Juventus-Sassuolo, Spalletti: "Ora serve saper scegliere. Vlahovic e Thuram da valutare"
L'allenatore bianconero alla vigilia del Sassuolo: "Sarà importante riconoscere scelte e momenti. E le partite cambiano spesso nei finali coi cambi. Vlahovic e Thuram? Valuteremo se convocarli". Sulla scelta del portiere: "A Di Gregorio ha fatto bene stare fuori". E sul rinnovo: "Totale disponibilità a sentire cosa vuole dirmi la società". Juve-Sassuolo è in diretta sabato alle 20.45 su Sky Sport Calcio, Sky Sport Uno, Sky Sport 4K, Sky Sport 251 e in streaming su NOW
Spalletti: "Mancano nove partite, bisogna saper scegliere"
Spalletti: "Tridente con Boga? Non ho un disegno definitivo"
Termina qui la conferenza stampa di Luciano Spalletti
Quali sono le qualità che dovrà avere la Juve nella lotta Champions?
"Dovrà continuare ad essere squadra, preparandosi bene le partite nella testa e sapersi prendere dei rischi. Mi fa piacere dire che Fabio Grosso è un allenatore bravo, perché guardo le partite degli allenatori che andiamo ad affrontare. Il Sassuolo è una delle squadre migliori per idee di calcio e riconquista del pallone, ma anche nella costruzione dal basso sanno cosa fare. Dovremo essere bravi dandogli campo ma anche aggredendoli. Ci sono delle insidie nel fare questo: serve allenarsi bene e avere tra di noi il massimo aiuto"
La Juve ha un falso problema relativo al centravanti?
"Ormai ci sono momenti dentro le partite dove ci sono caratteristiche precise. Quando una squadra ti aspetta, tu ti trovi a giocare in un 'vicolo'. C'è il centimetro, l'anticipo di un attimo e lì la forza fisica assume una valenza. Si va a sgomitare per questo attimo che devo ritagliarmi. E poi dipende tutto dall'episodio. Siamo indietro nel calcio europeo, siamo fuori dalla Champions e si traggono sintesi che sono fuori dalla realtà. Pensiamo a quello che è successo a noi con le due espulsioni: non siamo inferiori al Galatasaray, ma è quel momento che ha deciso la qualificazione. Non è il livello del calcio, ma la scelta del momento. Non si deve ragionare in modo superficiale, perché si toglie valore che la nostra Nazionale ha e lo farà vedere"
Arrivare o meno in Champions quanto può cambiare il suo futuro?
"Cambia tutta la prospettiva di un calciatore ed è bello subire questa pressione, che è un privilegio solo per chi ha una storia da onorare e scrivere. Per noi deve essere bello vivere questo momento. Ci sono anche dei rischi, ma è lì ciò che definisce una squadra e come affronta questo rischio. E poi ci sono i nostri tifosi: dobbiamo rendere conto che siamo disposti a tutto per il risultato della squadra ma anche per i nostri tifosi venuti ad esempio a Bodo. Dobbiamo fare di tutto per dargli questa gioia"
L'allenatore cosa può fare sulla scelta di un giocatore?
"I migliori margini di miglioramento stanno anche nella vita e l'errore tecnico fa parte del gioco. Saper scegliere bene migliora tutto a partire da un passaggio positivo. Penso migliori l'identità di gioco quando si parla di scelte fatte bene. Non è un dettaglio saper scegliere quello che vai a fare. E scegliere è un verbo troppo importante: devi essere bravo e saper prevedere quello che fanno compagni e avversari. La scelta viene prima del gesto tecnico, perché facilita lo stesso gesto"
La società le ha garantito una Juve ancora più forte?
"Parlare ora dei prossimi calciatori della Juve, avendo ancora un contratto da firmare, mi fa sentire un po' idiota... Avevo detto che c'è tutto il tempo da qui a fine campionato. Ci sono cose che vanno valutate, si va più avanti nelle cose. E quindi, visto che settimana prossima c'è più tempo, probabilmente si parlerà anche di questo. Ma chi parlerebbe di mercato al mio posto? Mi devo creare questa difficoltà? Voglio bene ai miei calciatori e, se fossi l'allenatore della Juventus, mi dispiacerà sostituirli"
Come sta vedendo Miretti?
"La Nazionale è uno stimolo per tutti. Lui è un connettore di gioco, si rende conto dove sono gli spazi e gli avversari. Si trova a suo agio in più posizioni, secondo me ha fatto molto bene perché quando è entrato ci ha dato una mano. Forse per il suo impegno meritava qualcosa di più da parte mia. Ora ha una qualità fondamentale: ha una mappatura completa del calcio, è un ragazzo che ha ulteriori margini importanti di crescita"
Ci sono stati passi in avanti tra lei e la società in materia di rinnovo?
"Sì, mi sembra aver individuato un momento adeguato con la sosta per la Nazionale. Da parte mia c'è tutta la disponibilità a sentire cosa vuole dirmi la società"
Ci sarà ancora Perin in porta?
"Ora sono entrambi al top come condizioni. Questo periodo a Di Gregorio ha fatto bene, probabilmente non gli era mai capitato di restare fuori qualche partita. L'ho visto determinato. Qualsiasi portiere sceglierò, riceverò risposte positive"
Domani ci sarà una prima punta come David o sarà riproposto il tridente con Boga?
"Si potrebbe partire così, ma non c'è un disegno definitivo. A volte si sceglie di lasciar fuori il margine che può rompere il ritmo della partita. Non ci sono più 11 giocatori in campo, ma ce ne sono 16. E le partite cambiano spesso nei finali di gara, dove spesso ci sono dentro le sostituzioni effettuate"
La Juve è la squadra con più dribbling tentati in campionato: quanto c'è di Spalletti e dei giocatori in questa scelta?
"Lo potremmo abbinare al fatto di come si devono allenare i giocatori. Se un ragazzo sa fare veramente bene una cosa, bisogna lasciargliela fare. E avere specialisti nell'uno contro uno, che va oltre la tattica e il collettivo, ti offre soluzioni nell'immediato. Abbiamo calciatori con queste buone qualità, l'ultimo in questo senso è stato Boga ed è stata brava la società a individuarlo"
Si rivedrà Vlahovic in panchina? E come sta Thuram?
"Valuteremo bene insieme, poi usciranno le convocazioni e lo saprete... Abbiamo ancora domattina, c'è qualche acciacco. Si andrà all'ufficialità nella giornata di domani. La panchina è sempre stata di grande aiuto, perché spesso ha offerto le soluzioni per sbocchi differenti"
C'è un dettaglio su cui vi state concentrando nella lotta Champions?
"Diventano fondamentale le scelte a nove partite dalla fine e soprattutto all'interno delle partite. Non potremo giocarle sempre meglio dei nostri avversari, ma diventa importante saper riconoscere i momenti per avere risultati importanti. E quindi bisogna saper scegliere"
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