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Frosinone, bentornato in A: ecco tutte le promosse nella top 5 d'Europa

Serie B

Luca Cassia

I cinque maggiori campionati europei accolgono tutte le neopromosse dalla Germania alla Francia

L'ultimo atto della Serie B premia il Frosinone, squadra ammessa in A con Empoli e Parma. Ufficiali tutti i verdetti promozione nella top 5 d'Europa: da record la marcia del Wolverhampton, proprietà straniera come Fulham e Cardiff. Vecchie conoscenze in Germania, festa Nimes e prima volta dello Huesca nella Liga

FROSINONE IN SERIE A, PALERMO BATTUTO 2-0

DALLA BEFFA CARPI ALLA A: FROSINONE, ADDIO INCUBO

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Già archiviati da tempo i massimi campionati d’Europa, è tempo di bilanci anche nelle seconde divisioni della top 5 continentale. Non mancano infatti tutte le ufficialità in materia di promozioni, ascese che nella prossima stagione restituiranno nobili e rivelazioni dall’Inghilterra alla Spagna, dalla Francia alla Germania e naturalmente alla Serie A. Cinque tornei e 13 promosse, en plein sfiorato a causa delle bocciature di Ajaccio e Holstein Kiel negli spareggi contro le terzultime di Ligue 1 (Tolosa) e Bundesliga (Wolfsburg). Conosciamo meglio tutte le protagoniste emerse dalle Serie B e destinate al palcoscenico più importante.

FROSINONE

In ordine temporale la promozione più recente è quella dei ciociari, vittoriosi nella finale playoff contro il Palermo. Termina qui l’incubo dei giallazzurri al centro di un anno terribile dalla beffa targata Carpi nel 2017 (vittoriosi in 9 contro 11 al Matusa) all’harakiri dell’ultimo campionato, promozione diretta negata dal 2-2 imposto dal Foggia privo di velleità a beneficio del Parma. Il riscatto è servito nell’epilogo dinanzi all’ex Stellone, allenatore rosanero sconfitto al nuovo "Benito Stirpe" dopo la rimonta incassata in Sicilia. Un tabù spezzato dall’emergente Moreno Longo alla guida di un gruppo rodato, ben 11 i superstiti dallo storico salto in Serie A centrato il 16 maggio 2015. Tre anni più tardi ecco un’altra festa a Frosinone nel segno dell’ottimo Ciano (16 centri), dei fedelissimi Dionisi e capitan Ciofani fino ai giovani Gori e Paganini, tutti protagonisti del ritorno nella massima serie. E nella prossima stagione i laziali sfoggeranno il proprio stadio di proprietà, autentico gioiello costato circa 20 milioni di euro sulle orme di Juventus e Udinese.

PARMA

L’inchiesta della FIGC sugli ultimi 90’ contro lo Spezia, match decisivo per i verdetti della regular season, è stata solo la coda dell’incredibile exploit degli emiliani risorti dal fallimento del 2014. Tre promozioni di fila in altrettante stagioni, primato inedito in Italia per il Parma emerso senza sosta dalla Serie D alla A. Il simbolo non può che essere Alessandro Lucarelli, leader e bandiera dal ritiro annunciato durante la festa emiliana dopo aver riportato i ducali nella massima serie. In panchina siede invece Roberto D’Aversa, allenatore che risponde alla proprietà cinese (il gruppo Desports presieduto da Jiang Lizhang) e ad una squadra dall’incredibile rush finale: 9 vittorie nelle ultime 12 partite con l’epilogo di La Spezia, successo a beffare Frosinone e Palermo nella corsa al 2° posto. Tanti i giocatori a segno (16) con il peso realizzativo della difesa (12 reti), reparto che peraltro si è confermato come il più solido della categoria. E poi uomini promozione del calibro di Ceravolo e Calaiò, Insigne e Di Gaudio, tutti protagonisti nel Parma dei record.

