Milan-Inter, la conferenza stampa di Chivu: "Thuram ha la febbre, speriamo di recuperarlo"
Le parole di Cristian Chivu alla vigilia della sfida fra Inter e Milan, partendo dalle ultime di formazione: "Thuram non si è allenato, ha un po' di febbre. Ma speriamo sia a disposizione e al 100%”. Calhanoglu sta bene". Sul derby: "Sappiamo tutti cosa rappresenta, dobbiamo essere sereni ma consapevoli che affrontiamo una squadra forte. Il Milan può metterci in difficoltà"
Termina qui la conferenza stampa di Cristian Chivu
Come sta vivendo Bastoni questo momento, tutti questi fischi? Ce ne saranno tanti anche domani. Può essere uno stimolo in più per fare ancora meglio, anche per i compagni visti molto vicini a lui in conferenza a Bodo?
"Sono cose che lui e noi non possiamo controllare. E' la conseguenza di quello che è accaduto, durerà un po'. Ci dispiace perché il calcio deve rimanere sempre un gioco, ma è una persona matura, forte, che sa quanto i suoi compagni contino su di lui. Il nostro rispetto e gli abbracci che gli mandiamo tutti i giorni gli danno forza e comfort. Le sue prestazioni a Lecce e a Como sono state ottime nonostante i fischi: questo fa vedere che, nonostante le difficoltà emotive che un giocatore può vivere anche senza tanta colpevolezza, riesca a esprimersi ad alti livelli"
Rispetto alla psicologia dei derby, partendo dalle esperienze a Roma, dove militavi con giocatori tifosissimi della loro squadra come Totti e De Rossi, e arrivando ad oggi, con Dimarco, Barella e Pio Esposito, questo tifo è meglio o potrebbe essere un'arma a doppio taglio?
"Sono giocatori professionisti che sanno l'importanza di un derby a prescindere dalla squadra per cui tifano. Quello che conta è la loro professionalità, il rispetto per i compagni, la società e i tifosi. Sappiamo tutti la maturità che dobbiamo dimostrare in determinate partite, per far vedere le nostre ambizioni e la nostra competitività"
Come sta Dumfries? C'è una possibilità che possa giocare dal primo minuto domani?
"Denzel sta meglio. Finora ha fatto 10 minuti contro il Bodo e mezz'oretta col Como. Si vede che è fermo da 3 mesi, gli manca ritmo, ma sta migliorando tutti i giorni perché si allena bene, si mette a disposizione del gruppo e sta cercando di recuperare il prima possibile la condizione fisica e mentale nel ritrovare il ritmo partita e le dinamiche del gioco, che sono diverse rispetto all'allenamento. Ha bisogno di giocare e ha bisogno ancora di minuti. Sono contento di averlo a disposizione perché uno come Denzel serve"
Siamo abituati a vedere Lautaro come punto fermo in queste partite. Questa volta non c'è: come sta supportando i compagni? Si aspetta qualcosa di più in questa partita dagli altri leader che stanno mancano un po', come Thuram e Barella?
"Lautaro sta migliorando ed è con noi tutti i giorni. Sta cercando di recuperare il prima possibile e di darci una mano. E' sempre presente con una parola, era con noi anche oggi a pranzo. Mi fap piacere perché si vede la leadership di un capitano che tiene a questa squadra e al buono fatto fino ad ora. Noi abbiamo a disposizione 25 giocatori e hanno l'obbligo e il dovere di tirare fuori sempre il meglio. Sono convinto che succederà sia domani che nel futuro prossimo"
Bonny è al 100? Lo schema visto a Como con una punta e due uomini sulla trequarti ad appoggiarla si rivedrà in questa stagione o era una risposta a un'emergenza?
"Ange sta bene. Si può fare. L'avevamo già fatto a gara in corso a inizio stagione e in qualche partita anche di recente. Era un'esigenza dovuta alle assenze, ai giocatori a disposizione e a preparare al meglio quello che il Como voleva fare: tanta densità in mezzo al campo, tanti trequartisti. Non me ne aspettavo così tanti, ha messo tanti centrocampisti, ma ci aspettavamo un gioco simile e dovevamo creare densità in quella zona del campo. Si potrà fare anche in futuro ma bisognerà lavorare di più sul modo di giocare. C'è bisogno di più tempo per preparalo al meglio"
Cosa pensi del calcio di Allegri e del suo percorso come allenatore? Che rapporto avete?
