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Funerali Sandro Mazzola, l'ultimo saluto a Milano. FOTO e VIDEO

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Milano vive una giornata di lutto cittadino per i funerali di Sandro Mazzola che si sono svolti nella Basilica di Sant'Ambrogio. Un grande applauso fuori dalla chiesa per il feretro al momento dell'arrivo e dell'uscita intorno alle 16.10. In chiesa le parole del presidente dell'Inter Giuseppe Marotta e una lettera di Massimo Moratti letta da monsignor Carlo Faccendini che ha celebrato. Mazzola sarà sepolto nel cimitero di Monza

Lettera Marotta su Mazzola: "I campioni passano, gli esempi restano"

"Ed è qui che sento, come Presidente, il peso e la bellezza di un dovere: il mio e quello di tutti i dirigenti di questo Club. Custodire la memoria e trasmetterla. Perché, come scriveva Cicerone, la vita dei morti è riposta nella memoria dei vivi, e un Club non è grande per i trofei che conserva, ma per ciò che riesce a tramandare; un Club è tanto più grande quanto più sa far vivere il proprio passato dentro il proprio futuro. Per questo, ai ragazzi del nostro settore giovanile non dovremo mai insegnare soltanto a giocare a calcio. Dovremo raccontare loro di uomini come Sandro. Perché la memoria non è polvere da museo: è una lezione che cammina. Da Sandro dovranno imparare l'umiltà di chi non si sente mai arrivato, il rispetto per i compagni e per gli avversari, il sacrificio che precede ogni gioia, la cultura del lavoro, e l'appartenenza a questi colori, che non si indossano soltanto, si portano dentro. I campioni passano, gli esempi restano. E finché un ragazzo, indossando questa maglia, si ricorderà di Sandro, Sandro non se ne sarà mai andato. E i suoi valori vivranno in ognuno di loro, ogni volta che entreranno in campo con questi colori. Alla sua famiglia dico: il vostro dolore è anche il nostro, e il nostro affetto non vi mancherà mai. Perché certi uomini non finiscono, ma restano nelle notti di San Siro, nelle voci dei padri che raccontano ai figli, in ogni ragazzo che indossa questi colori sognando di non lasciarli mai più. Grazie Sandro per averci insegnato tanto e regalato tutto. Per sempre nostra Bandiera"

Lettera Marotta su Mazzola: "Ci lascia lealtà. coraggio e umiltà"

"A maggio tornò sul prato di San Siro, insieme ai suoi compagni della Prima Stella, Gianfranco Bedin, Renato Cappellini e Aristide Guarneri e il popolo nerazzurro lo accolse come si accoglie un pezzo di casa. A novembre festeggiammo insieme i suoi ottantadue anni, con tante vecchie glorie attorno a un tavolo. Fu una giornata semplice, in cui Sandro non era il monumento, ma uno di famiglia. E solo chi ha davvero scritto la storia sa tornare in mezzo alla gente con tanta semplicità. Sandro ci lascia tre eredità che nessuna classifica registra: la lealtà di una sola maglia, il coraggio di trasformare il dolore in forza, l'umiltà di chi non si è mai sentito un monumento. È questo che fa di un campione una bandiera, e Sandro lo è, e lo sarà per sempre

Lettera Marotta su Mazzola: "Il derby fu la sua sfida più bella"

"Fu un rivale leale. Aveva vent'anni quando, il 24 febbraio 1963, giocò il suo primo derby contro il Milan: segnò dopo tredici secondi. Da allora il derby fu la sua sfida più bella, con un rivale che divenne un amico: penso all'amicizia con Gianni Rivera, che sapeva di sfida e di rispetto. In azzurro vinse l'Europeo del 1968 e fu finalista al Mondiale del 1970: settanta presenze, ventidue gol. E fu soprattutto un uomo umile. Nel 2024, quando l'Inter conquistò la Seconda Stella, Sandro aveva più di ottant'anni e una storia che avrebbe potuto bastargli per sempre. Eppure visse la notte del derby del 22 aprile 2024, quella che diede all'Inter lo Scudetto, da tifoso, come uno di noi e ne parlò al plurale: eravamo stati i primi a portare la Stella a Milano, ed eravamo i primi a conquistare la Seconda. Il giorno dopo disse: «Sento il cuore che batte forte, quella maglia adesso ha ancora più colore». Un uomo che ha vinto tutto e si emozionava ancora come un ragazzo, è questo il segreto della sua grandezza.

