Calciomercato Chelsea, Zola sarà il vice di Sarri. Quando a Sky diceva: "Chi ama il calcio ama lui"

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Marco Salami

Dalla Sardegna a Londra, 300 partite, quel gol in finale contro lo Stoccarda e il tacco al Norwich. Quindici anni dopo Zola torna al Chelsea come vice di Maurizio Sarri. La premessa a Sky Sport qualche mese fa: "Sarri? Gioco eccezionale, so che il Chelsea sta pensando a lui". Ora saranno insieme, in una squadra sempre più italiana

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“Chi ama il calcio non può non amare Maurizio Sarri”. Firmato Gianfranco Zola. ”Magic Box” per gli amici e “Sir” per l'Ordine dell'Impero Britannico. Da Oliena, 7mila abitanti in provincia di Nuoro, a Londra. Quasi 9 milioni di persone. Lì, nella grande metropoli inglese che è diventata casa come quella Sardegna legata a fondo nel suo cuore. Per la centralissima King's Road dove nei Sessanta inventarono la minigonna, e in quel quartiere chiamato Chelsea dove vissero anche Oscar Wilde e Francis Bacon. Uomini che fanno la storia come Gianfranco l’ha scritta nel mondo del calcio. Sette stagioni in Blues prima del ritorno, come vice di Maurizio Sarri su una panchina da sempre un po’ italiana. E ora più ambiziosa che mai. Lo aveva detto in tempi meno sospetti proprio a Sky Sport: “Sarri-Chelsea? Si dice ci sia interesse - senza trattenere il sorriso di chi già sapeva qualcosa in più degli altri -. Ricordo la mia esperienza sulla panchina del Cagliari (nel 2014, ndr), avevo analizzato il suo Empoli. Non giocava come una squadra con quella posizione di classifica. Giocava da big. Coraggioso, propositivo, sempre con l’iniziativa in mano”. Questione di filosofia. Sposata in quelle parole e ora anche in panchina. Zola sarà suo secondo. Un intermediario col mondo Chelsea nel solco degli allenatori italiani. Il primo di sempre in Blues fu Vialli. Poi venne Ranieri, l’uomo che aveva già allenato Zola proprio nella Napoli poi diventata di Maurizio Sarri, e dunque al Chelsea nel 2000. Claudio, l’allenatore che su quella panchina potè godersi con la visuale migliore di tutti il capolavoro al Norwich. Angolo di Le Saux, anticipo sul primo palo di tacco e palla in rete. Unbelievable. Nel giorno in cui “Magic Box” fece tremare la Manica.

FA Cup, 16 gennaio 2002: il capolavoro di Zola contro il Norwich 

London Calling

Il 25 sulla schiena diventato culto. Perché facile vendere le magliette col 10 o col 9. Provateci invece voi con un anonimo numero poi reso celebre grazie a lui. Zola in Inghilterra allora vince tutto, tranne la Premier. Il grande obiettivo dell’era Sarri che ha però promesso soprattutto tanto spettacolo e tanto divertimento. Sempre per quella questione di filosofia che lo ha reso famoso. FA Cup al primo colpo per Zola, dopo i 12,5 miliardi di lire versati nelle casse del Parma per portarlo in Inghilterra. London Calling, cantavano i Clash. E Gianfranco a quella chiamata rispose presente. Totalizzando in carriera qualcosa come 287 presenze e 70 gol in Blues. Nel 1998 il tris Coppa di Lega inglese, Supercoppa Europea ma soprattutto Coppa delle Coppe, e un gol decisivo nella finale contro lo Stoccarda travestito dal supereroe Flash. Gianfranco entra al minuto 71 e segna al minuto 71. In appena 20 secondi. Nel cambio ordinato da Vialli, allenatore e giocatore nella stessa figura, che lo scelse come partner d’attacco togliendo il norvegese Flo e azzeccando la mossa del match. 1-0: gioco, partita, incontro. Altro trofeo alzato al cielo, che sarà però soltanto il terzultimo nella carriera di Zola da giocatore a Londra. Arriverà infatti dunque un’altra Coppa di Lega e un Community Shield nel 2000. E quella rete di tacco del 2002 entrata di diritto negli annali del pallone. Tra i gol più belli di sempre mai realizzati.

Blues nel destino

Dunque la vita da allenatore. Con l’Inghilterra e Londra nel destino. L’inizio è come collaboratore tecnico della Nazionale Under 21. Casiraghi è il Ct, guarda caso un ex del Chelsea. 1998-2000 in Blues, con Zola, che nel settembre del 2008 saluta gli “azzurrini” e dice al West Ham. Londra anche quella. Nel borgo di Newham ad ovest di Chelsea, dove allena due anni in Premier. Nono alla prima stagione. Salvo nella seconda, ma comunque esonerato. Al suo posto arriverà quell’Avraham Grant che l’impresa in Blues l’aveva sfiorata nel 2008, nella finale di Mosca contro lo United di CR7. Corsi e ricorsi storici. E intrecci del destino. Come la sua clamorosa avventura successiva in Championship nel Watford. Il primo anno è quasi Premier. Sfiorata, e persa nella finale playoff dopo quel clamoroso epilogo nella semifinale contro il Leicester. Le Foxes, che un giorno saranno dell’amico Ranieri, e campioni d’Inghilterra nel 2016, hanno al novantesimo minuto il rigore che vale la finale. Knockaert sbaglia dal dischetto e in contropiede Deeney fa esplodere il pandemonio segnando il 3-1. Zola è incredulo, ma la promozione non arriverà comunque. In compenso ci saranno però le dimissioni, sotto Natale, nel 2013. E da lì la storia con Pierluigi Casiraghi torna ad intrecciarsi. Prima Cagliari e poi il Qatar, infine Birmingham, dove i ruoli si invertono. L’ex Ct Under 21 è il suo vice, anche se la prima avventura bis in Sardegna dura poco. Appena dieci partite. L’esordio è da incubo con 5 gol incassati dal Palermo. Poi 7 punti in tre gare prima di smettere di vincere. L’esonero arriverà il 9 marzo, un giorno dopo la festa delle donne e cinque prima del match contro l’Empoli, dove avrebbe incrociato proprio Sarri. Ci sarebbe stata la classica stretta di mano prima della partita e certamente qualche complimento a vicenda. “Giochi benissimo Maurizio” - avrebbe detto Gianfranco. Vero. Ma da quest’anno proveranno a giocare benissimo insieme. In un Chelsea sempre più italiano.

Semifinale playoff Championship, 12 maggio 2013: il gol di Deeney con Zola sulla panchina del Watford

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