"Da che ha vinto 6 campionati e altri trofei, noi abbiamo solo da imparare come allenatore e come persona. Ho anche la fortuna di conoscerlo: ci siamo sentiti un po' meno ultimamente, ma ci sentivamo quando ero a Parma, era venuto a vedere un mio allenamento. Mi fa piacere avere a che fare con gente che capisce di calcio, che sa stare in determinate situazioni. Noi possiamo solo imparare da lui: ha tanto da trasmettere agli altri"
Il campionato dell'Inter è stato asimmetrico: l'ultima sconfitta è stata nel derby. Dopo quella partita ha convinto la squadra a dover alzare il livello dell'attenzione perché quello precedente non bastava ad essere dominanti come lo siete ora?
"Per me abbiamo fatto lo switch dopo aver perso 3-1 contro il Napoli. Il derby è stata la conseguenza di un episodio a nostro sfavore, ma la crescita era già evidente"
Com'è cambiata l'Inter rispetto alla gara d'andata? Situazioni come il gol preso in quella partita e quasi bissato tre giorni dopo contro l'Atletico Madrid ora sembrano eliminate. Ci sono altri aspetti?
"Dalle sconfitte bisogna sempre migliorare e imparare, perché ti permettono di analizzare più approfonditamente determinate cose, di capire con umiltà quello che si deve fare. Non a caso, in campionato dopo quella partita, ma anche qualche partita prima, ho visto una netta crescita da questo punto di vista. Mancava lo switch dal punto di vista mentale nel capire determinati momenti e di avere un atteggiamento positivo e concentrato durante i 100 minuti di una gara. Non a caso è seguita una striscia importante di partite fatte bene"
Viste le condizioni fisiche di Thuram, come sta vivendo il peso della responsabilità di Pio Esposito, che deve giocare il suo primo derby [da titolare] così giovane? Come lo vede? Cosa cambia nell'Inter nel giocare con lui anziché con Lautaro?
"Pio ha la fortuna di avere al suo fianco compagni che gli trasmettono serenità. La sua bravura individuale è capire la realtà in cui si trova, la determinazione e la cultura del lavoro. Non a caso sta facendo una stagione veramente impressionante per un giovane che l'anno scorso giocava in Serie B. Gestire la pressione di essere attaccante dell'Inter, le voci fuori, gli fa onore perché ha i numeri dalla sua parte e sta facendo una stagione importante. Sono tutti bravi spalle alla porta. Pio non ha la velocità di Marcus o Bonny, ma è bravo a salire, a fare le sponde giuste, a riempire l'area. Lui è devastante in area, di testa ma anche di piede. E' furbo nonostante la giovane età. Ci godiamo le sue caratteristiche e siamo tutti molto contenti di quello che sta facendo in questo momento"
C'è un dato evidente: il Milan soffre particolarmente le squadre in blocco basso. Non è nella natura dell'Inter: visto la delicatezza dello scontro, che può valere un campionato, un approccio più accorto del solito da quel punto di vista è considerato per mettere in difficoltà il Milan?
"Quello che conta sono i momenti della partita e come gestirli. Devi fare del tuo meglio nel capire cosa si deve fare in un determinato momento. Credo che nella partita di andata loro ci abbiano costretti a difendere in blocco basso nel primo tempo. Non c'entra un approccio o una preparazione al piano gara: bisogna vedere anche quello che fa l'avversario, capire i momenti consapevoli dei suoi punti forti e cercare di non fare errori che lo mettano in condizione di sfruttare le loro caratteristiche. Questo non vuol dire che avremo un atteggiamento passivo. Speculare su una partita del genere non fa per noi, ma credo che siamo migliorati nel capire i momenti di una partita"
Il Milan dice da una settimana che questa sarà la loro partita della vita. Cosa ti aspetti dalla tua squadra?
