Gattuso ritrova il Milan da avversario: gli 8 momenti cult in rossonero
Oggi alle 18 Gattuso sfida i suoi amati colori rossoneri sulla panchina della Lazio. Oltre alle due Champions, agli scudetti, al numero di presenze o trofei. Il Gattuso più autentico in 8 momenti, ovviamente come il suo numero di maglia. Quando Galliani lo rinchiuse nella sala delle coppe, la partita col ginocchio rotto, CR7 annullato in semifinale, i Queen
di Marco Salami
WE WILL ROCK YOU
- C'era un tempo in cui il Milan di Ancelotti entrava in campo per il riscaldamento sulle note dei Queen. Tamburi, luci spente, tifosi in delirio. Kakà e Shevchenko, Pirlo e Maldini, Seedorf e Inzaghi, tutti alle spalle di Gattuso che spaccava in due il campo entrando con uno scatto da centometrista. Corsetta blanda, no grazie. La partita era già iniziata: il coltello già tra i denti. Più che un riscaldamento, era una dichiarazione d'intenti.
RINCHIUSO NELLA SALA DELLE COPPE
- Istanbul fa malissimo, la finale beffa del 2005 è una ferita aperta, lasciare il Milan è l'unico antidoto per quel dolore sportivo. Galliani, però, è un muro: non se ne parla. Così decide di rinchiuderlo nella sala delle coppe: "Rifletti, ti libero solo quando avrai cambiato idea". A metà giornata Galliani gli porta pure un panino. Sei ore dopo Gattuso esce: aveva scelto di restare. Due anni dopo c'è Atene.
LO SCATTO AL 120' DI MANCHESTER 2003
- È la finale tutta italiana, Milan-Juve, è l'ultima partita della stagione ed è soprattutto l'ultimo minuto dei supplementari. Sta tutto lì il riassunto della sua Vita da mediano ("Ligabue grande cantante, anche se interista", scherzava Rino). Angolo Juve: palla allontanata, ci sarebbe spazio per un ultimo cross, non fosse che Gattuso esce in pressing e inizia a rincorrere chiunque. Da area ad area, un unico scatto. Al 120'. La Juve arretra, fino a tornare inevitabilmente da Buffon. 'A recuperar palloni, lavorare sui polmoni…'
LA PARTITA INTERA GIOCATA COL GINOCCHIO ROTTO
- È appena il quarto minuto di Milan-Catania, anno 2008: Gattuso sente un dolore al ginocchio. L'adrenalina pompa, il sacrificio ce l'ha inciso nel dna: Gattuso non si ferma, anzi riparte, gioca sul dolore. La risonanza del giorno dopo dice lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. In sostanza, Gattuso aveva giocato col ginocchio rotto. E aveva pure finito la partita.
LA SEMIFINALE DOVE ANNULLA CR7
- 2 maggio 2007, sotto la pioggia di San Siro il Milan di Ancelotti incornicia 'la partita perfetta'. Chiaro, di Kakà e Seedorf, che segnano, ma anche di Gattuso. Un uomo in missione: la sua è il costante raddoppio con Oddo sul fenomeno nascente Cristiano Ronaldo, uno che — l'anno dopo — avrebbe vinto prima Champions (di cinque) e primo Pallone d'Oro (di cinque). Il serbatoio della benzina sempre pieno: Gattuso toglie a quel giovane CR7 fiato, sicurezze, motivazioni e, non da ultimo, il pallone.
"FACIMM' YOU AND ME"
- Quella volta contro Joe Jordan — detto 'lo squalo' — lo sdentato ex centrocampista del Milan anni '80. Milan-Tottenham del 2011 finisce in far west: "Mi è scattata l'ignoranza" — ammetterà poi Rino. Il secondo round è col possente Bassong. Storica l'intervista tv alle "Iene" dove ricostruisce i fatti in dialetto (lui che ha sempre detto di ragionare in calabrese): "Mi urlava 'you and me you and me', ndru sottopassagg amma fatt 'you and me' e mi so' fatt rispittar" ("nel tunnel abbiamo fatto 'you and me' e mi sono fatto rispettare").
L'8 AL CONTRARIO
- Lui che ha sempre corso per tutti — il polmone dei Palloni d'Oro — dopo le grandi vittorie amava rovesciare la storia. Maglia al contrario, l'8 portato davanti. Come una ricompensa dei sacrifici. Gattuso incarnava perfettamente quel concetto (citazione Henry) del 'giocare per il nome scritto davanti alla maglia, per farsi ricordare dai tifosi per il nome scritto dietro'. Sì, a volte davanti.
IL RIPOSO DEL GUERRIERO
- Era un giorno del maggio del 2012, Milan-Novara chiudeva un'era. Dal Milan non se ne andava solo lui, ma pure Nesta, Inzaghi e Seedorf. Le lacrime che non ti aspetti, quelle del guerriero sempre coi denti serrati, della posa a granchio a marcare CR7, dei pugni sul cuore. Erano le lacrime per il suo Milan.