Lettera Marotta su Mazzola: "Era un prodigio che la logica non sa spiegare"

"Con la maglia nerazzurra scrisse pagine indelebili: fu protagonista della Grande Inter di Helenio Herrera e del Presidente Angelo Moratti. Conquistò quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Nella finale di Vienna del 1964 firmò una doppietta contro il Real Madrid, e l'Inter salì sul tetto d'Europa. Quella squadra non vinceva soltanto: cambiava la storia del calcio, e lui ne era il volto e il talento. Ma la forza più vera di quell'Inter non stava solo nei trofei, stava nel legame che il Presidente Angelo Moratti aveva saputo creare: prima ancora di essere campioni, erano una famiglia, uomini uniti da qualcosa di più grande di ciascuno di loro. Sandro lo sapeva. Non giocava per sé, ma per i compagni, per quella maglia, per quella casa. Nella sua Inter il noi veniva sempre prima dell'io, e vincere significava, prima di tutto, essere squadra. Eppure Sandro non si lasciava racchiudere in numeri e ruoli. Era nove senza essere centravanti, otto senza essere centrocampista: ai ruoli preferiva il talento, agli schemi la fantasia. Non aveva il fisico del fuoriclasse né la postura: come è stato scritto in questi giorni, era un prodigio che la logica non sa spiegare. Un mingherlino che ci faceva sentire campioni. E accanto al fuoriclasse c'era l'uomo, tenace e dignitoso, capace di battersi per i compagni e di non abbassare mai lo sguardo".

Lettera di Marotta su Mazzola: "Non cercò di essere l'ombra di suo padre, ma di essere degno di lui"

"Aveva sei anni quando Superga gli portò via il padre, Valentino, capitano del Grande Torino, un nome pesante come una montagna. Sandro lo portò con sé con fierezza, senza farne mai un alibi, e trasformò quel peso e quella perdita in una promessa. Non cercò di essere l'ombra di suo padre, ma di essere degno di lui, e ci riuscì nel modo più bello: diventando se stesso. Quando il Presidente Angelo Moratti gli consegnò il primo stipendio da calciatore, Sandro lo portò a mamma Emilia. Lei guardò quella cifra e non ci credette: «Sono tanti soldi, si sono sbagliati». Sandro era cresciuto così, dando alle cose il peso dei sacrifici, e forse per questo non ha mai smesso di sentire il calcio come un dono". 

Addio a Mazzola, gli ex compagni Bedin e Muraro: "Persona speciale"

Tanti ex compagni di Sandro Mazzola presenti alle esequie alla Basilica di Sant'Ambrogio. Massimiliano Nebuloni ha avvicinato Bedin e Muraro che hanno parlato con grande affetto del loro ex compagno nell'Inter. IL VIDEO

Gianfelice Facchetti: "Ricordi di Sandro legati a quelli di mio padre"

Anche Gianfelice Facchetti a presenziare ai funerali di Sandro Mazzola e le sua parole a Massimiliano Nebuloni riportano al rapporto di Mazzola con suo padre Giacinto, scomparso ormai 20 anni fa. IL VIDEO

Ruggeri: "Primi miei ricordi Inter sono legati a Mazzola"

All'uscita dai funerali di Sandro Mazzola il tifoso nerazzurro Enrico Ruggeri parla dei suoi ricordi personali legati all'ex campione nerazzurro. Ecco il VIDEO

Lettera Marotta su Mazzola: "L'appartenenza non è una catena"