EMPOLI

La prima formazione a festeggiare in questa Serie B è stata la banda Andreazzoli, allenatore imbattuto dal suo avvento a dicembre in Toscana. Gol, spettacolo e record nella marcia degli azzurri: 85 punti e 88 reti a referto in campionato, primati nella storia del club, vanti assoluti in categoria come la striscia di 28 gare utili di fila e altrettante di partite a segno grazie ai 49 sigilli della coppia Caputo-Donnarumma (nessuno come loro nel torneo a 22 squadre). I numeri esaltanti dell’Empoli contemplano anche 24 successi e 18 incontri archiviati realizzando almeno tre reti, d’altronde i toscani promossi con 4 turni d’anticipo hanno seppellito corazzate del calibro di Parma e Palermo, Frosinone, Bari e Perugia. Ben 16 i marcatori diversi iscritti alla festa del gol con una menzione speciale per Zajc e Krunic, talenti balcanici preziosi pure sotto porta. Una stagione incredibile per la squadra di Andreazzoli, superiore per qualità e rendimento all’Empoli di Sarri ammesso in A nel 2014: l’inedito primo posto finale ha ribadito tutto lo strapotere degli azzurri.

WOLVERHAMPTON

Al traguardo ben 99 punti e il ritorno in Premier a distanza di 6 anni per i Wolves, storico club inglese che ha dominato in Championship grazie all’anima portoghese. Dal 2016 c’è il super agente Jorge Mendes, fondatore della GestiFute, che pur non direttamente controlla la società in partnership con il fondo cinese Fosun. Gli arancioneri diventano quindi una base per i suoi assistiti a partire dal manager Nuno Espirito Santo spalleggiato in campo dal difensore Miranda, dall’ottimo Rúben Neves e dai jolly sulla trequarti Diogo Jota (17 centri), Ivan Cavaleiro ed Hélder Costa. Una rivoluzione inaugurata la scorsa estate (17 nuovi arrivi complessivi) e una mentalità vincente palesata dai numeri: miglior attacco (82 gol) e difesa meno perforata (39 reti), maggior numero di clean sheet (24) e ovviamente il primo posto alla bandiera a scacchi. Un progetto interessante ora inserito nella massima serie: inevitabilmente il ruolo di Mendes è legato a doppio filo ai Lupi per organico e risorse, due fattori che alimentano ambizioni e velleità ad alti livelli.

CARDIFF

Da non trascurare le entrate relative ai diritti televisivi in Inghilterra, quanto basta per garantire pianificazioni mirate oltre al semplice obiettivo salvezza per le squadre minori. È il caso anche dei Bluebirds, gallesi che raccolgono il testimone dallo Swansea retrocesso e ritrovano la Premier che mancava dal 2014. Ben 90 i punti per il Cardiff arrivato in seconda posizione nel nome di Neil Warnock, decano classe 1948 in panchina, 8 promozioni in carriera delle quali 4 nella massima serie ovvero un record assoluto. Exploit raggiunto senza un bomber designato, piuttosto attraverso una cooperativa del gol che nell’arco della stagione ha premiato 18 marcatori diversi. Curiosamente il più prolifico è stato lo scozzese Paterson, laterale difensivo all’occorrenza mediano, doppia cifra a precedere le frecce Hoilett e Zohore (meteora della Fiorentina), il centrocampista Ralls e il centrale Morrison addirittura a segno 7 volte. Dopo la prima storica volta nella massima serie, quindi, il Cardiff si assicura un posto in paradiso e saluta la Serie B.

FULHAM

È invece ricorso ai playoff il più antico dei club londinesi, 3° al termine della regular season a -2 dal Cardiff promosso direttamente. Ecco quindi che gli uomini di Jokanovic si sono sbarazzati del Derby County (2-0 a Craven Cottage dopo il ko nelle East Midlands) e soprattutto dell’Aston Villa nella finale a Wembley con un gol di capitan Cairney. In rosa anche il centravanti serbo Mitrovic tornato al Newcastle, l’ex Celtic Johansen dalle reti pesanti e soprattutto la stella Ryan Sessegnon: nato nel 2000, laterale mancino dalla parabola simile a Gareth Bale sbocciando da terzino e affermandosi da ala. È stata la stagione della sua consacrazione con 15 gol e 6 assist, bottino che lievita il valore di mercato per il ragazzo del vivaio peraltro nominato miglior giocatore della Championship. L’asta è appena iniziata, cascata di milioni per l’ennesima promossa in Inghilterra dalla proprietà straniera: se il Cardiff è controllato dal malese Vincent Tan, sulla poltrona dei Cottagers siede Shahid Khan di origini pakistane ma da 50 anni trapiantato negli Stati Uniti.

