Zaccheroni a Casa Sky Sport: "A Udine calcio innovativo, al Milan ho convinto i leader"

Serie A

L'allenatore si racconta a Casa Sky Sport: "A Udine l'esperienza più bella, dopo un periodo negativo rischiai proponendo il tridente e facemmo qualcosa d'innovativo. Al Milan provai a ripetermi, parlai e convinsi Maldini, Costacurta e Albertini che mi aiutarono e vincemmo lo scudetto. Ripresa campionato? L'intenzione è quella, ma ci sono dei rischi"

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Alberto Zaccheroni ha allenato le due squadre di Milano, la Juventus, la Lazio e il Torino ma ha incantato soprattutto con l'Udinese. Prima del grande calcio, tanta gavetta nelle categorie minori e poi la grande opportunità in Serie A proprio in bianconero. Lì ha messo in mostra un calcio innovativo, soprattutto dal punto di vista offensivo. "La mia esperienza più bella è stata all'Udinese – ha raccontato a Casa Sky Sport l'ex allenatore - Idea tridente? Giocavamo contro una Juve che veniva da sei gol segnati a Milano, in genere prima di partite così per le piccole squadre è vacanza perché si dà per scontata la sconfitta. Ho fatto una cosa che, se fosse andata male, probabilmente sarei andato a casa e avrei smesso di allenare. Ci lavoravo da tempo, ma la squadra non credeva in questa soluzione. Però non perché volevo per forza giocare con le tre punte, io costruisco le squadre cercando di sfruttare al meglio le caratteristiche dei calciatori. Ritrovai a Udine attaccanti come Poggi, Bierhoff e Amoroso e ho provato a farli coesistere. Amoroso venne da numero 10, però in Italia era diverso e giocatori come Baggio, Zola e Del Piero giocavano da seconda punta. Andarlo a proporre nell'Udinese era impensabile, anche perché Marcio aveva caratteristiche offensive. L'obiettivo era mettere insieme questi tre giocatori che non potevano allontanarsi dalla porta e l'unico sistema era farli rimanere nella metà campo avversario. Ma se si vuol limitare la loro fase difensiva, bisognava difendere con tutti gli altri e ancora oggi trovo difficile che una squadra possa supportare una cosa del genere".

"Come ho convinto i campioni del Milan"

 

Poi il salto nei grandi, dopo essere stato un innovatore Zaccheroni è stato chiamato per risollevare tante situazioni: "Quella non è stata una colpa mia. Dopo essere arrivato a vincere lo scudetto con il Milan, sono entrato in un calcio dove acquisiva sempre più importanza la figura dell'agente. Io non l'ho mai avuto, sono sempre stato chiamato direttamente dai vari Galliani, Bettega, Pozzo. Non ho mai allenato dove volevo, ma sempre dove sono stato chiamato. Il Milan? Provatevi a mettere nei panni di un calciatore che dopo un decimo e un undicesimo posto con Capello e Sacchi si vede arrivare un allenatore che non ha mai giocato a calcio e viene dalle categorie inferiori. Le possibilità sembravano poche, ma la squadra aveva tanta qualità. Mancava però quantità, tanti giocatori come Boban e Weah erano in fase calante e avrebbero smesso dopo pochi mesi. Per sostenere questa qualità bisognava convincere il gruppo, andai da Costacurta, Maldini, Albertini e li convinsi a passare al 3-4-3. Questi tre erano sempre davanti al gruppo e trascinarono gli altri, facemmo un lavoro straordinario".

"Il calcio vuole riprendere, ma ci sono dei rischi"

 

Sulla situazione attuale del calcio italiano, aggiunge: "Non so se si riprenderà o meno, vedo che però c'è l'intenzione di far ripartire il movimento. Ci sono aspetti economici importanti e dei criteri di merito per quanto riguarda l'aspetto sportivo. Sarebbe brutto per lo sport lasciare una casella vuota nell'albo d'oro. Poi, come detto, ci sono in ballo degli aspetti economici, quindi è giusto provare a ripartire. Ma credo che il rischio di sospensione sia veramente alto, dovendo decidere oggi. Se aspettiamo qualche settimana, magari ci sono maggiori possibilità di ripartire. Ho voglia di vedere le partite, ma dimentichiamoci di ritrovare lo stesso campionato. I calciatori hanno staccato, qualcuno è stato anche colpito dal coronavirus e altri hanno paura. Non è come un infortunio, quando uno è a riposo e gli altri sono disponibili. Oggi se c'è un positivo, tutta la squadra deve andare in quarantena: questo è il rischio da evitare".

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