Anche il presidente dell'Inter Beppe Marotta ha voluto ricordare, al termine della celebrazione, la figura di Sandro Mazzola con una lunga lettera che è stata rilanciata anche dal sito del club nerazzurro: "Cari Ilaria, Valentina, Alessandro e Paolo: mi rivolgo a voi, nel ringraziarvi per avermi permesso in questa occasione di poter ricordare il vostro amato papà. Mi emoziona molto essere qui con tutti voi e con tutti coloro che non hanno potuto prendere parte alla cerimonia: siamo tantissimi, a testimoniare l’affetto che tutti noi abbiamo sempre avuto per Sandro e la sua famiglia. Sandro Mazzola è entrato in questa casa nerazzurra da ragazzo e ha scelto di restarci per sempre, e in questa scelta c'è una vita intera. Diciassette stagioni, una sola maglia, in un calcio che già allora offriva mille strade. E lo fece perché aveva capito una cosa oggi quasi rara: l'appartenenza non è una catena, ma una forma di libertà. Una scelta che non finì con l'ultima partita quando appese gli scarpini al chiodo, perché Sandro non lasciò mai l'Inter. Restò, come dirigente, a servire questi colori con lo stesso spirito con cui li aveva difesi in campo". 

La lettera di Moratti: "Raggiungi i campioni della Grande Inter"

"Ciao Sandro, grazie per l'eredità che ci lasci per il ricordo del tuo stile, della determinazione e caparbietà. Grazie per i gol bellissimi che ci hanno fatto gioire. Raggiungi i campioni della Grande Inter del cui prestigio godiamo ancora adesso. Troverai la pace dopo una vita tanto intensa e noi non ti scorderemo mai. Un bacio Massimo Moratti": è il pensiero dell'ex presidente dell'Inter Massimo Moratti letto da monsignor Carlo Faccendini, abate della Basilica di Sant'Ambrogio, al termine dei funerali di Sandro Mazzola

Alle 16.10 l'ultimo applauso a Mazzola: sarà sepolto a Monza

L'ultimo applauso della folla interista presente fuori la Basilica di Sant'Ambrogio alle 16.10 all'uscita del carro funebre dalla piazza fuori la chiesa. Sandro Mazzola, scomparso il 19 settembre a 83 anni, sarà sepolto al Cimitero di Monza. L’arrivo del feretro è previsto intorno alle 17: sarà accolto dal sindaco di Monza, da una rappresentanza dell’Ac Monza e dai gonfaloni listati a lutto in segno di vicinanza della città.

Il feretro di Mazzola esce dalla chiesa

Ancora tanti applausi per il feretro di Sandro Mazzola che lascia la Basilica di Sant'Ambrogio per l'ultima benedizione da parte di Monsignor Faccendini che ha officiato la cerimonia

Mons. Faccendini: "La sua umanità lo ha reso apprezzabile e amabile"

Alcune parole dell'omelia dei funerali di Sandro Mazzola dell'abate della Basilica di San'Ambrogio, monsignor Carlo Faccendini che sta officiando le esequie "Questo è il santuario di sant'Ambrogio e dei milanesi. Qui i milanesi ritrovano le radici religiose e civili. Milano e i milanesi dicono grazie a lui che ha dato prestigio alla città. È l'occasione per dire grazie e riconoscersi in un uomo e nei suoi valori. Non è solo un grande gesto di amore e solidarietà, ma anche un gesto di fede. In un'intervista ha raccontato di un incontro con Padre Pio insieme a Picchi, un racconto di freschezza e straordinarietà. Da quel momento Mazzola ha iniziato a pregare in ginocchio, una fede fresca e genuina", ricorda il monsignor che ripercorre la vita di Mazzola dall "infanzia rattristata dalla perdita del padre, i primi calci qui vicino, poi il rapporto fortissimo con l'Inter che per lui è stata come una mamma. È diventato un campione, i trofei e la staffetta con Rivera. La sua umanità che lo ha reso amabile e apprezzato da tutti. Ha avuto un fortissimo attaccamento alla famiglia che ha dato un grande equilibrio a Sandro con cui ha affrontato la stagione difficilissima della malattia in modo sereno. Oggi giunti al fischio finale consegnamo Sandro all'abbraccio del Signore". 

