “triangolo” è rimasto fisso nel passaggio “da un Milan all’altro”
THEO HERNANDEZ. Ha impiegato poco a prendersi il posto. “Sponsorizzato” da Maldini, appena si è ripreso dall’infortunio alla caviglia che gli aveva fatto saltare l’inizio del campionato è diventato il padrone della fascia sinistra, dove assicura corsa, qualità e anche gol. Già 4 in campionato e un altro nell’ultima partita di Coppa Italia, contro la Spal
CASTILLEJO. Riscoperto dopo un girone quasi interamente trascorso in panchina, nel 4-4-2 la sua corsa e il suo dinamismo sono perfetti per occupare la fascia destra. Titolare contro il Cagliari, e di nuovo contro la Spal in Coppa Italia, dove ha trovato anche il gol
KESSIE’. Un altro che si è fatto largo ritagliandosi un ruolo diverso, proprio quando pareva che il Milan potesse fare a meno di lui. Affondato insieme a tutti gli altri nel centrocampo a 3, nel 4-4-2 ha ritrovato sicurezza e ora si candida a tornare un punto fisso
BENNACER. In mezzo, accanto a Kessiè, pare che sia lui l’uomo giusto, cresciuto nelle ultime partite dopo tanti alti e bassi nel corso della prima parte della stagione
CALHANOGLU. Contro il Cagliari ha giocato a sinistra sulla linea a 4 di centrocampo, venendo sostituito nella mezz’ora finale da Bonaventura (poi riproposto in Coppa Italia contro la Spal): un possibile ballottaggio, in quella casella
IBRAHIMOVIC. Nuovo totem dell’attacco, il 4-4-2 sembra disegnato apposta per dargli modo di essere terminale e, allo stesso tempo, spalla in grado di mandare in porta il suo compagno di reparto. Il “nuovo Milan” è sicuramente ripartito da lui
LEAO. Ed eccola, la spalla di Ibra. Spalla ideale perché con i suoi movimenti è il giocatore giusto per ronzare attorno a Zlatan e puntare poi la porta quando lo svedese accenderà la luce. E pensare che a inizio stagione non veniva quasi preso in considerazione…
