Milan, Amorim: "Sono qui per vincere, voglio una squadra dominante e tenere Modric"
È stato Gerry Cardinale a introdurre la prima conferenza di Amorim: "Molto è cambiato, vogliamo riportare il Milan la suo glorioso passato". Il portoghese ha toccato molte volte il tema del gioco: "Bello e dominante". Su Ramos: "Credo tantissimo in lui, avete visto cosa ha fatto contro la Croazia?". Su Leao: "Giocatore con la G maiuscola"
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Alla conferenza stampa di presentazione di Ruben Amorim era presente anche il proprietario del Milan, Gerry Cardinale, che ha introdotto il nuovo allenatore e lanciato un chiaro segnale: "Vogliamo riportare questo club al suo passato glorioso, con un calcio offensivo e bello da vedere". Poi il patron rossonero ha rivendicato la sua riorganizzazione societaria: "Abbiamo fatto sei mesi di meeting concentrati in un mese. Ho preso le mie persone migliori e le ho portate al Milan". Nel VIDEO il suo discorso integrale
Cardinale: 'Riportiamo il Milan al glorioso passato, voglio un calcio offensivo'
Vai al contenutoTermina la conferenza di Amorim.
Quali sono gli sbagli che non vuole ripetere? E cosa le ha insegnato Manchester?
"È difficile spiegare gli errori, dovrei spiegare tutti i contesti. Ora sono al Milan e voglio parlare del Milan. Posso dire che ho imparato tantissimo, a volte è così, devi imparare".
Quanti acquisti servono per fare il suo gioco?
"Ci sono giocatori che rimarranno con noi, come Chukwueze. Ci servono giocatori che facciano l'uno contro uno, come Saelemaekers. A sinistra potrebbe essere ancor più pericoloso. Abbiamo anche tanti giovani. Non ho idea di cosa accadrà, ma mi servono quei 5-6 giocatori che non erano in rosa e che troveremo in pre-stagione. Poco importa da dove arrivano; prima di guardare fuori dal club, guardiamo a chi c'è già".
Che differenza c'è tra giocare per vincere e giocare per non perdere?
"Posso dirvi il modo che voglio vedere io. Ho grande rispetto per Allegri e non voglio pensare a come giocava il suo Milan. È chiaro che ogni allenatore ha le proprie idee, è normale. Io voglio giocare con la palla, recuperare palla velocemente, dominare sull'avversario, intrattenere i tifosi, un calcio bello da guadare".
Avete una deadline per la rosa completa?
"Il tema principale è averli il prima possibile, ma non si può fare tutto in pre stagione. Alcuni sono ancora al Mondiale, altri l'hanno appena finito e hanno bisogno di tempo per riposare".
Quanto peso avrà Pulisic nel suo Milan?
"Pulisic è un giocatore di grande grande talento. Si è fatto male al Mondiale, lo valuteremo, ma per il calcio qui in Italia è perfetto. Può fare la differenza. Ho idee molto chiare su come voglio vederlo in campo: piede destro sul lato sinistro è l'ideale, ma può giocare anche dall'altra parte".
Quanto tempo si dà per vedere il suo gioco?
"Spero possa vedersi qualcosa fin dall'inizio. Fin dalla prima partita bisognerà giocare in modo che l'impronta si possa vedere. È chiaro che non si può cambiare tutto in un colpo, ma a livello di gioco voglio partire in quinta".
Come pensa di relazionarsi ai giocatori? Cosa vuole dare a livello umano?
"La cultura portoghese è legata al sentimento, al contatto. Io sono questo tipo di allenatore. Il mio contatto sarà sempre da vicino coi miei calciatori, sempre onesto. Equo. E così che si ottiene la loro fiducia. È così che si rimarginano le piccole crepe. Mi piace il contatto umano. E poi serve anche la maniera più attraente possibile di giocare, e anche questo aiuterà".
Perché il tifoso del Milan deve fidarsi di questo nuovo progetto?
"So che può essere dura dal lato tifoso uscire da questo periodo. In questo momento devo convincere i tifosi, chiedo tempo di lavorare, non sistemeremo tutto in pochi giorni, ma posso promettere che darò il meglio di me, per il Milan. Si inizierà piano piano, lentamente. So di aver fatto errori nella mia carriera, tutti ne facciamo, ma l'idea di un percorso c'è. Idem sul come vogliamo giocare e che giocatori vogliamo avere".
Ci può parlare di Modric? Pensa che resterà? Ci ha parlato?
"Modric è un giocatore che vogliamo assolutamente tenere, ci ho parlato due volte e, se serve, lo rifarò di nuovo. È un punto fondamentale. Magari non giocherà tutte le partite, ma su di lui contiamo. Anche il board ci ha parlato, spero di averlo, anche a breve…".
Un portoghese a Milano ha fatto la storia, è José Mourinho. Avrà un approccio come lui?
"No, io sono completamente diverso. È chiaro che da lui ho imparato moltissimo, ma da allenatore non puoi copiare nessuno, devi essere te stesso. Ho tantissimo rispetto per Mou, penso di poterlo chiamare amico. Ma non aspettatevi che io sia come lui".
Lei è il primo allenatore presentato da Gerry Cardinale. È un vantaggio… Cosa ne pensa di questo? Arriverà anche un aiuto dal club sul mercato? E su Leao il Milan ha già deciso?
"Non voglio parlare dei singoli, posso solo dirvi che sono felice del team. Gerry è qui con me per farci vedere quanto ci tiene. Certo, ci saranno anche pressioni. Mercato? Bisogna adeguarsi al mercato. Ognuno deve fare il proprio lavoro e il mio è valutare la squadra, poi tutti noi ne parliamo per definire il collettivo migliore. Ripeto: sono contento della squadra che ho. Voglio vedere i singoli e tutta la squadra, comeno gioca, come reagiscono, se adorano il calcio e se vogliono restare qui".
