Ibra-Lukaku, cosa rischiano dopo la rissa? I passaggi della giustizia sportiva

giudice sportivo
Lorenzo Fontani

Lorenzo Fontani

Lo scontro tra Ibrahimovic e Lukaku avrà naturalmente un seguito dal punto di vista disciplinare. Ma è difficile prevederne la gravità, soprattutto per Ibrahimovic. Tutto ruota infatti alle frasi dello svedese e al loro eventuale contenuto razzista. In ogni caso, questi sono i passaggi della giustizia sportiva

LUKAKU-IBRA, APERTA INCHIESTA FEDERALE

Domani (giovedì) si chiude il turno di Coppa Italia, quindi soltanto venerdì il Giudice Sportivo si esprimerà sulle gare dei quarti di finale con le sanzioni irrogate sulla base dei referti arbitrali. Nel dispositivo del Giudice sul derby ci saranno quindi le motivazioni delle ammonizioni a Lukaku e Ibra dedotte dal referto dell'arbitro Valeri, verosimilmente - per quanto riguarda lo scontro verbale e il testa a testa in campo - riassunte nella dicitura "reciproche scorrettezze". Soltanto a quel punto la Procura Federale deciderà se aprire una inchiesta, non prima, perché tecnicamente ad oggi non può escludere che l'arbitro abbia ascoltato e tradotto quel che è stato detto: se infatti Valeri avesse riportato le frasi dei due rivali il giudizio sarebbe stato già formulato dall'arbitro e non si potrebbe andare oltre. Ma l'ipotesi, considerata la concitazione del momento e le frasi in inglese, è abbastanza inverosimile.

 

Una volta acclarato che l'arbitro non abbia ascoltato e tradotto letteralmente le frasi, a quel punto la Procura potrebbe aprire un'inchiesta sulla base delle immagini, degli audio, delle notizie di stampa, ecc... (non ci sono limiti ai mezzi di prova in questi casi) ed eventualmente  per scrupolo convocare anche l'arbitro - oltre ovviamente ai diretti interessati e ai testimoni - per farsi raccontare cosa abbia sentito. A quel punto poi come sempre lo sbocco è o l'archiviazione o il deferimento al Tribunale Federale sulla base dell'articolo 28 del Codice di Giustizia Sportiva, che punisce i comportamenti discriminatori

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Oltre a quanto accaduto e visto da tutti sul terreno di gioco durante la quasi-rissa bisognerà poi capire se c'è stato dell'altro all'uscita dal campo e/o nel tunnel/spogliatoi. Dove gli ispettori della Procura federale (non l'arbitro, altrimenti avrebbe dovuto estrarre altri cartellini) potrebbero aver visto e sentito qualcosa di potenzialmente rilevante dal punto di vista disciplinare: in quel caso l'apertura dell'inchiesta sarebbe scontata.

Cosa si rischia in caso di frasi razziste

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Le sanzioni per i comportamenti discriminatori sono molto pesanti e oltre alla squalifica per almeno 10 giornate (che nel caso andrebbero scontate ovviamente in Coppa Italia) prevedono anche la possibilità di una punizione "a tempo", che in quel caso coprirebbe anche il campionato e, in estrema ma prematura ipotesi, eventualmente anche le Coppe europee.

 

Ecco cosa prevede l'art. 28 del Codice di Giustizia Sportiva

 

Comportamenti discriminatori

 

1. Costituisce comportamento discriminatorio ogni condotta che, direttamente o indirettamente, comporta offesa, denigrazione o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine anche etnica, condizione personale o sociale ovvero configura propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori.

 

2. Il calciatore che commette una violazione di cui al comma 1 è punito con la squalifica per almeno dieci giornate di gara o, nei casi più gravi, con una squalifica a tempo determinato (...)

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