Juve, Haaland: "Potevo andare lì, ma era troppo presto. Ho scelto il Salisburgo"

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In gol ad Anfield contro il Liverpool (come successe in passato al padre) dopo la tripletta all'esordio in Champions, l'attaccante classe 2000 svela alla BBC un retroscena di mercato: "A gennaio potevo andare alla Juve, ma era troppo presto. Ho preferito il Salisburgo"

HAALAND TRIPLETTA ALL'ESORDIO IN CHAMPIONS

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18 gol in 11 partite ufficiali disputate fino a questo momento, compresa una tripletta contro lo Genk nella gara d’esordio in Champions League e un’altra rete – quella del momentaneo 3-3 (4-3 per i Reds il finale) – ad Anfield contro i campioni d’Europa in carica del Liverpool. Continua il momento magico di Erling Braut Haaland, attaccante centrale classe 2000 del Salisburgo e uomo del momento in Europa. Che lo scorso gennaio ha detto no alla Juventus preferendo il trasferimento in Austria. Un retroscena di mercato svelato dallo stesso giocatore alla BBC: "Credo fosse troppo presto per andare alla Juventus. Ho ritenuto il Salisburgo la squadra ideale per me, era anche importante capire anche che ruolo avrei avuto nel club che avrei scelto. Qui ho sicuramente più possibilità di giocare". E segnare, bisogna aggiungere. Perché questo ragazzo – arrivato al Salisburgo dal Molde – dimostra di avere il gol nel dna: 5 reti in 10 partite nei primi sei mei trascorsi con la maglia del club austriaco, poi l’esplosione durante il Mondiale Under 20 quando realizzò ben 9 gol in una sola partita contro l’Honduras. Un record.

Record su record e Ibra come idolo

Dal record Mondiale a un altro primato. La tripletta al Genk a soli 19 anni e 58 giorni. Meglio di lui, in Champions, hanno fatto solo Raul e Rooney. Ma un record Haaland è comunque riuscito a stabilirlo nel suo esordio da sogno: nessuno prima di lui aveva mai siglato una tripletta nella prima gara in Champions nei primi 45 minuti. “Ascolto l’inno della Champions fin da quando ero bambino, è la mia canzone preferita”, musica per le orecchie dei tifosi del Salibsurgo che si godono un altro baby prodigio, che in molti paragonano a Ibra, l’idolo di sempre. “Avevo tanti modelli da piccolo e guardavo molti giocatori, ma Zlatan Ibrahimovic era il più grande di tutti", ha ammesso proprio Haaland in una recente intervista.

Al Salisburgo come Mané e Keita

Su Halland adesso ha messo gli occhi tutta l’Europa calcistica, ma ad anticipare tutti lo scorso gennaio è stato il Salisburgo che lo ha acquistato per 5 milioni di euro. Una scelta – come ammesso dallo stesso giocatore che ha svelato i contatti avuti con la Juve (“Ma era troppo presto”) – dettata dalla precisa volontà di giocare con continuità e mettersi in mostra per poi spiccare il volo verso un top club. Un percorso che in passato hanno scelto anche Sadio Mané e Naby Keita, oggi al Liverpool, e che presto potrebbe portare Halland lontano dall’Austria.

In gol ad Anfield come papà. Con l’Inghilterra nel destino

Figlio d’arte Erling Braut Haaland: il padre Alf-Inge Rasdal è stato un centrocampista anche del Manchester City, reso celebre al mondo intero dal fallo-killer subito da Roy Keane in occasione di un derby negli anni 2000. Il giovane Herling, nato a Leeds, e a segno ad Anfield contro il Liverpool come successo in passato in un’occasione anche al padre, sembra avere l’Inghilterra nel destino e non solo sulla carta d’identità. Tra i principali ammiratori delle sue qualità c’è sicuramente Ole Gunnar Solskjaer, l’allenatore (oggi allo United) che lo fece debuttare appena 16enne nel Molde. Prima però il Salisburgo, una crescita costante e altri gol. Per continuare a sognare in grande.

L'esultanza di Haland dopo il gol del momentaneo 3-3 ad Anfield

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