Funerali Mazzola, tifosi Inter applaudono delegazione Juventus

Dopo le polemiche di ieri per il mancato rispetto, di parte della curva della Juventus, del minuto di raccoglimento dedicato alla figura di Sandro Mazzola, prima di Juventus-Atalanta, oggi davanti alla Basilica di Sant'Ambrogio, l'amministratore delegato della Juventus Giovanni Carnevali e il ds bianconero Ricky Massara sono stati accolti dagli applausi di una parte dei tifosi dell'Inter. La Juventus, con una nota, si era dissociata immediatamente dal comportamento dei tifosi

Tifosi Inter fuori da Sant'Ambrogio

Cairo: "Mazzola bella persona legata sempre al Toro"

Le parole all'ingresso della chiesa di Sant'Ambrogio di Urbano Cairo, presidente del Torino: "In onore del papà, Valentino Mazzola, facemmo un torneo giovanile tra il Torino, l'Inter e il Venezia, nel quale giocava anche il nipote, che si chiama anche lui Valentino. Una cosa bella e lui era veramente contento del ricordo organizzato al Filadelfia per il papà. Poi l'ho sentito anche altre volte, una bella persona. E poi mia mamma, grande tifosa del Torino e di Valentino Mazzola, per lui aveva una simpatia speciale e lo chiamava 'Mazzolino'"

Scaroni: "Se penso a Mazzola penso alle sfide con Rivera"

Le parole all'ingresso in chiesa anche di Paolo Scaroni, presidente del Milan: "Se penso a Mazzola mi viene in mente Rivera e penso ai derby che già da giovane milanista vedevo"

Funerali Mazzola, striscione tifosi: "Il tuo nome nella storia dell'Inter"

"Il tuo nome resta tra le pagine della nostra storia. Il tuo ricordo nel cuore della nostra Curva. Ciao Sandro": gli ultras dell'Inter, nel piazzale antistante la Basilica di Sant'Ambrogio di Milano, salutano così con uno striscione Sandro Mazzola nel giorno del suo funerale. Presenti centinaia di tifosi che hanno voluto ricordare la bandiera dell'Inter scomparsa sabato a 83 anni. Tanti gli ex nerazzurri, tra cui Aristide Guarneri, campione d'Europa con l'Italia nel 1968 e due volte vincitore della Coppa dei Campioni con Mazzola, e poi Giuseppe Bergomi, Francesco Toldo e Ivan Ramiro Cordoba, Esteban Cambiasso. Anche Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto, ha fatto il suo ingresso in basilica, poco prima del presidente dell'Inter Giuseppe Marotta

Addio a Mazzola, Mancini da Coverciano: "Uniti al cordoglio dell'Italia"

Da Coverciano per la sua prima conferenza stampa dopo il raduno della Nazionale anche Roberto Mancini ha voluto ricordare in apertura Sandro Mazzola: "Volevo unirmi al cordoglio dell'Italia sportiva per la scomparsa di un mito come Sandro". 

Malagò: "Mazzola esempio per le generazioni di oggi"

Alle esequie di Sandro Mazzola anche il presidente della Figc Giovanni Malagò: "Mi ricordo Italia-Germania 4-3 quando avevo 10 anni, un motivo in più per essere spronati a fare bene sull'esempio di quello fatto da lui e dagli altri che ci hanno preceduto"

Funerali Mazzola, il lungo applauso accompagna il feretro in Basilica. Inizia la messa

Un lungo applauso sta accompagnando il feretro di Sandro Mazzola all'interno della Basilica di Sant'Ambrogio dove fra poco verranno celebrati i funerali dell'ex campione dell'Inter e della Nazionale

Arrivato a Sant'Ambrogio il feretro si Sandro Mazzola

Addio a Sandro Mazzola, lo Speciale di Sky Sport

Sky Sport 24 ha dedicato un’edizione speciale a Sandro Mazzola, morto a 83 anni. Nel VIDEO il ricordo scritto da Alessandro Biolchi, la testimonianza di Franco Bragagna, l’intervista realizzata a Mazzola nel 2019 da Giorgio Porrà

Addio a Sandro Mazzola, il ricordo e lo speciale di Sky Sport

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Funerali Mazzola, il ricordo di Marotta e Cordoba

Prima di entrare a Sant'Ambrogio per il funerale di Sandro Mazzola ai microfoni di Massimiliano Nebuloni le parole del presidente dell'Inter Giuseppe Marotta e dell'ex difensore nerazzurro Ivan Cordoba

