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Napoli, Insigne insostituibile per Gattuso: il confronto con Ancelotti

Serie A

Luca Cassia

©Getty

Protagonista nella vittoria in Coppa Italia contro la Lazio e applaudito dal San Paolo, "Lorenzinho" è tornato centrale nel suo Napoli. Schierato titolare 7 volte su 7 dall'avvento in panchina di Rino, che l'ha cambiato solo due volte dopo il 75', il capitano si è riscoperto insostituibile a differenza dell'era Ancelotti

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"Ti prometto che alla fine faremo un grande campionato e che tornerai a sorridere con noi". Ogni promessa è debito per Lorenzo Insigne, protagonista della riscossa del Napoli targato Coppa Italia. A segno dopo due minuti nel pazzo quarto di finale contro la Lazio, il capitano degli azzurri è stato grande protagonista con una prestazione a tutto campo: suo il gol decisivo, vero, ma semplicemente esaltante per leadership e sacrificio. Non sono passate inosservate le sue rincorse fino alla difesa, quasi un paradosso per chi è chiamato ad inventare nell’altra metà campo. E invece le parole rivolte al piccolo Mario, tifoso scoppiato in lacrime nel finale della gara persa contro la Fiorentina, hanno trovato fondamento nella gara super di "Lorenzinho" applauditissimo dal San Paolo. A semifinale raggiunta, lo stesso Insigne ha spiegato: "Sono più contento per la qualificazione che per il gol. Ci voleva, ringrazio i tifosi che sono tornati a sostenerci dal primo all’ultimo minuto. Bisogna continuare così, tutti insieme, per uscirne. Conosciamo gli errori fatti, ma stasera (martedì, ndr) deve essere l’inizio e non la fine del nostro percorso". Un discorso da trascinatore per chi, dall’avvento in panchina di Gattuso, ha ritrovato il sostegno del suo pubblico e un ruolo centrale in squadra. Lo spiega la differenza nella sua gestione rispetto all’era Ancelotti.

Con Ancelotti: 7 volte su 15 sostituito prima del 75'

Concentrandoci sui numeri di Insigne di questa stagione, balza all’occhio il diverso utilizzo di Carletto del numero 24 azzurro. Al netto del siparietto a Dimaro e delle parole dell’ex allenatore in estate, quando intervistato da Sky Sport sosteneva che "Lorenzo si trova a suo agio a sinistra ma per me può giocare in tutte le posizioni dell’attacco", il ricorso al 4-4-2 nella prima metà della stagione ha segnato il rendimento del suo capitano schierato come esterno sinistro. Ruolo e difficoltà ribadite dalle cifre: schierato 15 volte da titolare in 21 incontri del Napoli, Insigne si è visto sostituire in 7 occasioni prima del 75'. Cambio a precedere i tre quarti di partita che, nella maggior parte dei casi, può suonare come una bocciatura dopo una prova negativa: è accaduto in campionato contro Juventus e Udinese addirittura all’intervallo, ma in Champions i dati calano ulteriormente con solo 3 gare giocate sulle 6 totali del girone. Già, perché all’elenco si aggiungono le esclusioni: rimasto in panchina col Brescia lo scorso 29 settembre, tre giorni più tardi "Lorenzinho" si accomodò in tribuna a Genk per scelta tecnica. E se la sfida ad Anfield lo vide come spettatore a causa di un infortunio al gomito, l’ultima di Ancelotti in azzurro (4-0 al Genk al San Paolo) registrò il 28enne di Frattamaggiore in panchina per tutto il match. Forse l’immagine più fedele della prima metà di stagione di Insigne durante la gestione di Carlo.

Lorenzo Insigne osserva l'ex allenatore Carlo Ancelotti - ©Getty

Insigne centrale con Rino: titolare 7 volte su 7

La svolta risale all’11 dicembre con l’avvento di Gattuso, allenatore che spese subito parole importanti per il giocatore: "Insigne è un patrimonio del Napoli e devo riuscire a trasmettergli fiducia, a lui come a tutti. Lorenzo è il capitano e il simbolo di questa squadra, ma ho il dovere di recuperare tutti i giocatori e metterli nelle migliori condizioni possibili". Tradotto: il ritorno in campo al 4-3-3 e al ricorso di "Lorenzinho" come ala sinistra nel tridente. Il ruolo ideale per lui dalla squadra del cuore alla Nazionale di Mancini, ecco perché il rendimento torna ai suoi livelli: se il Napoli ha appena voltato pagina in Coppa dopo le difficoltà in campionato, Insigne è stato schierato titolare 7 volte su 7 da Rino a sostegno della sua centralità. E se la discriminante con Ancelotti erano le sostituzioni prima del 75’, il leader degli azzurri è stato cambiato solo due volte (al 79’ contro il Parma e al 77’ contro la Lazio) per riposare dopo incontri dispendiosi, certamente non come bocciature. Insomma, l’insostituibile Insigne si è ripreso la squadra e la città mentre Gattuso spiega: "Ho visto il veleno e una squadra disposta a sacrificarsi". Proprio come il suo capitano, trascinatore in Coppa realizzando i 3 gol che valgono la semifinale.

Con Ancelotti e Gattuso: i numeri di Insigne