FORTUNA DÜSSELDORF

In Germania chi ha tagliato il traguardo al primo posto della Zweite Liga sono i biancorossi, 63 punti e ben 19 vittorie nell’arco della stagione. Bundesliga ritrovata a distanza di 5 anni per gli uomini di Friedhelm Funkel, allenatore che ha accusato solo un paio di pause occupando puntualmente le posizioni di vertice. Curiosa la "crisi" casalinga tra ottobre e dicembre, filotto causato dal concerto dei Rolling Stones alla Esprit Arena tale da danneggiare il terreno di gioco e costringere il club a sborsare 100mila euro per riadeguarlo alla competizione. Ciò nonostante la missione è compiuta per una delle società più anziane in Germania, 123 anni di storia sebbene con la bacheca a secco dal 1980. Sugli scudi gli attaccanti Hennings e Raman giunti in doppia cifra, apprezzata la coppia giapponese Usami-Haraguchi presente al Mondiale fino ai centrocampisti Neuhaus e Sobottka. In rosa anche Davor Lovren, fratello minore del nazionale croato Dejan, ennesima freccia di un gruppo alla 6^ promozione di sempre nel massimo campionato tedesco.

NORIMBERGA

Se la terza classificata della B tedesca (Holstein Kiel) si è arresa nello spareggio contro il Wolfsburg, le note dell’inno della Juventus hanno accompagnato la festa del Norimberga che mancava dal 2014. L’idea è stata del difensore 29enne Enrico Valentini, chiare origini italiane e tifoso bianconero, titolare nella squadra che ha accumulato 60 punti con il 2° migliore attacco (61 gol) e una difesa preceduta solo dal Sandhausen. Ritorno ai fasti quindi per Der Club, 9 scudetti in bacheca alle spalle del Bayern Monaco sebbene l’ultimo risalga al 1968. Storia e tradizione per i bavaresi di Michael Köllner, tecnico trascinato dal capitano Behrens (14 gol da centrocampista) e dalla punta Ishak, 12 reti e un passato a Crotone. L’età media del gruppo concede speranze per il futuro immediato, d’altronde negli ultimi cinquant’anni il Norimberga ha conquistato solo una Coppa di Germania nel 2007: chissà che la promozione in Bundesliga non possa consegnare una nuova protagonista ad alti livelli accanto ai "cugini" dell’imbattibile Bayern.

REIMS

Dominio assoluto in Francia per la capitale dello champagne, bollicine d’obbligo per la società dal passato glorioso (12 titoli tra gli anni ’50 e ’60) eppure riemersa in Ligue 1 solo nelle ultime stagioni. Due gli anni di purgatorio in B per i biancorossi, 88 punti in classifica e una promozione aritmetica centrata con 4 turni d’anticipo: 28 vittorie totali e solo 6 sconfitte, primati in stagione come la difesa meno battuta (24 reti al passivo). Applausi per il 50enne David Guion, legato a Reims dal 2012 ma alla guida della prima squadra solo dalla scorsa estate. I suoi uomini chiave? Indubbiamente il vicecapocannoniere Siebatcheu (17 reti) e l’argentino Chavarría (14 centri), il capitano capoverdiano Da Cruz e il centrale Abdelhamid. Balzati al comando del torneo dall’8^ giornata, i biancorossi non hanno più ceduto la leadership a riprova dello strapotere che ha sbaragliato tutte le dirette concorrenti. Se l’epoca dei vari Kopa e Fontaine è incisa negli almanacchi del calcio, il Reims riparte da una promozione esaltante per scrivere una nuova era.