Il saluto dell'Inter: "Ciao Sandro, bandiera eterna"

L'Inter ha reso omaggio all'uomo e allo sportivo Sandro Mazzola: "Leggenda nerazzurra, è stato uno dei più grandi giocatori di sempre. Lui è stato la storia dell'Inter: ci è entrato da ragazzino e non ci è più uscito. Una sola maglia per tutta la vita, un solo sogno. Herrera riuscì a costruirgli addosso il ruolo giusto, per un'esplosione incontrollabile nella Grande Inter"

È morto Mazzola, il ricordo dell'Inter: 'Ciao Sandro, bandiera eterna'

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Mazzola, un romanzo nel nome del padre

Impossibile, soprattutto oggi, non pensarli insieme, per la loro storia e per le loro carriere: Sandro e Valentino, un figlio e un padre, che hanno saputo elevare il pallone a livello dell'arte. Il ricordo di Giorgio Porrà su Sky Sport Insider

Mazzola, un romanzo nel nome del padre

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Funerali Mazzola, corone di fiori arrivate dalla Fifa e da Infantino

Mazzola, ultras Juve non rispettano minuto di silenzio

Ultras della curva Juve non rispettano il 1' di silenzio per Mazzola

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Moratti ricorda Mazzola: "Resterà indimenticabile"

Lo storico presidente nerazzurro Massimo Moratti ricorda Sandro Mazzola: "Provo una nostalgia infinita che rimarrà per le cose belle e le gioie che ci ha dato". 

Moratti ricorda Mazzola: 'Per l’Inter resterà indimenticabile'

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Rivera: "Con lui ho condiviso rivalità e amicizia"

Rivali nel derby, amici fuori dal campo, in nazionale e nelle battaglie per i diritti dei calciatori. È stato il rapporto tra Sandro Mazzola e Gianni Rivera, che ricorda l'amico scomparso a 83 anni: "Insieme abbiamo vissuto i nostri periodi più belli della vita da calciatori. Siamo stati rivali nel derby, ma amici in Nazionale e nel fondare l'assocalciatori. Speriamo che San Siro ricordi con affetto i nostri derby: che vincesse uno o l'altro, eravamo contenti di partecipare"

Rivera: 'Con Mazzola è stata rivalità e amicizia'

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Mazzola, una bandiera di Inter e Nazionale

I più grandi successi di Sandro Mazzola sotto la guida di Helenio Herrera, nella "Grande Inter" che conquistò quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, oltre ai titoli di capocannoniere in Serie A e in Europa, sfiorando il Pallone d'Oro nel 1971 dietro a Johan Cruyff. Conclusa la carriera sul campo è rimasto nel calcio come dirigente per Inter, Genoa e Torino, diventando in seguito un apprezzato volto televisivo. In maglia azzurra è stato protagonista del trionfo all'Europeo del 1968 e della leggendaria "Partita del Secolo" contro la Germania a Messico '70. Mazzola, fuori dal campo, fu tra i soci fondatori dell'Associazione Italiana Calciatori (Aici) insieme a Sergio Campana

Sandro Mazzola, la storia e la leggenda: quella frase meravigliosa di Puskas...

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Per volontà della famiglia, l'accesso di telecamere e macchine fotografiche all'interno della Basilica non sarà consentito. Un divieto esteso anche ai contenuti che possono essere prodotti con uno smartphone

La corona di fiori del Comune di Milano

Sandro Mazzola, il giorno dei funerali a Milano

Milano dà l’ultimo saluto a Sandro Mazzola, scomparso a 83 anni dopo una lunga malattia. I funerali si terranno alle 14.45 nella Basilica di Sant’Ambrogio: lutto cittadino e bandiere a mezz’asta nel capoluogo lombardo e a Vedano al Lambro, dove Mazzola risiedeva. La cerimonia officiata da monsignor Carlo Faccendini e vedrà la presenza di istituzioni, rappresentanti dello sport e della famiglia nerazzurra

L'esterno della Basilica di Sant'Ambrogio

CALCIO: SCELTI PER TE