Ha chiesto consigli ai suoi connazionali Fonseca e Conceicao? Spera di iniziare con un ambiente diverso da quello che hanno trovato loro?
"Ho scambiato idee, sì. Li conosco bene, anni fa eravamo rivali, quindi un rapporto c'era. Io però voglio fare le cose come le intendo io. Dopo le prime riunioni ho ricevuto tutte le risposte che volevo e sì, a livello di ambiente, mi sento molto a mio agio".
Cosa l'ha convinta del Milan? E come vuole giocare a livello di modulo?
"La prima cosa che ho pensato non è stata 'accetto perché è il Milan', sono onesto, ma al primo colloquio mi sono detto 'ok, è scattato qualcosa'. Ecco, il Milan mi ha offerto principi e valori che sposo. Gioco? Bisogna fare più gol, dobbiamo segnare".
Il suo grande obiettivo è la seconda stella del Milan?
"Bisogna vincere più partite possibili, e certo che vogliamo vincere la seconda stella, anche se sappiamo che sarà dura. La sfida più grande? È difficile dirlo ora. Ma l'obiettivo numero uno è dominare, essere una squadra di dominio".
Allo Sporting lei è stato anche un uomo di slogan… Ne ha qualcuno per il Milan?
"Ci sono frasi piene di significato, ma poi serve far corrispondere delle azioni concrete. Questa è sicuramente la sfida che cercavo. Posso dire questo: sono felice qui, sono felice quando provo a fare qualcosa, quando cerco una nuova sfida. C'è fame di successo e di vincere".
Cosa ne pensa di Goncalo Ramos? E pensa che giocherà con Leao?
"Non voglio parlare di singoli. Certo, sono giocatori forti, ma voglio guardare al lavoro di squadra. Chiaramente credo tantissimo in Ramos. L'avete visto con la Croazia, no? In Italia ci sono tante pressioni dei difensori e lui è uno che riesce a far gol nonostante quelle pressioni. Guardatelo giocare, è uno che si mangia due-tre difensori alla volta. È stato un processo rapido, è quello che voglio cercare di fare qui: dare forza. Leao? È uno dei nostri giocatori con la G maiuscola. Ma sono felice di tutto il team. Lo dico in italiano: sono un allenatore felice".
Ricorda un Milan del passato con grande ammirazione? Qual è il suo ricordo da milanista?
"Cardinale ha detto che vogliamo fare un bel calcio, quindi niente pressioni eh… (ride, ndr). Il bel calcio è sicuramente importante, ricordo il Milan di Sacchi che rivoluzionò il gioco. Ricordo anche Capello e una squadra incredibile. Il passato del Milan è tutto l'insieme dei giocatori, i Van Basten e i Gullit. Ma quando si fa riferimento al Milan si parla anche delle persone che lo hanno fatto. Seguo il Milan da quando ero giovane, sono un grande fan anche delle mie squadre portoghesi. Ricordo la finale Milan-Benfica del 1990. Ora che sono qui sento la responsabilità. So che è un campionato dove è difficile vincere, ma noi siamo qui non per giocare, non per non perdere, ma solo per vincere. Sarà una bella sfida".
Cosa ha sentito da questo club? L'ha percepito come una squadra, un'azienda o come una famiglia?
"Intanto mi scuso perché non parlerò in italiano, è una questione di rispetto verso la vostra cultura e imparerò il prima possibile. Per me è un onore essere qui, adoro Milanello, sento il calore della città. Milanello è semplicemente eccezionale. È un grande piacere essere qui".
Iniziano le domande per Amorim
Inizia la conferenza, prime parole affidate a Gerry Cardinale
"Buon pomeriggio a tutti. Questa è una giornata molto importante. Avete visto quante cose sono cambiate nell'ultimo mese, l'obiettivo era rivedere la nostra organizzazione. Per la prima volta da quando sono proprietario ci saranno molte novità. Il primo punto è stato guardare al meglio sul ruolo dell'allenatore. Quando guardo all'élite del calcio vedo un rapporto incrociato tra allenatore, proprietà e management. Abbiamo fatto sei mesi di meeting concentrati in un mese, ho incontrato persone straordinarie. Vogliamo ricostruire, rivedere e rafforzare questi rapporti. Il target è questo: vogliamo riportare il Milan al suo glorioso passato. Non dobbiamo giocare per non perdere, ma giocare per vincere. Questo deve essere il nostro stile: calcio offensivo, bello da vedere, un calcio eccitante. Vorrei creare questo. Dietro di me c'è tutto un team che sta lavorando a questo obiettivo. Abbiamo un team di grande profondità, è questa la parola giusta. Ho preso le mie migliori persone e le ho portate nella casa del Milan. Ora parola a Ruben".
Attesa un'introduzione di Gerry Cardinale prima delle parole di Amorim.
Tra pochi minuti inizierà la conferenza stampa di presentazione di Ruben Amorim come nuovo allenatore del Milan.
Amorim tifoso rossonero, il post social
"Per tanti anni sono stato uno di voi, per questo farò del mio meglio per far vincere il Milan e passare molti anni qui con voi". Un assaggio social delle parole di Amorim.
Era il Milan la squadra della A che portava più giocatori al Mondiale: ben 10, di questi 5 sono ancora in corsa.
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L'accoglienza di Cardinale
Amorim è stato accolto a Milanello dal proprietario rossonero, Gerry Cardinale. Strette di mano, sorrisi e foto di rito: "Ehi, questo è il nuovo allenatore".
È il giorno della presentazione di Ruben Amorim come nuovo allenatore del Milan, conferenza stampa da seguire in diretta dalle 15.