NÎMES OLYMPIQUE

Analogamente alle vicende in Germania, le squadre promosse in Francia sono due complice la bocciatura dell’Ajaccio (3° in seconda divisione) nello spareggio contro il Tolosa terzultimo in Ligue 1. L’impresa è tutta del Nimes ammesso nella massima serie dopo 25 anni d’attesa, traguardo inatteso per una formazione indietro nelle gerarchie ad inizio stagione. Ciò nonostante i Coccodrilli hanno raggiunto il 2° posto con il record di gol segnati (75) dall’avvento del girone unico nel torneo targato 1993/94. Merito dei 24 centri del capocannoniere Umut Bozok, turco classe 1996 dall’impatto eccezionale. Bene anche il partner offensivo Alioui (17 centri), pedina intoccabile per l’allenatore Bernard Blaquart alla guida di un gruppo giovane e ambizioso: solo gli algerini Harek e Cadamuro, insieme al mediano Valdivia, non sono nati negli anni Novanta. Bacheca decisamente più povera rispetto all’altra promossa Reims, tuttavia la ribalta che mancava dal 1993 ha già concesso una festa indimenticabile per la squadra dell’Occitania.

RAYO VALLECANO

Dalla gioia di Nimes ai festeggiamenti di Vallecas, periferia di Madrid nuovamente sulla mappa della Spagna che conta. Retrocesso nel 2016, il Rayo ha guadagnato un posto nella Liga trionfando in Segunda División a quota 76 punti, uno in più del sorprendente Huesca. È la vittoria del 42enne Míchel, simbolo del club dove ha militato per 17 anni e che dal 2012 lo vede in panchina dalle giovanili alle redini della prima squadra. All’ombra delle concittadine Real e Atletico, il Rayo Vallecano vanta una forte identità e il richiamo di una maglia ispirata al River Plate. Importante il contributo della vecchia guardia per la squadra dall’attacco più letale del torneo (67 reti): si va dal capitano Amaya all’ormai svincolato Trashorras, dal Chori Domínguez alle punte Manucho e Javi Guerra. A prendersi la scena, affiancato dall’argentino Trejo, è stato tuttavia il 23enne Raúl de Tomás in prestito dal Real Madrid: 24 i gol segnati dall’attaccante destinato a tornare nel Castilla, trascinatore assoluto dei biancorossi che rappresenteranno la 5^ società di Madrid nella Liga.

HUESCA

La rivelazione nella B spagnola è stata inevitabilmente la società dell’Aragona, promossa per la prima volta nella Liga in 96 anni di storia. Un’impresa sfiorata ai playoff un anno fa ma raggiunta grazie al 2° posto finale, 75 punti e 21 vittorie totali come la capolista Rayo Vallecano. In realtà l’aritmetica è stata centrata con 180’ d’anticipo prima di cedere la leadership ai madrileni, poco male per l’allenatore Rubi già assunto dall’Espanyol nella massima serie. Qualche ombra a causa della portata di scommesse anomale nel match contro il Gimnàstic alla penultima giornata, circostanza che ha spinto l’apertura di un’indagine a carico dei rossoblù. Il campo ha piuttosto premiato con 16 gol a testa il tandem d’attacco Cucho-Melero, rispettivamente un 19enne venezuelano in prestito dal Watford e un trequartista classe 1994 cresciuto nel Real Madrid. Bene anche gli esterni Ávila e Gallar, certezze come il centrale Pulido e capitan Sastre. Al netto delle vicende extra-campo, l’inedito salto di categoria della città di 50mila abitanti ha conquistato il Paese.

REAL VALLADOLID

In contemporanea all’epilogo della Serie B, la Segunda División ha celebrato la terza e ultima ammessa nella Liga. Si tratta dei biancoviola, una Copa de la Liga in bacheca (torneo abolito nel 1986 dopo quattro edizioni) e un ritorno nella massima serie che mancava dal 2014. Merito della bagarre nella regular season archiviata con il 5° posto e il migliore attacco (69 centri) alimentato dallo scatenato Jaime Mata: 33 gol complessivi per l’attaccante classe 1988, una vita lontano dai riflettori fino al titolo di Pichichi nel torneo. In realtà dopo le semifinali vinte contro lo Sporting Gijón (4° della classe), il Valladolid aveva già ipotecato la promozione sbancando 3-0 il campo del Numancia nel derby di Castiglia e León. Applausi per Sergio González, ex mediano di Deportivo ed Espanyol nonché allenatore da aprile, uomo votato a pedine come Míchel, Hervías e Plano. Intanto sul Valladolid ha messo gli occhi addirittura Ronaldo, Fenomeno interessato all’acquisto della società per 30 milioni di euro. Affare praticamente concluso, giurano in Sudamerica, operazione che rende ancora più speciale la neopromossa spagnola.