"Mi aspetto convinzione, serenità, consistenza su tutte le cose buone che abbiamo fatto oggi senza pensare alle statistiche degli ultimi due anni in queste partite, senza guardare quello che è accaduto. Quello che conta è la nostra crescita in questa stagione: prendo come esempio gli ultimi 3 mesi perché abbiamo fatto cose importanti, abbiamo saputo reagire a qualche sconfitta e delusione come la partita contro il Bodo. Ma questa squadra si è costruita dal punto di vista mentale una convinzione che le permette di affrontare tutte le partite nella stessa maniera"
Quanto conterà l'aspetto psicologico di questa sfida? Sono quasi due anni che l'Inter non vince un derby. I giocatori più importanti del gruppo hanno vissuto questi due anni. C'è stato un periodo così anche per il Milan, quando ha perso 6 derby consecutivi. Si parlava di 'sindrome da Inter'. Questa squadra come affronterà questa sfida psicologicamente?
"Da inizio anno abbiamo fatto preparazione mentale per tutte le partite a prescindere dall'avversario e credo che siamo cresciuti sotto questo punto di vista, siamo migliorati, abbiamo un approccio diverso alle gare perché non sottovalutiamo e non sopravvalutiamo nessuno. Quello che conta è la gestione di quello che siamo noi e che vogliamo fare senza perdere di vista la realtà di una partita né sottovalutare o sopravvalutare l'avversario. Credo che l'identità e le ambizioni che ci siamo costruiti meritatamente quest'anno ci permettano di essere sereni e consapevoli del fatto che affrontiamo una squadra forte, che ci può mettere in difficoltà, che ha un cammino in questa stagione molto forte. Hanno perso solo due partite fino ad ora, hanno giocatori top dal punto di vista individuale, ma noi dobbiamo essere la miglior versione di noi stessi, sereni, consapevoli della partita e di quello che vuol dire giocare un derby"
Come sta la squadra a livello fisico, in particolare Calhanoglu? Lo ritiene pronto dopo aver giocato un po' col Genoa e un'ora col Como? E' pronto a tornare dall'inizio?
"Stanno abbastanza bene, dopo il Como si sono allenati bene. oggi Marcus [Thuram] ha un po' di febbre e non è riuscito ad allenarsi: speriamo che domani sia al 100% e a disposizione del gruppo. Calha dà segni di miglioramento fisico e nel ritmo della partita. Quell'ora a Como gli è servita, vediamo domani: sarà disponibile"
Con 2 risultati su 3 a disposizione, che approccio vuole alla partita? E' più il rischio o il vantaggio di provare a gestirla?
"Non possiamo cambiare quello che abbiamo fatto di buono, la nostra identità che abbiamo cercato di sostenere dall'inizio. Dobbiamo essere bravi a capire i momenti e l'avversario senza perdere quello che ci ha permesso di avere dei buoni risultati"
Dalla partita di andata contro il Milan, l'Inter ha cambiato passo in modo netto, con 14 vittorie nelle successive 15 partite. Che significato ha la gara di domani alla luce del percorso fatto da allora?
"E' un derby e sappiamo tutti quello che rappresenta per due squadre forti della stessa città con grandi ambizioni. Dobbiamo mantenere il buono fatto fino ad ora, cercare di essere competitivi, cercare di essere una variante che ci permetta di esprimere al meglio quella che è la nostra crescita ultimamente"
Inizia la conferenza stampa di Cristian Chivu
Cosa ha detto Allegri
Aspettando Chivu, ecco cosa ha detto Massimiliano Allegri in conferenza: "Affrontiamo la squadra più forte del campionato e cercheremo di fare risultato. Nel post-partita si vedrà come saremo messi". Sui singoli: "Deciderò chi gioca tra Bartesaghi ed Estupinian, che sta crescendo di condizione come Leao e Pulisic". E sul suo futuro: "Sto bene al Milan, ma fino a quando non abbiamo raggiunto la Champions dobbiamo pensare al presente".
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