Roma, passivo a 126 milioni: conti sempre più in rosso

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Continuano ad aumentare le perdite di bilancio in casa giallorossa: dalla relazione del consiglio d'amministrazione sulla situazione patrimoniale e finanziaria della società al 31 marzo 2020 emerge un passivo di 126,4 milioni di euro relativo ai primi nove mesi dell'esercizio 2019-20. Nello stesso periodo l'anno scorso la perdita era di 29,5 milioni

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Un aumento delle perdite di bilancio e casse sempre più in rosso: è quanto emerge dalla relazione del consiglio d'amministrazione sulla situazione patrimoniale e finanziaria della Roma al 31 marzo 2020. I conti riguardano i primi nove mesi dell'esercizio 2019-20 e raccontano un passivo di 126,4 milioni di euro, 97 milioni in più rispetto alla perdita di 29,5 milioni di euro dei primi nove mesi del precedente esercizio. Numeri che portano l'indebitamento complessivo del club a una crescita fino a 280,5 milioni. 

Roma in rosso: le cause

Nella relazione si sottolinea come il deficit economico e il deterioramento patrimoniale siano dovuti in particolare alla partecipazione all'Europa League, che ha generato proventi inferiori rispetto alla Champions, oltre che agli effetti negativi legati alla diffusione del Covid-19 sin dal mese di gennaio 2020, con la pandemia che ha impedito trasferimenti di giocatori durante la finestra invernale verso i paesi già in quel momento colpiti dal virus. Un chiaro riferimento alla mancata cessione di Pastore in Cina, praticamente già conclusa, alla quale aggiungere anche la minor produzione di plusvalenze rispetto al precedente bilancio (19 milioni - ottenuti dalle cessioni di Gerson, Marcano ed El Shaarawy - a fronte dei 76 della stagione precedente). Nel proprio documento, la Roma ricorda anche come si debba completare la stagione a porte chiuse, con un rilevante impatto negativo sugli incassi legati alla biglietteria. Nell'ipotetica circostanza in cui la Figc fosse costretta ad annullare la stagione sportiva, un riflesso negativo potrebbe emergere principalmente sui proventi residui da diritti tv, sponsorizzazioni e dall'attuale posizionamento in classifica, che comporterebbe la mancata qualificazione alla Champions League per il prossimo anno.

Dall'Europa League alle cessioni: le soluzioni

I dati previsionali attendono un peggioramento dei conti della Roma anche per il quarto trimestre dell’esercizio 2019/20, con "trend reddituale ancora negativo, deficit patrimoniale e un rilevante fabbisogno finanziario" si legge nella nota del club. Ad oggi la differenza tra ricavi e costi è superiore a 30 milioni, con la prima voce a 140,8 milioni e la seconda a 171,2 (ma inferiore rispetto ai 194,3 di un anno prima).  Alle porte ci sono il bilancio del 30 giugno e le soluzioni allo studio per rimettere in equilibrio la situazione: dal prosieguo del cammino in Europa League al completamento dell'aumento di capitale già deliberato, con 89 milioni versati su 150, tante sono le idee sul piatto. Finalizzate anche a scongiurare addii eccellenti in rosa e cedere invece gli esuberi. Intanto James Pallotta attraverso l'azionista di controllo indiretto As Roma Spv ha confermato il proprio impegno a fornire al club il supporto finanziario necessario per far fronte alle proprie obbligazioni di pagamento almeno sino al 31 dicembre 2020 e negli scorsi giorni è stata perfezionata la compravendita di crediti futuri per un valore complessivo di massimo 30 milioni di milioni. 

Il punto sulla trattativa con Friedkin

Nella relazione si parla anche del possibile aiuto economico di nuovi investitori. "Gli amministratori valutano che gli eventi e le circostanze descritte possano far sorgere dubbi significativi sulla capacità della società - si legge nella relazione - di continuare ad operare come un'entità in funzionamento e ritengono che, in considerazione del contesto, sussistano incertezze significative". Parole che richiamano il "no" all'ultima proposta del gruppo Friedkin, decretato una settimana fa da Pallotta dopo che la stima del club era passata nelle idee dell'acquirente da 710 a 475 milioni (a cui sommarne 100 per la ricapitalizzazione e altre spese che sarebbero toccate al nuovo proprietario) nell'arco di meno di tre mesi a causa dell'emergenza Covid-19. Ora quell'idea di Roma come laboratorio di calcio sostenibile, con più giovani e l'abbattimento del monte ingaggi, varata in risposta alla frenata nella cessione a Friedkin, passerà anche per l'esame del bilancio del 30 giugno.

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